Urrà…..donne rigoriste al potere………………l’opinione di Rita Faletti

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A Bruxelles, l’asse franco-tedesco ha prevalso nell’assegnazione delle nomine strategiche per la politica dell’Unione, che sta per inaugurare una nuova stagione. Dopo tre giorni di trattative, qualche scaramuccia, la delusione e la rinuncia di potenziali candidati, il pacchetto fortemente voluto da Macron si è aggiudicato la vittoria. Che è anche una vittoria femminile. Due donne in ruoli apicali, un nome nuovo e uno sconosciuto ai non addetti ai lavori. Quello nuovo: si tratta della tedesca Ursula Von der Leyen, ministro della Difesa, espressione dell’ala più moderata della Cdu, che prende il posto di Jean-Claude Juncker. Conservatrice con una visione liberale, poco disposta ad assecondare sovranismi e populismi, è rigorista, soprattutto in economia. Il secondo nome è quello della francese Chistine Lagarde, che passa dai vertici del Fondo monetario internazionale alla direzione dell’Eurotower, la Banca centrale governata per otto anni con intelligenza e competenza da Mario Draghi. Giurista, non economista, Lagarde potrebbe, per questo, creare qualche incertezza nei mercati, ma è cosa certa che seguirà il tracciato segnato dal suo predecessore in politica monetaria. Di formazione liberale ed esperta mediatrice, affronterà, da una posizione rigorista, il problema preoccupante del debito pubblico, in particolare quello che interessa i paesi a basso pil. Anche il mandato di Lady Pesc, Federica Mogherini, è in scadenza. Poco male. Non rimpiangeremo il suo amore per l’islam e per le dittature comuniste. Al suo posto arriverà uno spagnolo, il socialista Joseph Borrell, ministro degli Affari europei per il suo paese ed ex presidente del Parlamento europeo. Ci si augura che l’incarico di Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza sia svincolato da insane passioni e pericolosi ideologismi. Al Consiglio europeo è stato nominato il belga Charles Michel, amico di Macron, il quale sostituirà il polacco Donald Tusk, uno dei più equilibrati e convinti sostenitori dell’Europa. Un incarico di rilievo va al dem David Sassoli, votato dai socialisti europei, delle quattro famiglie uscite vincenti dal confronto alle europee (popolari, socialisti, liberali e Verdi) la più delusa dai risultati. L’italiano sarà alla presidenza del Parlamento europeo. E i sovranisti? Dovevano essere maggioranza e cambiare l’Europa. Sono rimasti a bocca asciutta. Vale per Salvini, ma vale anche per i suoi soci di governo, i grillini, che hanno girato in lungo e in largo invano alla ricerca di un gruppo che li accettasse. In pieno clima di nomine, Conte, il nostro caro premier, si trova a Bruxelles, accompagnato dall’immancabile Rocco Casalino. Il motivo principale della sua presenza nella Capitale belga, perorare la causa contro la procedura di infrazione all’Italia, finirà con il premiarne gli sforzi. Però, al prezzo di una manovra aggiuntiva da 7,5 miliardi pagati dai contribuenti italiani. Come risultato, lo spread è già sceso di oltre venti punti. Il premier è apparso sorridente e persino ottimista: “L’Italia avrà un membro nel Board della Bce”. Conte è simpatico, con il suo fare tranquillo e quell’espressione un po’ così, tra il sornione e l’accattivante. Ogni tanto, una pausa al debordare salviniano fa bene. Ma non illudiamoci troppo. Per l’Italia ci sono nuovi guai in vista. La Finlandia, infatti, ha iniziato il semestre della presidenza del Consiglio della Ue. Il paese scandinavo, tutto laghi e natura incontaminata, ha dichiarato che si dedicherà alle politiche climatiche. Obiettivo prioritario l’azzeramento delle emissioni di carbonio entro il 2035. Sollevazione immediata dei paesi dell’est, tra cui Polonia e Ungheria. Come se non bastasse, il ministro degli Affari europei finlandese, Tytti Tuppurainen, ha dichiarato che c’è bisogno di regole e di chi le faccia rispettare, soprattutto in materia di stato di diritto. Nel mirino, le democrazie illiberali e i loro amici e sostenitori e i trasgressori delle regole. A noi iniziano a fischiare le orecchie. Il programma, comunicato con fermezza e convinzione, ricorda, nei toni e nel piglio, molti dei personaggi di Arto Paasilinna, il famoso autore finlandese che nelle sue storie descrive l’ostinazione dei vitalistici e un po’ ingenui protagonisti nel difendere i diritti calpestati. Il bersaglio è l’ideologia comunista con i suoi fanatici esecutori. Ma il programma finlandese, contiene anche riferimenti all’ambiente e alla sua salvaguardia. Interessante, a tal proposito, sarebbe conoscere il pensiero di abitanti e amministratori di alcune città italiane, dove il lerciume copre strade e marciapiedi e ammorba l’aria. “Come cittadino di un paese nordico, forse non capisci che qui è inutile puntare sulla sensibilità dei nostri dirigenti” Parole che Surunen potrebbe rivolgere a certi sozzoni italici. ritafaletti.wordpress.com

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