Greta: una pecorella alla mercé dei lupi?……………..l’opinione di Rita Faletti

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L’icona dell’ambientalismo mondiale, la sedicenne svedese Greta Thunberg, venerata da folle di giovani che il venerdì disertano le scuole per inondare piazze e strade e manifestare la loro preoccupazione per la morte incombente del globo, è stata a Roma, dove si è recata in udienza da Papa Bergoglio, il Papa verde. Dalle stelle della civiltà, la Svezia, alle stalle dell’inciviltà, Roma. Dagli eccessi venati di fanatismo di un Paese che prova imbarazzo a imbarcarsi su un aereo perché provoca emissioni “devastanti”, alla totale mancanza di senso del pudore di cittadini indifferenti e di un’amministrazione che, a dispetto delle promesse di cambiamento, ha reso Roma più simile a un suk arabo che a una capitale europea. Sporcizia e rifiuti, cassonetti straripanti pattume maleodorante, fermate della metropolitana chiuse in attesa dei pezzi di ricambio delle scale mobili accartocciate, scheletri di autobus flambé parcheggiati lungo le strade, monconi di alberi schiantati al suolo che aspettano da tempo di essere rimossi, oltre alle ormai famigerate buche che risucchiano pedoni e motociclisti. Roma è questo, un danno economico e di immagine che l’immobilismo della giunta Raggi giustifica alludendo a complotti, sabotaggi, indefiniti poteri forti che ostacolerebbero il percorso grillino verso l’Eden. In questo scenario da incubo, immaginiamo il percorso di un’ indomita adolescente sospinta dall’amore per l’ambiente e circondata, ogni volta che si muove, da una marea umana di adolescenti come lei, che bevono dalle sue labbra le profezie apocalittiche sulla fine prossima del pianeta. Immaginiamo anche lo sguardo innocente e un po’ strano dell’idolo delle folle, che casualmente si posa su mozziconi di sigarette, cartacce, avanzi putrescenti di cibo, escrementi animali. Cresciuta in un contesto culturale dove il rispetto non è limitato alla natura ma è esteso alle opere dell’uomo, la povera Greta deve aver pensato di essere precipitata in un girone dell’Inferno dantesco. Da qui a chiedersi che senso abbia parlare di innalzamento del livello del mare, di sfruttamento massiccio delle risorse fossili, di effetto serra, di riscaldamento globale, il passo è breve. Gli sfregi visibili e tangibili a strade, piazze e agli elementi dell’arredo urbano, che sono la carta di presentazione di una città, non sono forse l’altra faccia dello sprezzo per l’ambiente? Non sono la spia della maleducazione e dell’inciviltà? Colpe gravi per i cittadini di ogni età del nord Europa, meno gravi, evidentemente, per i giovani romani in corteo, che vogliono un mondo meno inquinato e guardano a un ipotetico futuro spezzato prima di guardare a terra. Per loro, la missione di Greta trascende la pulizia delle strade, è figlia e ispiratrice di grandi ideali che attengono, nientemeno, alla salvezza dell’umanità. Il tono accorato della giovane attivista, che al Parlamento europeo ha lanciato un allarme ai governi, pregandoli di fare in fretta, ché il tempo stringe, ha sorpreso e colpito, forse ha risvegliato le coscienze. Il mondo è con lei, il Papa l’ha incoraggiata ad andare avanti per salvare la casa comune dell’umanità. Così giovane, eppure con un tale carico di responsabilità, continuerà la sua battaglia per l’ambiente ferito. Quanti la ascolteranno? Quanti useranno la sua profezia edificante per i propri fini? La questione dell’ambiente, dice Greta, che ammette di non essere in grado di affrontare con le sole armi di cui dispone un adolescente, è compito dei politici affrontare. Intuisce, la sedicenne, o forse no, che il delicato argomento implica potere, denaro, interessi? E’ consapevole che le teorie degli scienziati sono spesso usate a fini ideologici? E si è sicuri che l’allarme sia motivato? Se nel mondo della scienza c’è condivisione sugli effetti dell’attività umana sul global change, il deterioramento dell’ambiente, le cause dei cambiamenti climatici, il global warming, non sono completamente conosciute e su questo punto le posizioni sono divergenti e controverse. Le certezze fideistiche possono diventare uno strumento nelle mani di opportunistici speculatori per soggiogare i terrapiattisti con la paura. Vedi i sostenitori del No-Vax. Preoccuparsi di non inquinare acqua e terra, di non disseminare di rifiuti e di plastica l’ambiente, di tenere puliti gli spazi pubblici dovrebbe far parte del comportamento di tutti. Purtroppo, i fatti dicono il contrario. Che dire di alcuni dipendenti Ama sorpresi da un filmato a gettare oli esausti nel tombino di una fontanella ai Parioli? Gli incivili pagheranno le conseguenze o l’episodio finirà in cavalleria come spesso capita in Italia? Che provvedimenti prenderà Wonder Woman? O sarà Batman a contrastare il degrado di Roma? Risultato previsto:0-0.

1 commento

  1. Forse Greta la svedesina sedicenne che sta intenerendo tutti col suo sguardo dolce è arrivata troppo tardi per cercare di salvare questo mondo sommerso di rifiuti e di plastica, specie nei nostri mari divenuti oramai una enorme discarica a cielo aperto.
    Forse la piccoletta doveva nascere almeno trenta’anni fa, quando ancora i disastri ecologici che riguardano la Terra erano agli inizi, forse da lì qualcosa poteva scattare per fermare questo disastro che l’umanità creava allora.
    Oggi mi sembra molto difficile, dobbiamo essere noi stessi a rimboccarci le maniche per salvaguardare la Terra. Esempio: quante volte dei volontari raccolgono plastica e rifiuti sulle nostre spiagge durante le giornate di sensibilizzazione e poi il giorno dopo tanti incoscienti senza pensarci ci ributtano dell’altro materiale dannoso?
    Ecco perciò dove nasce il male, da noi stessi, avere consapevolezza di quello che facciamo, per poi sensibilizzare gli altri.

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