Vittime di tratta, il Dipartimento per le pari opportunità finanzia il progetto Fari 3

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Persone straniere e cittadini di Stati membri dell’Ue che intendono sottrarsi alla violenza e alle varie tipologie di sfruttamento, sessuale, lavorativo, accattonaggio, attività illegali e matrimoni forzati o combinati. Sono i beneficiari del progetto Fari 3, programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale, finanziato dal Dipartimento per le pari opportunità, insieme al co-finanziamento dei Comuni di Ragusa e Comiso, predisposto dalla cooperativa Proxima Ragusa. Le aree territoriali in cui opera il progetto Fari 3 con interventi di emersione, prima accoglienza e seconda accoglienza sono le province di Ragusa, Siracusa, Caltanissetta, Enna ed Agrigento. “Il progetto – sottolinea il presidente di Proxima, Ivana Tumino – costituisce l’ideale prosecuzione del Fari 2.0 ed è strutturato in tre fasi, con azioni di emersione, prima assistenza e seconda accoglienza. Le azioni di emersione sono finalizzate a creare una relazione di fiducia tale da permettere di raggiungere una consapevolezza della condizione di sfruttamento così da scegliere di sottrarvisi. Le azioni di prima assistenza pongono sotto attenzione i bisogni primari, di sicurezza e di sostegno socio-psicologico, concedendo adeguati tempi di riflessione, al fine di offrire la serenità psicologica necessaria per intraprendere e proseguire il percorso. A questo scopo la cooperativa Proxima si è dotata di case protette per donne sole o con minori che possono accogliere venti persone, una casa in semi-autonomia per donne destinata ad azioni di seconda accoglienza con capienza quattro posti letto, una casa in autonomia per 4 uomini e una casa in autonomia per nuclei familiari con capacità di accoglienza fino a 4 persone. E poi ci sono le azioni di seconda accoglienza finalizzate all’empowerment, inclusione attiva, integrazione e autonomia lavorativa, fruendo delle strutture di seconda accoglienza e delle attività formative laboratoriali previste”. Il progetto prevede anche azioni di sistema come in Romania, in collaborazione con l’ente antitratta lombardo Lule per informare e sensibilizzare le potenziali vittime di tratta in età precoce con lo scopo di prevenire adescamenti da parte delle organizzazioni criminali o in Nigeria in collaborazione con la Regione Calabria per promuovere l’educativa territoriale al fine di incrementare la consapevolezza dei rischi connessi al fenomeno della tratta. “Tra l’altro – sottolinea il coordinatore di Fari 3, Massimo Scribano – proponiamo tirocini formativi, uno strumento atto a favorire l’apprendimento di specifiche capacità professionali propedeutiche a un inserimento lavorativo, condizione necessaria per l’avviamento a un percorso di fuoriuscita dal progetto e di avvio all’autonomia. Questo strumento permette sia al datore di lavoro che al lavoratore di valutare l’andamento del nuovo rapporto lavorativo per alcuni mesi”. Il presidente Tumino aggiunge: “Ci corre l’obbligo di ringraziare tutti i partner del progetto che ci sostengono e che collaborano con noi per il migliore raggiungimento degli obiettivi”.

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