Le 5 sfide del mondo della cooperazione illustrate a Comiso. Congresso territoriale di Legacoop Sud Sicilia

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“La fuga dei giovani, la fuga dei cervelli, è dovuta al mancato ricambio generazionale, circostanza che non aiuta neanche l’occupazione delle donne e delle persone con disabilità, ma è anche conseguenza della non adeguata infrastrutturazione imprenditoriale ed economica della nostra regione. Dobbiamo cambiare la Sicilia cooperando”. E’ il senso dell’appello lanciato dal riconfermato presidente di Legacoop Sud Sicilia Pino Occhipinti durante la prima assemblea congressuale territoriale, riferita alle province di Ragusa, Siracusa e Caltanissetta, tenutasi ieri pomeriggio a Comiso nella sala assemblee del Caec. Occhipinti, che è stato riconfermato nel ruolo di vertice, ha puntato i riflettori sulle problematiche con cui i vari comparti produttivi stanno continuando a fare i conti, frutto di una crisi strutturale che non accenna ad attenuarsi.
“Nelle nostre province – ha detto il presidente Occhipinti – i livelli di sviluppo, di capacità imprenditoriale, di occupazione, di produttività e competitività delle nostre imprese sono sempre elevati, rispetto ad altre zone dell’isola, ma nonostante ciò tocchiamo con mano la pesantezza della crisi. L’agricoltura continua a mietere vittime e chi resiste non solo si lamenta, ma non riesce ad avere margini d’impresa capaci di indurlo ad investire. Il settore ortofrutticolo è sempre più impegnato in una fase di riconversione verso la coltura fuori suolo, le organizzazioni di produttori sono sempre più numerose e questo, pur essendo una nota positiva, allontana comunque gli obiettivi di aggregazione e concentrazione dell’offerta. Il settore lattiero-caseario che ha la maggiore concentrazione di aziende e di cooperative in provincia di Ragusa, pur cercando forme di aggregazione e concentrazione dell’offerta, soffre anch’esso la grande competitività nazionale e globale”.
Legacoop Sud Sicilia rappresenta 320 cooperative con un fatturato di 498 milioni di euro e un numero di soci pari a 24.992. La distribuzione delle cooperative è così distinta per province: Caltanissetta 101 con un fatturato di 78.000.000 di euro, Ragusa 172 con un fatturato di 370.567.000 euro e Siracusa 47 con 48.700.000 euro. “Pur ritenendo – ha spiegato Occhipinti – che la piccola e media dimensione delle cooperative riesca ad essere un valore aggiunto della funzione sociale della cooperativa nelle singole comunità, su cui potrebbe essere necessario focalizzare sempre più il nostro agire come associazione di rappresentanza, tuttavia non pensiamo che l’impresa cooperativa di grandi dimensioni sia da demonizzare perché si rischia la demutualizzazione; riteniamo invece che la grande sfida che a partire da questo congresso dobbiamo porci è trovare adeguate procedure e azioni che garantiscano il rapporto mutualistico anche nelle cooperative di grandi dimensioni e adeguati strumenti di verifica perché i valori mutualistici siano rispettati”.
Nel corso dei lavori congressuali, a cui ha partecipato Filippo Parrino, componente regionale Legacoop, è stato eletto anche il vicepresidente di Legacoop Sud Sicilia, Giorgio Ragusa. Inoltre, sono stati nominati i 63 delegati per il congresso nazionale del 21 marzo. In più, un’altra nomina ha riguardato i 17 componenti della direzione territoriale. Occhipinti ha concluso illustrando le cinque sfide per ridare slancio alla figura e al ruolo dell’imprenditore cooperativo che vuole contribuire a creare e far crescere una società più equa e più giusta. In primo luogo: lavoro, formazione, equità; poi sostenibilità; e, ancora, legalità; al quarto posto l’innovazione e, quindi, il welfare. “Cinque pilastri – ha affermato Occhipinti – per cinque sfide che vedranno la cooperazione fortemente impegnata in un’autoriforma basata oggi più di ieri sui valori fondanti che hanno rappresentato la nostra forza, la nostra resilienza”.

1 commento

  1. Certo, è proprio così con equità, giustizia e legalità che hanno distrutto qualche anno fa una cooperativa come la Ragusa Latte, lasciando sul lastrico i poveri allevatori, non pagando il loro latte frutto di sacrifici e lavoro. O forse è successo per ingiustizia e illegalità?

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