Fillea, Filca e Uil Ragusa denunciano crisi settore costruzioni e preparano la manifestazione unitaria nazionale

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Le segreterie di Fillea Cgil- Filca Cisl e Feneal Uil denunciano lo stato di grave crisi in cui versa il settore delle costruzioni in provincia di Ragusa.
Il Segretario generale della Fillea Cgil di Ragusa, Franco Cascone a questo riguardo dichiara: “Dal 2008 ad oggi, secondo dati oggettivi ricavabili dall’osservatorio della Cassa Edile, si sono persi oltre il 60% di posti di lavoro; circa il 50% delle imprese del settore sono state costrette a chiudere i battenti per mancanza di commesse o per crisi finanziaria. La massa salariale si è ridotta da più di 42 milioni di euro agli attuali 18 milioni di euro! Gli investimenti pubblici sono pressoché scesi a zero;anche l’investimento privato si è quasi del tutto bloccato. Il settore edile insomma è letteralmente in ginocchio; i lavoratori sono costretti a fare le valigie e a cercare altrove una opportunità di lavoro ”.
“La situazione non è più tollerabile”- commenta il Segretario generale della Feneal Uil Dathan Di Dio-“Bisogna che le istituzioni raccolgano il grido di allarme che proviene dal comparto delle costruzioni.
Solo un rilancio dell’edilizia può rimettere in moto un meccanismo virtuoso di crescita dell’intera economia territoriale e può dare le giuste risposte occupazionali alla “fame” di lavoro che interessa le nostre maestranze edili. Bisogna rilanciare gli investimenti pubblici; occorre rendere immediatamente cantierabile risorse stanziate per le tante opere pubbliche, grandi e piccole, che attendono di partire o di ”ri-partire”.
Il segretario generale della Filca Cisl Paolo Gallo aggiunge che:
“Il territorio del ragusano è stato per tanti anni il fiore all’occhiello dell’economia siciliana; oggi l’economia del territorio è penalizzata dalla mancanza o dal mancato ammodernamento delle infrastrutture strategiche (porti, aeroporti, autostrade in primis) e per l’incuria in cui versa la nostra rete di comunicazione viaria. C’è da dire che la crisi del settore dell’edilizia non è solo ragusana ma è una crisi più generale: regionale e nazionale.”
E’, infatti, per questo che come FLC (Feneal – Filca e Fillea) abbiamo proclamato uno sciopero nazionale per il 15 marzo prossimo, che vedrà un concentramento e una mobilitazione dei lavoratori dell’edilizia a Roma. Stiamo lavorando come FLC territoriale appunto per organizzare la nostra partecipazione a questa grande manifestazione nazionale, che faccia giungere anche nei tavoli del Governo nazionale la protesta e le istanze dei lavoratori edili della provincia di Ragusa”.
“La FLC che riunisce le tre federazioni di categoria di CGIL-CISL-UIL, concludono i tre Segretari, su due questioni, in particolare, intende ancora una volta sollevare la denuncia e la protesta: la realizzazione dell’autostrada Catania – Ragusa e la ripresa dei lavori sulla Rosolini – Modica. Per quanto riguarda la Catania – Ragusa aspettiamo risposte “concrete” dai tavoli della politica: sia il Governo regionale sia il Governo nazionale devono mettere la parola fine a questa eterna storia di rinvii e ritardi; non è tollerabile che la burocrazia e i giochi sotto banco sottraggano al nostro territorio un’opera che aspetta da 30 anni. Sappiamo che l’iter di approvazione del progetto per l’avvio dei lavori è fermo da mesi al CIPE: Basta! E’ ora di smetterla. Il Governo regionale e il Governo nazionale dicano una buona volta in maniera chiara cosa intendono fare in positivo affinché i lavori inizino al più presto.
La vicenda della Rosolini – Modica: il cantiere è ancora fermo. Si rischia di perdere il finanziamento europeo di 70 milioni di euro e con esso forse definitivamente il completamento dell’opera. Si è finalmente risolto a quanto pare il braccio di ferro tra le due Ditte (Condotte e Cosedil) che avevano costituito il consorzio Co.si.ge. per superare l’empasse e il blocco dei lavori seguito alla presentazione del Concordato da parte di Condotte spa. I lavori potrebbero essere quindi proseguiti e conclusi da Cosedil: ma quando ripartiranno effettivamente i lavori? Quale sarà il nuovo cronoprogramma? Con quali modalità e con quali garanzie, innanzitutto in termini occupazionali, l’impresa attuerà le attività di cantiere? Abbiamo chiesto all’Assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone di convocare un tavolo con Impresa, Cas e OO.SS. al fine di chiarire le problematiche e dare conto dei tempi di attuazione degli impegni assunti e da assumere. L’assessore Falcone ci ha assicurato che entro i primi giorni di febbraio convocherà le parti per dirimere le questioni poste. Siamo in attesa del mantenimento di questo impegno e lo resteremo in maniera vigile e puntuale; nel senso che non staremo ad aspettare solo con le mani in mano.”

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