“Non affidarti al caso“. A Ragusa campagna di sensibilizzazione su obiezione di coscienza

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È l’obiezione di coscienza dei medici, in particolare ginecologi ma non solo, l’argomento della nuova campagna di sensibilizzazione dell’Uaar. Proprio in questi giorni sono partite le affissioni di manifesti anche a Ragusa e contemporaneamente è iniziata la distribuzione di volantini esplicativi.
«Il messaggio che vogliamo dare con questa campagna non è quello che l’obiezione di coscienza va progressivamente esclusa nella sanità pubblica e ammessa solo nel privato, cosa per cui comunque ci siamo sempre spesi e continueremo a spenderci», spiega Massimo Maiurana, coordinatore del circolo di Ragusa dell’Uaar. «In questo caso noi ci rivolgiamo agli utenti facendo loro una domanda molto semplice: sapete se il vostro medico è un obiettore? È importante esserne a conoscenza subito, informarsi e poi valutare se è il caso di rivolgersi a qualcun altro, perché saperlo nel momento in cui ci occorrerà la sua assistenza sarà probabilmente troppo tardi. Equivale a tirare una monetina e vedere se esce “testa o croce”, che è appunto il titolo della campagna».
La Sicilia è ai primi posti per la percentuale di ginecologi obiettori. Secondo gli ultimi dati diffusi dal Ministero della Salute relativi all’anno 2016, l’86% dei ginecologi, il 78,9% degli anestesisti e l’84,5% del personale non medico della Regione sono obiettori. Un problema per gli ospedali, che per erogare il servizio di interruzione di gravidanza devono spesso ricorrere a personale esterno, un problema per i non obiettori che di fatto sono costretti a non poter quasi fare altro, un problema per le donne che vogliono interrompere una gravidanza indesiderata o problematica, ma devono a volte spostarsi di decine o centinaia di chilometri per poterlo fare. Ma l’obiezione di coscienza non è solo quella istituita con la legge 194; ci si può imbattere in medici che si astengono dal dare seguito alle volontà del paziente nella fase terminale della sua vita, e la stessa legge 219/17 che ha riconosciuto le Disposizioni Anticipate di Trattamento non ha posto alcun obbligo in capo al personale sanitario.
L’iniziativa dell’Uaar sarà completata da un incontro pubblico dal titolo “194 passi verso l’autodeterminazione”, che si svolgerà sabato 26 gennaio alle 16.30 al Centro Studi Feliciano Rossitto. A fare il punto sulla situazione per quanto riguarda l’obiezione di coscienza sulle interruzioni di gravidanza saranno la dottoressa Anna Pompili di Roma, il dottor Giovanni Cavallo di Modica e Lisa Iudice della Casa delle Donne di Ragusa.

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