Dalla scienza sempre più certezze: nel cosmo non siamo da soli…. di Francesco Roccaro

Da molti anni, teorie di ogni genere ipotizzano che i fosfati e altre molecole essenziali alla vita sarebbero stati “ sfornati”, in milioni di anni, nello spazio profondo. Composti indispensabili all’esistenza, principali costituenti dei del DNA cromosomiale, sarebbero arrivati “ casualmente” sulla terra, trasportati da un meteorite-carrier o all’interno di comete di ghiaccio cosmico. Una suggestiva ricerca pubblicata dalla rivista “Nature Communications” redatta dalla Hawaii University College e sovvenzionata in parte dall’ Andrew Turner Group, sostiene abbondantemente questa tesi, con argomentazioni degne di interesse pubblico ed accademico. Alla base della ricerca è l’essere riusciti ad ottenere questi “composti dna-vitali” in vitro, grazie ad un attrezzatissimo laboratorio in cui si riescono a simulare perfettamente tutte le condizioni che si ritrovano oggi, nello spazio profondo.Negli anni passati, tantissimi studi, anche di università italiane, erano riusciti a dimostrare che nello spazio cosmico possono innescarsi reazioni chimiche che forgiano i “mattoni della vita” e quindi composti precursori del DNA e dell’RNAche, come tutti sanno, sono alla base della sintesi proteica e quindi della vita stessa di tutti gli organismi mono e pluri-cellulari. La base dell’esperimento è stata la costruzione di una camera iperbarica ( tenuta sotto vuoto forzato) dove si raggiungono temperature di -270 gradi Celsius. Per far ciò gli studiosi hanno sviluppato sistemi con “ granuli ghiacciati grazie ad anidride carbonica miscelata ad un composto fosforato chiamato “fosfina” . La creazione di questo composto è molto simile al substrato basale che si ritrova sempre negli ammassi delle nebulose interstellari. Sostanzialmente, i granuli vengono bersagliati da un fascio di elettroni ad alta energia che simula un bombardamento di raggi cosmici ( ossia le massedi energia presenti nello spazio cosmico). In tal modo vengono attivate reazioni chimiche che alla fine di diversi passaggi di stato chimico-fisico, partoriscono i fosfati, acido fosforico e acido difosforico, che sono le principali essenze del DNA.
Il prof. Ralf Kaiser, biochimico a capo del progetto “Spazio e DNA”, sostiene ardentemente che le molecole con queste tipologica di struttura,verrebbero a plasmarsi anche nei ghiacci dei meteoriti e delle comete come l’ultima segnalata la “67P/Churyumov-Gerasimenko“, agganciata da poco dalla missione Rosetta dell’ ESA (Agenzia Spaziale Europea ). La spettrografia di massa, avrebbe ( il condizionale è d’obbligo) confermato in toto la presenza di fosforo , secondo gli studi, derivante dalla fosfina base. Secondo questa teoria, suffragata da dati scientifici, grazie al trasporto di questi “natural-carrier ” (meteoriti e comete) , questi composti della vita avrebbero raggiunto il pianeta Terra e verosimilmente, secondo gli scienziati , allo stesso modo, anche altri pianeti abitabili presenti su altre costellazioni. In sostanza, una prova scientificamente certa che nel cosmo non siamo assolutamente da soli.

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