Presentato a Pozzallo il nuovo libro di Diego Galdino “L’ultimo caffè della sera”

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Grande partecipazione all’evento di presentazione del libro “L’ultimo caffè della sera” dell’autore Diego Galdino, svoltosi lo scorso venerdì 7 settembre alla Libreria Mondadori di Pozzallo.
L’autore molto gentile e disponibile, alla domanda – Dove e come è nato il suo ultimo lavoro? – Ha dichiarato – “L’ultimo caffè della sera” è nato nel bar dove lavoro, che per me rappresenta più una casa, perché lì ci sono nato, cresciuto e mi sono innamorato. Le emozioni più belle della mia vita le ho vissute in questo bar e quindi, malgrado non avessi mai pensato di scrivere il seguito del mio primo romanzo “Il primo caffè del mattino”, sono arrivato a scrivere questo libro perché ho sentito l’esigenza di raccontare aneddoti e personaggi che purtroppo, per un motivo o per un altro, non ci sono più ma che hanno gravitato nella mia vita e mi sembrava giusto gratificarli e renderli eterni non solo nel mio cuore ma anche a livello letterario.

Alla mia seconda domanda – Parlaci del protagonista Massimo – L’autore ha risposto – Io dico sempre che Massimo è una proiezione più bella e più giovane di me, nel senso che tutte le cose che vive Massimo in realtà fanno parte del mio vissuto reale. Ci sono tanti aneddoti della mia infanzia passata al bar e tanti personaggi e quindi effettivamente “L’ultimo caffè della sera” è il mio romanzo più autobiografico.
La mia terza domanda lo ha un po’ spiazzato perché gli ho chiesto – La storia è ambientata a Trastevere, ma secondo te poteva ambientarsi anche in un’altra città? E se la risposta è no, perché? Che cosa tiene legati insieme la città e la situazione? – E lui – Questa è una bella domanda che, nonostante le numerose interviste, non mi ha mai fatto nessuno. Questa è una storia d’amore che ho scritto pensandola al vissuto di ognuno di noi, di ogni essere umano che può vivere una storia d’amore, di conseguenza può essere ambientata ovunque, può essere vissuta in tutti posti, l’importante è chi la vive, anche se, da innamorato follemente di Roma, per me questa città non può essere equiparata a nulla di esistente. Mi piace pensare che possa essere una storia d’amore in cui chiunque si possa rivedere oppure trovare conforto o speranza o gioia nel rivivere qualcosa che magari ha vissuto alla stessa maniera.
Alla mia domanda – Nel libro proprio quando tra Massimo e Mina le cose iniziano a funzionare, il passato bussa alla porta. Nella vita quanto importante fare la scelta giusta? – L’autore, dopo una risata, ha risposto – Eh, penso che sia importantissimo. Penso che l’amore sia veramente un’impresa titanica. Faccio sempre l’esempio di un libro e un film a cui sono particolarmente legato che è “Le pagine della nostra vita“ e per me l’amore di Noah per Ellie è l’amore che io identifico come l’amore supremo, la sublimazione dell’amore, ossia due persone che si innamorano da ragazzi e che poi riescono a vivere questa storia per tutta la vita fino alla fine dei loro giorni. È un’impresa ai limiti dell’impossibile, ma impegnandosi ci si può riuscire. Io mi chiedo se realmente la scelta la facciamo noi o se la faccia il destino, perché magari confondiamo a volte il sentimento dell’amore con la paura di restare da soli.
E ancora – Ti definisci un uomo romantico? – La sua risposta è stata – Scrivendo romanzi d’amore non potrei non esserlo, anche perché non dico che Stephen King sia un serial killer, ma chi scrive d’amore deve per forza essere romantico. Io nasco prima di tutto come lettore e se mi costringessero a scegliere io preferirei leggere piuttosto che scrivere, perché per me dopo fare l’amore, leggere è la cosa più bella che possa fare un essere umano. Il mio retaggio da lettore viene dal mio romanzo della vita che è “Persuasione” di Jane Austen e avendo quello come romanzo della vita non posso non essere che un uomo romantico. Sono un tipo che sta molto attento ai dettagli, infatti io lo dico sempre agli uomini durante le presentazioni che versare l’acqua alla compagna quando stai a tavola sembra una cosa piccola ma in realtà è un gesto che nella sua semplicità può essere molto importante.
Alla mia ultima domanda – Progetti per il futuro? – L’artista ha risposto – Innanzitutto “L’ultimo caffè della sera”, perché io tengo tanto a questo libro e vorrei dargli la giusta importanza. Però il nuovo libro già esiste, è nelle mani del mio agente letterario da due mesi e adesso penso che verrà presentato alla casa editrice che deciderà, dipende molto da come è andato il precedente… i presupposti sembrano positivi! Comunque di questo libro ne parleremo sicuramente il prossimo anno, sempre qui a Pozzallo. Ma per adesso concentriamoci su “L’ultimo caffè della sera” perché merita tanto perché l’ho scritto col cuore e spero possa regalare tante emozioni. Mi viene da pensare a una donna che ho visto oggi in aereo, sfinita dai suoi figli, due piccole pesti, e l’ho visualizzata da scrittore in una spiaggia deserta in compagnia di un libro di fronte a un tramonto… io scrivo per queste persone, per dar loro la possibilità per qualche ora di vivere la vita di qualcun altro e donargli un po’ di serenità.
Ad intervista conclusa, l’autore ha cominciato la presentazione del suo libro di fronte a un pubblico attento e soddisfatto.

Ringrazio personalmente Diego Galdino, la sua social media manager Simona Mirabello ed Eva Nifosí per essersi occupata della fotografia


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