Viadotti “Guerrieri” e “Costanzo”: messa in sicurezza

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“Il 20 aprile 2016 rappresentavo al Commissario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa il pericolo per la circolazione stradale, dal Porto di Pozzallo a Ragusa, provocato dagli autoarticolati che, dall’area portuale trasportavano, e trasportano, carichi pesanti con direzione Comiso/Vittoria. Segnalavo che il pericolo era maggiore per il traffico reso più intenso da forti pendenze che impongono significativi rallentamenti, lunghe code e possibili, gravi incidenti. A tale effetto suggerivo la circolazione degli automezzi predetti lungo la litoranea Pozzallo – Marina di Ragusa – Comiso per l’intero anno solare, escluso il periodo dal 20 giugno al 20 agosto a motivo della forte presenza turistica.
Il 26 aprile 2016 la mia nota veniva prontamente riscontrata dai dirigenti dell’U.O.C 1 i quali rilevavano che i flussi veicolari in oggetto erano interessati prioritariamente da arterie stradali di competenza statale e mi invitavano ad inoltrare la richiesta all’ANAS, Compartimento di Catania. Aderivo e, dandone conoscenza al Consorzio, inviavo copia della nota all’ANAS, senza averne mai riscontro. Nei due anni appena trascorsi quel tratto di strada ha registrato non pochi incidenti, taluni anche gravi.
Due giorni fa il mondo intero ha appreso della immane tragedia di Genova, lungo l’autostrada A10, laddove un tratto del ponte “Morandi” è crollato provocando morte e distruzione. Le indagini – penali, civili, amministrative – diranno quali siano le responsabilità. C’è tuttavia da trarre immediatamente lezione da questo terribile evento per evitarne inammissibili repliche.

Il tratto di strada che ho sottoposto all’attenzione del Libero Consorzio Comunale e dell’ANAS è caratterizzato, tra l’altro, da due imponenti viadotti, uno, il ponte “Guerrieri” inaugurato nel 1967 (stesso anno del ponte “Morandi”) e l’altro, il ponte “Costanzo”, inaugurato nel 1984. Si tratta di due viadotti tra i più alti d’Europa (rispettivamente di ml. 134 e di ml. 168), realizzati in epoche in cui i trasporti pesanti erano rarissimi. Da allora – mentre i governi che si sono succeduti, hanno delittuosamente trascurato le “autostrade del mare” e le migliaia di coste delle quali il nostro Paese è dotato – è cresciuto enormemente il trasporto su gomma e son cresciuti i carichi eccezionali per l’esigenza di fare meno viaggi e risparmiare costi di manodopera. I ponti, progettati cinquanta e più anni fa su ipotesi di sostenibilità proprie dell’epoca, non hanno retto allo stress tant’è che, uno dopo l’altro, rischiano di sbriciolarsi provocando catastrofi quali quelle sotto i nostri occhi. Il monitoraggio trimestrale, dietro al quale già si difende Autostrade, serve a ben poco poiché, all’interno di un trimestre le strutture possono denunciare anomalie non rilevate e provocare disastri. Occorre dunque mettere in sicurezza i tanti ponti, cavalcavia, viadotti del territorio nazionale, e tra questi i viadotti “Guerrieri” e “Costanzo”, dotandoli di microchip che possano, in ogni momento, dare conto di loro oscillazioni o movimenti anomali imponendo adeguati e pronti interventi di manutenzione.
Ritengo sia di buon senso, nel frattempo, interdire il transito sui nostri due viadotti ad autocarri ed autoarticolati con carichi eccezionali salvo che dagli organi tecnici preposti non ne sia accertata e dichiarata, preventivamente, la compatibilità dei trasporti con lo stato delle strutture”.

Avv. Enzo Galazzo

1 commento

  1. Caro Enzo,
    hai ricordato in tempo non sospetto dei pericoli di particolari infrastrutture stradali della nostra terra.
    Inascoltato!
    Ora, dopo l’immane tragedia genovese, provvederanno quanto meno ai controlli. Ci sono voluti i morti.
    E dei pericoli di altre strutture che io e te e tanti altri andiamo denunciando, quali quelli relativi alle strutture giudiziarie di Ragusa?
    Chiedo a tutti i Colleghi avvocati, ed soprattutto al Presidente dell’Ordine Forense ibleo: chi vorrebbe vestire i panni del morto premonitore?
    Saluti e…buona fortuna a tutti.
    Avv. Carmelo Scarso

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