Legambiente: A giugno la differenziata in provincia di Ragusa al 30%, ma ancora lontano dalla media nazionale .

A fine giugno per la prima volta è stata superato in provincia di Ragusa il 30% di raccolta differenziata, con una media nel 1° semestre 2018 del 25,8% . Un risultato incoraggiante, considerato che solo tre anni fa la RD in provincia di Ragusa non arrivava neanche al 15%, ma del tutto insufficiente a dissipare i rischi di emergenza rifiuti con le discariche siciliane in esaurimento, l’impianto di compostaggio di Ragusa già realizzato ma non ancora in funzione e i nuovi impianti finanziati, impianto di compostaggio di Vittoria e cinque CCR, ancora in fase di appalto. Rispetto al passato è però cambiata la geografia dei comuni più virtuosi. Se prima i migliori risultati si vedevano nella parte orientale della provincia ora è il comprensorio ipparino a primeggiare . Vittoria è sopra il 30% mentre Comiso e Acate hanno raggiunto il 50% . Male invece il comprensorio modicano con la sola Ispica a superare di poco il 30% . Modica e Pozzallo non raggiungono il 20% e Scicli, ultimo in provincia per raccolta differenziata, è stabilmente sotto il 10% . Contraddittoria la situazione nel comprensorio di Ragusa con il capoluogo che a giugno per la prima volta ha superato il 30% ( 25,7% il risultato nel 1° semestre 2018 ) , Monterosso Almo primo comune in provincia con il 77,8%, Chiaramonte Gulfi in veloce ascesa, mentre rimane indietro Giarratana al 14,8%. I dati di Monterosso Almo e, stando al 1°mese di RD spinta a Chiaramonte Gulfi, dimostrano la correttezza di quello che da sempre Legambiente va dicendo : anche in provincia di Ragusa si possono raggiungere altissime percentuali di raccolta differenziata. Se questi risultati non sono stati raggiunti finora la colpa è della classe politica tutta, senza distinzioni fra vecchi e nuovi partiti , che ha gestito i comuni e di conseguenza l’ATO negli ultimi 15 anni. Ad essere buoni il problema rifiuti è stato affrontato e gestito con molta sufficienza e superficialità, quando non si è sconfinati nell’illegalità come dimostra l’inchiesta sulla discarica di Vittoria. Va dato invece merito a quei pochi amministratori che hanno creduto per primi nelle RD spinta porta a porta, in primo luogo gli ex sindaci di Monterosso Almo e Chiaramonte Gulfi che hanno impostato il servizio e poi gli attuali che l’hanno portato avanti. Grazie a loro anche la provincia di Ragusa ha comuni che superano il 70% di raccolta differenziata. Risultati di tale portata si potevano ottenere già 10 anni fa essendosi la provincia di Ragusa, per prima in Sicilia, dotata dell’impiantistica idonea a sviluppare la RD. Ma l’impianto di compostaggio di Ragusa aperto nel 2009 fu chiuso per il mancato accordo sulla spartizione dei posti di lavoro da parte dei partiti di allora che gestivano l’ATO e poi vandalizzato, e i centri comunali di raccolta di diversi comuni, finanziati dal commissario straordinario regionale Crosta nel 2010 non furono mai aperti perché qualche amministratore locale pensò bene di utilizzare quei fondi per qualcos’altro. E come dimenticare i 900.000 € per la comunicazione e informazione sulla raccolta differenziata concessi all’ATO 10 anni fa e che sono spariti nel nulla. Ma i due motivi che più di ogni altro hanno impedito l’ottenimento degli obiettivi previsti sono :
1. la generale scadente qualità della progettazione del servizio di Igiene urbana, con punte estreme a Modica e Scicli ( come dimostrano i risultati di RD ), ma con alcune eccezioni come a Ragusa e Chiaramonte Gulfi ( quest’ultimo comune grazie alla buona progettazione è riuscita a passare in un mese da una raccolta differenziata quasi nulla al 75% );
2. la mancanza di sufficienti controlli da parte dei comuni sulle imprese che gestiscono il servizio di igiene ambientale. Queste spesso non rispettano i termini contrattuali peggiorando così i servizi ai cittadini e senza che la amministrazioni provvedano a irrogare le sanzioni previste in caso di inadempienza contrattuale, soprattutto quando si tratta di fare rispettare gli obiettivi di raccolta differenziata.
Se per il primo motivo, sugli appalti affidati, si può migliorare la scadente progettazione con delle varianti, per arrivare ad un efficace controllo del servizio è necessario che i comuni si affidino a controllori esterni scelti attraverso una gara pubblica.

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