Gioco d’azzardo, come i diversi Stati regolano l’utilizzo delle slot machine

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Sono il gioco del terzo millennio, e per questo sono diventate lo spauracchio di questi anni. Le slot machine vivono in una situazione intrinsecamente controversa, tra chi appoggia il loro utilizzo in piena liberà e chi ne vorrebbe il divieto. Ovviamente la soluzione nella maggior parte dei casi si trova nel mezzo, con diverse strategie applicate per limitare l’eccesso di puntate alle macchinette. Le idee a volte risultano anche piuttosto interessanti.

In Italia va ricordato che il mercato delle slot machine è il più importante tra le varie specialità di gambling. A livello mondiale, come emerge da un recente report sull’economia di slot machine e vlt, il nostro Paese conquista la seconda posizione, che sembra destinata a durare poco a causa dei recenti provvedimenti. Nel 2017 il governo Gentiloni ha aumentato l’aliquota fiscale delle macchinette da gioco, che rischia di provare un drastico calo di introiti per il settore e una diminuzione degli apparecchi in funzione. D’altronde già il governo Renzi aveva imposto un calo del 35% del numero di slot e VLT in tanti punti vendita. La strategia M5S-Lega punta più sul divieto pubblicitario, che nel breve periodo dovrebbe avere effetti limitati.

Il modello che viene spesso preso come riferimento è il Regno Unito, che ha diminuito la puntata massima sugli apparecchi di categoria B2 fino a 2£. In questo modo i giocatori possono arrivare a un jackpot molto più limitato, e perdono interesse nei confronti della specialità. L’Australia si è dichiarata intenzionata a seguire l’esempio, spinta da un’opinione pubblica fortemente contraria alle slot machine. Il Giappone ha vissuto anni d’oro nell’azzardo grazie alla popolarità del Pachinko, che ora sta vivendo un periodo di crisi. Il governo giapponese ha autorizzato i casinò, suscitando malumore nei no slot. Tornando in Europa, la Germania ha adottato un nuovo regolamento per limitare le possibilità di chi apre nuovi locali di gioco. I parametri su cui vigono le restrizioni più severe sono distanza dai luoghi sensibili e numero di apparecchi. La città di Vienna ha deciso di vietare le slot dal primo gennaio 2015, facendo un’eccezione per quelle contenute nei casinò. Sulla stessa scia si è posta Riga, che vuole far chiudere 42 locali di mini-casinò nel centro città. Insomma, il successo delle slot machine è arrivato al punto di farle odiare dall’opinione pubblica.

In Sicilia la situazione di contrasto al gioco d’azzardo ha trovato una svolta con la legge Cancellieri, che prevede un distanziometro di 500 metri dai luoghi sensibili e agevolazioni Irap per i locali no slot. Almeno dal punto di vista teorico, perché la proposta non è ancora stata approvata e aspetta di entrare in vigore. Dopo anni di totale immobilismo, la strada sembra per lo meno tracciata. Nel frattempo alcune realtà locali stanno giocando d’anticipo: è il caso di Gela, che ha approvato una limitazione degli orari d’apertura degli apparecchi e una distanza minima di essi dai luoghi sensibili, scuole in particolare. La regione rimane una delle più interessate al fenomeno delle slot machine, sia per il settore terrestre sia per l’online. Una regolamentazione precisa è quindi importante per riuscire a controllare il flusso di denaro e monitorare i casi di ludopatia, cercando di ridurne il numero. Tutti obiettivo che dovranno passare da una legge regionale, magari ispirata ai tanti esempi che arrivano da ogni parte del mondo.

 

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