On. Nino Minardo: “Sulla continuità territoriale si inizi dai 20 mln di euro del mio emendamento destinati alla Sicilia”

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“Plaudo all’iniziativa del Presidente della Regione, Nello Musumeci, che ha rilanciato la questione della continuità territoriale in Sicilia che privilegia le agevolazioni sui biglietti aerei da e per l’isola. L’iniziativa, dichiara l’onorevole Nino Minardo, avrà tutto il mio sostegno a Roma ma voglio ricordare che la Regione ha avuto assegnati 20 milioni di euro per tale fine grazie ad un mio emendamento approvato dalla Commissione Bilancio alla Camera alla Legge di Stabilità del 2016. Sono passati circa tre anni dal giorno in cui è stato attribuito questo “privilegio” alla Sicilia ma sia a Roma che a Palermo non c’è stata la volontà di approfittare di questa imperdibile occasione. Invito pertanto il Governatore a partire da questo stato di cose e non sprecare questa opportunità. Le risorse destinate alla Regione siano il punto di inizio per portare solo benefici all’isola, prosegue nella nota Minardo. Questo “privilegio” deve aumentare la responsabilità ed il peso delle politiche regionali garantendo questo diritto ai cittadini da tempo penalizzati anche su questo fronte. La continuità territoriale può servire inoltre ad incentivare gli scali più piccoli. Ed in questo senso l’altra proposta avanzata dal Presidente Musumeci, di creare solamente due società, occidentale ed orientale, per la gestione degli scali siciliani, mi trova d’accordo solo sulla necessità di aprire ai privati ma non sull’idea di creare due società di gestione. Rivolgere l’attenzione ai capitali privati, proposta che sostengo da parecchi anni, con risorse possibili che vengano appunto da imprenditori, italiani o stranieri, che hanno voglia di investire le proprie risorse negli aeroporti dell’isola, peraltro scali nodali per l’area del Mediterraneo, è sicuramente l’unica strada possibile per supportare gli stessi, in particolar modo quelli minori. Apriamo ai privati e mettiamo gli aeroporti in competizione altrimenti i piccoli (Comiso e Trapani in primis) non avranno futuro e saranno destinati ad una lenta agonia.
La creazione di due società di gestione, temo invece, possa dar vita ad ulteriori carrozzoni politici, inutili e clientelari che, come ben sappiamo, non hanno mai portato a nulla di buono”.

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