Religioni oppio dei popoli…………….l’opinione di Rita Faletti

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Dal basso del mio anticlericalismo di adulta disincantata, nell’adolescenza accompagnatrice assidua alle funzioni serali di una nonna materna dall’invincibile dolcezza, guardo alle varie religioni con lo stesso scetticismo con cui ascolto un politico parlare di programmi. In fondo, le differenze tra religiosi e politici si limitano ai panni che indossano. Più scenografici e fascinosi quelli dei primi, in particolare se lo sfondo è un magnifico coro scolpito e il soffitto un susseguirsi di immagini dipinte sull’alta volta di una cupola o la iconostasi di una chiesa ortodossa che lascia intravedere l’officiante mentre eleganti figure nere incappucciate, le coreute, intonano inni da paradiso celeste. Odo ancora quella musica aleggiare tra i muri della chiesa ortodossa di Santa Sofia, a Gerusalemme, fuori le mura della Città Vecchia, e provo lo stesso rapimento. I monasteri buddisti del Ladakh, avvolti nell’azzurro di un cielo di porcellana, con le statue dei Budda e i Budda dipinti, rubata un’intera tavolozza di colori, sono la benedizione degli occhi e un invito irrinunciabile alla serenità nel silenzio della meditazione. Questi sono i regali delle religioni. Cos’altro offrono? Parole di amore, esortazioni alla solidarietà, alla concordia, alla fratellanza. A parte il buddismo, nessun’altro credo religioso ha dimostrato di poter mettere in pratica quegli insegnamenti , se non parzialmente. Così, credo in Dio ma non frequento le chiese, a meno che non siano vuote. Mi incuriosiscono le processioni nella loro valenza coreografica, dacché del valore liturgico originario non conservano alcuna traccia. Da quando poi la statua della Madonna ha preso l’abitudine di rendere omaggio alla dimora del boss mafioso locale con quella vergogna che è l’inchino, provo una profonda nausea che mi richiama alla memoria un altro inchino: quello della Costa Concordia di Schettino e dei suoi morti innocenti . Inchini religiosi e inchini profani. Stronzate solenni da Paese retrogrado e superstizioso. Viva l’agnosticismo! E non può mancare l’ultimo tassello del puzzle religioni nel mondo. L’islam. La più arretrata la più insensata e la più ambigua. Definita di pace, ma seminatrice di odio tra i suoi stessi devoti. Sciiti contro sunniti, wahabiti integralisti ispiratori di grandi operazioni di sgozzamento globale. Se non fossero dei violenti pericolosi, sarebbero ridicoli. E con l’umorismo andrebbero trattati. Il solo fatto di predicare la morte dell’infedele è un’assurdità e un controsenso. Odiare l’occidente e la sua cultura, va contro il principio di coerenza che imporrebbe ad ogni musulmano di rimanere a casa sua e vedersela con il problema della povertà e delle guerre con i propri mezzi. E qui ecco il discorso bugiardo del multiculturalismo. Abbiamo fatto dell’accoglienza un’indigestione, in primo luogo verbale, abbiamo straparlato di integrazione senza riuscire a farla, a tratti abbiamo persino invocato il multiculturalismo, processo complesso e assente ultimamente dai dibattiti che contano. Cibo raffinato per le elite europee, tema prediletto dalla letteratura postcoloniale, al massimo alternativa culinaria per l’uomo della strada. Cous cous, kebab., hummus. Preferisco il sushi e il razionalismo ai predicozzi.

5 Commenti

  1. Eppure..non teme che l’agnosticismo (o il relativismo culturale) dell’Occidente lascino un vuoto che religioni “positive” -intrinsecamente aggressive ed espansionistiche- avranno buon gioco a colmare? Pascal proponeva provocatoriamente di scommettere su Dio; forse oggi serve fare quadrato intorno al cristianesimo foss’anche solo per evitare la colonizzazione culturale

  2. Il relativismo culturale, a me pare, ha già invaso l’Europa, colpevole di aver rinunciato a difendere le proprie radici giudaico-cristiane, mettendo sullo stesso piano le religioni che predicano la pace e la praticano, con quelle che non la praticano e non si peritano neanche più di predicarla, avendo trovato sostenitori strenui in occidente. Persino nelle aule di alcuni tribunali del Nord Europa, le sentenze sono influenzate dalla sharia. Le lascio immaginare. Benedetto XVI, che reputo sia stato un grande Papa, certamente critico nei confronti del relativismo culturale, nel famoso discorso di Ratisbona, citando l’imperatore Manuele II Paleologo, a proposito della Jihad e del rapporto tra religione e violenza, al suo interlocutore, un colto persiano, disse: ” Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava.” All’islam siamo già sottomessi. Pensiamo ad un particolare significativo: gli scatoloni che ricoprivano statue ignude in occasione della visita di Rohani in Italia. Avevo espresso il mio sdegno, che rinnovo ogni volta che ci genuflettiamo. R.F.

  3. @Rita Faletti
    Con le sue elucubrazioni vuole intendere, visti anche i penosi eventi de quali purtroppo giungono notizie, che questi musulmani è meglio che muoiono in mare, piuttosto che sbarcare qui e contaminare la sua religione?
    Ma che razza (intesa come etnia) di Dio prega lei?

  4. Sarà pura casualità ma in un libro di recente pubblicazione: “Karl Marx dal barbiere” (Uwe Wittstock – EDT – maggio 2018), di cui ho letto qualche anticipazione sui contenuti, lo scrittore sostiene che il filosofo comunista, nell’ultima parte della sua vita, abbia dubitato delle proprie visioni politiche, non credendo più tanto alla società senza classi. E, suppongo, potrebbe aver messo in discussione anche il suo celebre assunto, che dà ispirazione e titolo a questo articolo. Non conosco abbastanza le altre religioni ma da cattolico sono affascinato dalla figura di Gesù Cristo che, da umano, ha creduto ciecamente in suo Padre (Dio, per chi crede), i cui silenzi ci spingono spesso a dubitare della sua esistenza, ed ha amato profondamente l’umanità, fino all’estremo volontario sacrificio.
    Per fortuna o sfortuna, conosco solo per definizione gli oppioidi ma la storia dimostra che i popoli credono, a corrente alternata, agli ideali, e allo stordimento collettivo preferiscono la pancia piena. Tuttavia, credenti o no, siamo consapevoli che l’Uomo non sia solo materia, fosse anche solo per la sua capacità di nutrire sentimenti non confinati al presente. E può non apparire del tutto estranea la frase evangelica: “non di solo pane vivrà l’uomo”. Per non dire di quelle innumerevoli volte che ci saremo posti, senza farci tanto caso, distratti dai nostri più o meno inutili affanni, quella domanda concisa e profonda resa immortale dalla penna di Gesualdo Bufalino: “Se Dio esiste, chi è? Se non esiste, chi siamo?”.

  5. E’ interessante scoprire che anche Marx abbia cambiato opinioni nel corso della vita. Se poi abbia anche rivisto le proprie convinzioni sulle religioni, non ci è dato sapere. Comunque, prosaicamente parlando, le vie del Signore sono infinite e non importa come ci si arrivi. In quanto alla domanda di Bufalino, la limitatezza umana non consente di dare una risposta, che si trova più direttamente e facilmente dentro di noi. La fede è un dono supportato dalla ragione. Anche l’ateo più incallito nutre dubbi che non confessa per paura di apparire debole. Dio è generosità infinita, ha sacrificato il Figlio per noi, Dio è amore: la Croce ne è un potente simbolo. E sull’amore, mi viene in mente la frase famosa di Sant’Agostino:” Ama e fa’ ciò che vuoi”. E chiariva il concetto: non credere di amare il tuo servo perché non lo percuoti, non credere di amare il tuo vicino perché non lo rimproveri. Questa non è carità, è trascuratezza. Esattamente quello che siamo, trascurati, noi quando non difendiamo con fermezza e durezza la nostra fede. Tornando a Marx, spero che anche il Partito democratico voglia imitarlo.

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