La messa per la città di Modica a Treppiedi Nord. Don Christian: “Per cambiare il quartiere, promuoviamo ciò che è bene per le persone”

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Una sorta di ‘piazza’ sospesa tra tre palazzoni, un grande luogo d’incontro che si è trasformato in una chiesa a cielo aperto, in quartiere di periferia, nel ‘cuore’ della città. A Treppiedi Nord si è pregato per Modica, nell’ultima delle messe, prima della pausa estiva, “della città e per la città” che la Caritas apre a quanti vogliono trovare un momento di riflessione e preghiera. Nel luogo dove operano l’associazione ‘Piccoli fratelli’ e il cantiere educativo, don Christian Barone ha presieduto la messa e poi l’adorazione eucaristica. A concelebrare anche padre Vittorio. C’erano i volontari, i giovani impegnati nei cantieri educativi. C’era pure la preside dell’Istituto ‘Poidomani-Borsellino’, Concetta Spadaro. “Questa celebrazione – ha detto don Christian – mi sembra in linea con quello che oggi ci dice Papa Francesco, che ci invita a prenderci carico di una scommessa. Non siamo chiamati a portare più cristiani in chiesa, ma più Vangelo in mezzo alla gente. Andare incontro, uscire dal raggio delle nostre sicurezze, dagli spazi sicuri. Accettare questa scommessa vuol dire esporsi”. Don Christian ha parlato poi di ciò che fa bella una città: “È un pensiero che facciamo spesso: le nostre città sarebbero più belle se ci fossero meno buche, se ci fosse una migliore illuminazione, se si abbattessero tutte le barriere architettoniche. Ma questo non basta, non bastano i servizi, non bastano le opere pubbliche. Ci sono città dove tutto è perfetto, ma non si vive bene, perché la gente è sola. Cosa rende, allora, bella la nostra città? Sono le persone, il modo come stanno insieme tra loro. Se diventano più solidali, se imparano a condividere. È questo che fa bella una città, sono le persone che fanno bello un quartiere”. Don Christian ha aggiunto: “Se vogliamo cambiare la nostra città, il nostro quartiere, dobbiamo promuovere ciò che è bene per le persone, dobbiamo diffondere il Vangelo insieme a una cultura fatta di solidarietà e soprattutto di legalità”. Ha fatto riferimento al ricordo della strage di Capaci, spiegando poi la differenza tra legalità e legalismo, riprendendo il testo evangelico: “La legalità è fatta di regole che rispettino gli uomini, non escludendo nessuno”. Al termine della messa, un momento di adorazione, con diverse preghiere per i ragazzi dei cantieri educativi, per gli animatori e per tutti i giovani della città. “Esistiamo da 30 anni, o Signore, e dacci la forza di essere ancora testimoni”, la preghiera semplice di Giovanni Bonomo, presidente dell’Associazione ‘Piccoli Fratelli’.

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