Omicidio preterintenzionale. Fissato processo per i presunti responsabili della morte del modicano Angelo Partenza

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Fissato il processo davanti al Tribunale per i Minori di Catania per i presunti responsabili del decesso del modicano Angelo Partenza, 64 anni. A due giovani, all’epoca uno di 16 e l’altro di 17 anni, è stato contestato il reato di omicidio preterintenzionale in concorso, con l’aggravante di aver profittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona, anche in riferimento all’età, tali da ostacolare la pubblica o privata difesa” . In precedente la Procura della Repubblica di Catania aveva disposto l’autopsia nominando il consulente tecnico d’ufficio, Iuvara per stabilire se la morte dell’uomo, trovato privo di vita dalla sorella nell’abitazione di Vico Papanno, nel centro storico di Modica, sia stata effettivamente determinata, come si temeva, dai postumi di un pestaggio subito da alcuni ragazzini della zona. Uno di questi era il 16enne, vicino di casa dell’uomo, ed ora indagato e sotto processo insieme all’amico allora 17enne. I due compariranno davanti al Gup, Alessandra Chierego, a Catania, il prossimo 20 giugno per l’udienza preliminare quando la magistratura inquirente chiederà il loro rinvio a giudizio. Angelo Partenza, che abitava da solo, è stato trovato senza vita nella sua abitazione il 3 febbraio 2017. Dalle indagini era emerso che l’uomo era rimasto vittima di una brutale aggressione per mano di alcuni ragazzi pochi giorni prima. A raccontare i fatti, dei quali peraltro ci sono numerosi testimoni, era stato lo stesso Partenza nella querela presentata subito dopo presso la stazione dei carabinieri di Modica. Spiegava di essere stato da tempo nel mirino di un minore che abitava nella sua stessa via e di un gruppetto di suoi amici e coetanei, tutti di Modica, che definire “i bulli del quartiere” è un eufemismo e che non perdevano occasione per infastidirlo, prenderlo in giro e ingiuriarlo a tutte le ore, visto che non vanno a scuola né lavorano. La situazione era arrivata al punto tale che il malcapitato era stato costretto a cambiare le sue abitudini e ad uscire di casa solo quando la banda non presidiava la zona.

Il 19 gennaio, a mezzogiorno, tuttavia, il 64enne e il ragazzino vicino di casa, che era assieme ad altri due amici, si erano casualmente ritrovati faccia a faccia nella piazzetta della chiesa di Santa Maria. Un accenno di rimprovero da parte dell’uomo era bastato per scatenare l’ira dei minori.

4 Commenti

  1. Un fatto gravissimo, che la città ha fatto finta di dimenticare e del quale è mancato da parte di tutti noi modicani una forte presa di coscenza dei fatti. Ci indignamo quando sentiamo di tali casi in tv e facciamo finta di niente se succede a casa nostra. Fortunatamente la giustizia ha fatto il suo corso.

  2. Una persona che conoscevo seppur solo di vista, una persona che non dava fastidio nessuno, una buona persona, spero tanto che qst bulli paghino per quel che hanno fatto.

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