Ispica. Viaggio nel mondo del cioccolato, il cibo degli dei

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Venerdì prossimo presso l’Istituto “Curcio”, d’Ispica, nell’Aula Magna in Via Andreoli, 2 si terranno due incontri sul cioccolato. Dalle ore 9.00 alle 11.00 con gli studenti, alle ore 18 con i cittadini. A condurre il pubblico, nell’affascinante itinerario del cibo degli dei, saranno due guide esperte del cioccolato. Alessandro Fioraso, matre chocolatier di Piemnt cioccolato e Francesco Lucania, autore del libro “Il cioccolato, storia, curiosità ricette, maestri”.

Il matre chocolatier di Piemnt cioccolato Alessandro Fioraso, attuale responsabile della ditta, narrerà la storia dell’azienda, i processi di lavorazione dei vari ti di cioccolatini e delle eccellenze tradizionali che ne hanno fatto la storia di questo laboratorio.
Il percorso dell’azienda Piemnt cioccolato, sembra la trama di un romanzo, pregno di storie di vite e di passioni.
Tutto inizia, nella metà degli anni Cinquanta, quando Damiano Perfetto immigrato siciliano proveniente da Alcamo, si reca a Torino i cerca di lavoro. Lì conosce e stringe amicizia con il padre di Alessandro. Dopo alcuni anni l’azienda in cui lavorava entra in crisi e perde il lavoro. Scoraggiato per la situazione in cui si viene a trovare, non trovando altra occupazione, medita di ritornare in Sicilia. L’amico lo convince a rimanere impegnandosi di cercare insieme un altro lavoro.
Alcune settimane dopo il padre di Alessadro le trova il lavoro, presso la ditta Piemnt cioccolato, fondata da Andrea Ghezzi nel 1948 a Torino, in via Rossini, ai piedi della Mole Antonelliana, laboratorio di confetteria specializzato nella produzione di caramelle, come pastiglie e gommose. In breve tempo, Perfetto acquisisce le capacita di tutti i processi lavorativi.
A partire dai primi anni Sessanta, l’azienda passa in gestione alla famiglia Perfetto, apporteranno delle innovazioni produttive, il laboratorio si dedica quasi esclusivamente all’arte cioccolatiera, riportando alla luce e alla sua attuale notorietà un prodotto caratteristico dell’antica tradizione confettiera e cioccolatiera di Torino: le “Cri-Cri”, praline con un cuore di nocciola Piemonte tostata, ricoperte di finissimo cioccolato extra fondente e spolverate con granella di zucchero, divenute la punta di diamante della Piemônt.
Damiano perfetto non dimentica il suo caro amico, nel 1976, dopo tante insistenze, riesce a convincere l’amico a prendersi la ditta.
La proprietà passa ai fratelli Fioraso, Alessandro, Dario e Valerio, che da allora non cessano mai di dedicarsi con passione e dedizione all’arte cioccolatiera.
Il laboratorio si trasferisce in una sede più ampia, al confine tra Torino e San Mauro, proprio sotto un altro simbolo della città: la Basilica di Superga. L’azienda assume un volto nuovo, pur mantenendo un’anima antica, grazie alla volontà dei nuovi proprietari di essere tecnologicamente all’avanguardia, ma senza rompere il legame con l’antica tradizione dell’arte cioccolatiera.
Accanto alle più moderne tecnologie è conservato l’uso delle antiche bassine, un tipo di lavorazione lunga e accurata, eseguita per la quasi totalità a mano, che ha il pregio di salvaguardare le virtù degli ingredienti e conferire ai prodotti un gusto ed un aroma intensi ed unici. È dedicata una cura particolare alla scelta delle materie prime, che devono essere di altissima qualità, a partire dalle fave di cacao, che provengono dalle migliori piantagioni del Sud America e del Centro Africa, alle nocciole, provenienti dalla zona di Cortemilia, garantite da produttori selezionati con il marchio di origine IGP.
Spinti da passione ed entusiasmo, i fratelli Fioraso si impegnano anche nella ricerca di antiche ricette, da cui traggono ispirazione per creare tante prelibate dolcezze, nuove ma fedeli ai vecchi sapori. A partire dagli anni Ottanta iniziano così a diversificare la produzione, specializzandosi in praline composte da un’anima ricoperta di cioccolato, accanto alle ormai classiche cri-cri. Dai laboratori della Piemônt sbocciano nuove leccornie pronte a soddisfare tutti i palati: Cioccrì, Dragees, Tartufati, Chicchino di caffè, Nocciolina incartata, Carbone dolce, le classiche tavolette di cioccolato, le uova Pasquali, le creme e il tradizionale Gianduiotto.
Sono tre elementi fondamentali la qualità dei prodotti, l’entusiasmo, ma in particolare la passione che, hanno permesso al laboratorio di superare i periodi incerti, di crisi, di essere nel mercato delle eccellenze da ormai oltre quarant’anni, di esportare oltre il 30% dei produzione, di ottenere riconoscimenti nazionali ed internazionali.

L’autore, del libro “Il cioccolato, storia, curiosità ricette, maestri” Francesco Lucania – bibliotecario, cuoco raffinato e cultore dell’arte culinaria, viaggiatore e fotografo, ricercatore e studioso di culture tradizionali, curatore di mostre fotografiche e iniziative culturali legate al Piemonte e alla Sicilia �unendo la passione per i libri a quella per il cioccolato ripercorre la lunga storia del cacao dalle sue lontane origini fino ai giorni nostri, dal Nuovo Mondo delle prime colonie spagnole ai laboratori dei maestri cioccolatieri torinesi, illustrando con garbo e competenza le fasi con cui dalla pianta del cacao si produce il cioccolato. Al fondo del testo, che è un piacere sfogliare anche per gli occhi, non potevano mancare suggerimenti e ricette per deliziare il palato: si passa dalle indicazioni per preparare il b鑼 di Elfa alle ricette dell’autore su: La crostata alla marmellata d’arancia e gocce di cioccolato puro, al gamberone con cioccolato fondente e salsa d’arancia, agli gnocchi pera e cioccolato o ancora al controfiletto al cacao amaro con sentore di cardamomo.

Bruno Gambarotta nella presentazione del libro scrive: “Francesco Lucania è un personaggio da romanzo; per prima l’ha compreso Margherita Oggero che l’ha messo in uno dei suoi libri, senza chiamarlo con il suo nome ma rendendolo riconoscibile da tutti gli affiliati al club “amici di Francesco” (…).
In compagnia dell’autore ripercorriamo le tappe della fantastica storia della diffusione del cioccolato, oggetto di furibonde passioni, a partire dalle corti, per discendere alla nobiltà e infine alla borghesia. E in parallelo seguiamo il continuo processo di modifiche e di miglioramenti nella lavorazione del prodotto, tal che si può parlare della cioccolata come di un’opera d’arte collettiva. (Sapevate che in origine il Bacio Perugina si chiamava Cazzotto Perugina?).
(…) Due considerazioni su questa mappa completa e aggiornata delle eccellenze di Torino e dintorni. La prima: come esistono e funzionano le vie del vino, del riso, dei formaggi, è possibile tracciare una via del cioccolato, da far percorrere agli appassionati sotto la guida di un esperto, primo fra tutti lo stesso autore di questo libro.
Le quattro pagine di bibliografia sono un modello di completezza e di perfezione ma, conoscendo l’autore, non costituiscono per noi una sorpresa, sono quello che ci aspettavamo. All’incontro pubblico, coordinato da Mariagrazia Fratantonio, interverranno Maurizio Franzò Dirigente Scolastico, Francesco Fronte Presidente della Società Ispicese di Storia Patria. Durante il percorso vi saranno delle degustazioni gratuite di cioccolato.

1 commento

  1. Che strano !
    L’Europa ha appena dato il via libera allo IGP al Cioccolato di Modica e già mettono le mani avanti .

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