Sbarcati in 216 a Pozzallo. Ma il Governo non mantiene le promesse

Presidenti del Consiglio Enrico Letta, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni. Tre i governi che si sono succeduti negli ultimi anni, con ministri dell’Interno Angelino Alfano con Letta e Renzi presidenti, e Marco Minniti con Gentiloni presidente. Tre le operazioni avviate: Mare Nostrum, progetto tutto italiano, cui hanno fatto seguito i progetti europei Frontex Triton e, da qualche mese a questa parte, Frontex Themis. Problema migranti in via di soluzione? No. Il traghettamento di uomini, donne e bambini in fuga, reclutati nei paesi dell’Africa subsahariana e del Medio Oriente da trafficanti sempre più baldanzosi e inarrestabili, continua senza sosta, mentre ogni anno finiscono in fondo al mare 4000-5000 sventurati.
Oggi altro sbarco al porto di Pozzallo. Duecentosedici i migranti trasportati dalla nave della Organizzazione non governativa spagnola Proactiva Open Arms. Di cui 157 uomini, 31 donne, 28 minori (25 maschi e 3 femmine). L’unità navale è attraccata alla banchina di riva alle 9,20. Lo sbarco è stato portato a termine alle 11,35. Sette le persone accompagnate in ospedale: due donne incinte, due uomini ed una donna per disidratazione, un uomo per traumi vari ed un minore per accertamenti. Affetta da scabbia la stragrande maggioranza dei nuovi arrivati. Due gli eventi di soccorso e recupero. Il primo di 107 persone contrastato dalla guardia costiera libica ed il secondo di 109.
Due migranti, una donna ed un bambino, erano già stati trasferiti in emergenza a Malta per cure urgenti. E qui casca l’asino del progetto Frontex Themis dal momento che, essendo Malta il paese europeo più vicino rispetto all’intervento di soccorso in mare, le disposizioni emanate dall’Agenzia europea sono state praticamente disattese.
I migranti arrivati oggi al porto di Pozzallo ed accolti nel Centro di primo soccorso hot-spot avrebbero dovuto essere sbarcati a Malta! Ma tant’è. L’Europa elabora progetti conditi dalle solite formali disposizioni e consegne, le Ong fanno finta di non sapere e l’Italia, more solito, incassa colpi e manrovesci istituzionali senza fiatare.
Nigeria, Mali, Costa d’Avorio, Nuova Guinea, Liberia, Camerun, Gambia, Senegal, Sudan, Guinea Equatoriale. Queste le nazionalità di provenienza dei nuovi ospiti.

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