Presentato a Modica “Il Palazzo invisibile” di Graziana Oddo

E’ stato presentato presso la Fondazione “Grimaldi” di Modica, “Il Palazzo Invisibile”, documentario realizzato da Graziana Oddo in collaborazione con Red Motion e con protagonista Carlo Cartier. Il filmato, documento dal grande valore didattico e culturale, scorrevole e ben confezionato, riassume quattrocento anni di storia in appena venticinque minuti nel tentativo di ricostruire la storia del Palazzo degli Studi di Modica dalla sua fondazione a oggi, avvalendosi di documenti storici, foto, interviste di Paolo Nifosì, storico dell’Arte e Giorgio Colombo, che all’epoca delle riprese era Presidente dell’Ente Liceo Convitto. L’attore Carlo Cartier ci mostra lo stato attuale dei locali del terzo piano (chiusi al pubblico da circa vent’anni) che ritorna dopo molto tempo a rivisitare i luoghi della sua adolescenza in un misto di emozioni e ricordi, citando i suoi antenati, Pietro Giardina e Carlo Cartier (il professore che fu chiamato a insegnare all’Istituto Tecnico “Archimede” nel 1890) conducendo lo spettatore alla riflessione in merito al destino dell’edificio.
Lo stabile, che fu Collegio Gesuitico dal 1630, sorge nel centro storico di Modica, fungendo da punto di congiunzione materiale e ideale tra la parte alta e la parte bassa della città. Sviluppato su tre piani, il Palazzo degli Studi ha da sempre rappresentato il luogo di cultura e di istruzione per eccellenza, grazie all’operato secolare dei Gesuiti e, in tempi più recenti, all’insediamento dell’Istituto Tecnico “Archimede” nel 1867 e del Liceo Classico Tommaso Campailla che qui vi risiede dal 1878.
L’evento, che ha avuto come relatori il Prof. Giuseppe Barone, Presidente della Fondazione è stato organizzato in concomitanza con la mostra dell’Architetto Orazio Caruso dal titolo “Il Collegio e la città”, che presenta una raccolta di disegni studio su panoramiche di Modica, Scicli, Ragusa Ibla e sul Palazzo degli Studi in particolar modo, silenzioso protagonista, possente, complesso, dall’architettura sezionata e a tratti reinventata.
Entrambe le iniziative sono volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sul significato che quest’edificio rappresenta per la Città, e tenta di riportare alla ribalta un dibattito più volte affrontato negli anni: compierne la ristrutturazione per riconsegnarlo alla collettività.
La mostra, ricordiamo, sarà fruibile sino al 25 marzo.

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