
Vittoria, 05 ottobre 2026 – Tre giorni di incontri, dibattiti e partecipazione alla Villa Comunale di Vittoria per la Festa provinciale dell’Unità organizzata dalla Federazione del Partito Democratico di Ragusa. Dall’emigrazione giovanile al governo delle città, dal ruolo degli amministratori locali alle prospettive del Mezzogiorno, dall’organizzazione del partito all’agricoltura, fino alla costruzione di un’alternativa politica in Sicilia e nel Paese.
Un programma che ha coinvolto dirigenti nazionali e regionali del PD, deputati, sindaci, amministratori, segretari di circolo, Giovani Democratici, rappresentanti delle organizzazioni agricole, militanti e cittadini. Ad aprire la Festa è stato il sindaco di Vittoria Francesco Aiello, presente e partecipe anche nei diversi momenti di confronto che si sono susseguiti nel corso delle tre giornate.
Nelle prime due giornate il dibattito ha attraversato alcuni dei temi centrali per il futuro della provincia e della Sicilia. I Giovani Democratici hanno affrontato la questione dell’emigrazione giovanile e della necessità di creare nel territorio opportunità di formazione, a partire dalla proposta di un polo universitario multipolare, lavoro e possibilità di costruire qui il proprio futuro.
Il governo delle città e le difficoltà degli enti locali sono stati al centro di due momenti di confronto che hanno coinvolto, tra gli altri, i sindaci e gli amministratori della provincia insieme al deputato regionale e sindaco di Solarino Tiziano Spada. Dal dibattito è emersa la condizione di Comuni chiamati a garantire servizi fondamentali pur dovendo affrontare la riduzione delle risorse, la carenza di personale e crescenti difficoltà finanziarie e organizzative, ma anche il tema più generale del ruolo degli amministratori locali come primo punto di contatto tra le istituzioni e le comunità.
Di prospettive del Mezzogiorno e, più complessivamente, della costruzione di un’alternativa politica al governo nazionale e regionale si è discusso invece con Michela Di Biase, Nico Stumpo, Anthony Barbagallo e Nello Dipasquale, nel confronto introdotto dal segretario provinciale Angelo Curciullo. Diritti, sanità pubblica, infrastrutture, questione morale, ruolo del PD nella costruzione di una coalizione progressista e necessità di restituire al Sud una funzione centrale nello scenario mediterraneo sono stati alcuni dei temi affrontati. Un’attenzione specifica è stata dedicata alle infrastrutture della provincia di Ragusa, dalla Ragusa-Catania alla Modica-Scicli fino alle prospettive dell’aeroporto di Comiso.
“Volevamo che questa Festa fosse soprattutto un luogo di confronto e penso che l’obiettivo sia stato raggiunto”, dichiara il segretario provinciale del PD di Ragusa, Angelo Curciullo. “Non abbiamo costruito tre giorni di passerelle, ma abbiamo provato a mettere attorno agli stessi tavoli esperienze diverse e a discutere delle questioni che riguardano concretamente il futuro delle nostre comunità. Abbiamo parlato con i giovani che vedono troppo spesso la partenza come un destino già scritto, con chi amministra quotidianamente i nostri Comuni, con i nostri circoli, con il mondo agricolo e con rappresentanti del partito ai diversi livelli istituzionali”.
La giornata conclusiva ha spostato il confronto direttamente sul Partito Democratico, sulla sua organizzazione e sul suo rapporto con i territori. I segretari dei circoli della provincia si sono confrontati con Sergio Lima, responsabile organizzativo del PD Sicilia, sul ruolo dei circoli come presidio di prossimità e luogo nel quale ricostruire partecipazione e rapporto con le comunità. Dal confronto è emersa una richiesta comune: rafforzare il collegamento tra territori e livelli regionale e nazionale del partito e garantire maggiore coerenza tra le battaglie portate avanti localmente e le scelte compiute nelle istituzioni.
Lima ha ribadito la centralità dei circoli, non soltanto come strutture chiamate a celebrare congressi e organizzare campagne elettorali, ma come luoghi nei quali le battaglie politiche prendono forma attraverso il rapporto quotidiano con le persone. Le esperienze maturate nei diversi territori, ha sottolineato, devono diventare patrimonio comune del partito, rafforzando la comunicazione tra centro e periferia.
Altro momento centrale della giornata conclusiva è stato il confronto “Agricoltura 4.0 tra cambiamenti climatici e crisi energetica”, con il sindaco Francesco Aiello, il presidente regionale di Coldiretti Francesco Ferreri, Ignazio Maugeri di Acli Terra, il deputato regionale Dario Safina, Nello Dipasquale e Angelo Curciullo.
Caro gasolio e aumento dei costi di produzione, crisi del grano, cambiamenti climatici, disponibilità e gestione dell’acqua, ricambio generazionale, infrastrutture e logistica, chiusura delle filiere, tracciabilità dei prodotti e transizione energetica sono stati i temi affrontati.
Nello Dipasquale ha richiamato la battaglia portata avanti all’Assemblea Regionale Siciliana sui cambiamenti climatici e sulla necessità di costruire strumenti di prevenzione di fronte a fenomeni estremi sempre più frequenti, ricordando il lavoro svolto per l’istituzione dell’Osservatorio regionale sui cambiamenti climatici e il confronto in Aula con il presidente della Regione. Al centro del suo intervento anche la difesa della piccola e media impresa agricola e zootecnica e la necessità di impedire che i terreni fertili e irrigui vengano sottratti alla produzione per operazioni speculative legate alle energie rinnovabili.
A chiudere i momenti di confronto della Festa è stato il dibattito sulle prospettive della Sicilia con la presidente del PD regionale Cleo Li Calzi, i deputati regionali Nello Dipasquale e Dario Safina e il capo della segreteria regionale Peppe Calabrese.
Al centro del confronto la costruzione di un’alternativa al governo Schifani, partendo da un programma e da una coalizione ampia, ma anche le questioni che incidono direttamente sulle prospettive di sviluppo dell’Isola: infrastrutture, sanità pubblica, questione morale, risorse per gli enti locali e contrasto alle diseguaglianze. Li Calzi ha sottolineato la necessità di partire dal progetto per la Sicilia prima ancora che dai nomi delle candidature, indicando nella costruzione di un diverso modello economico e sociale il terreno sul quale costruire l’alternativa.
Nel corso del dibattito sono tornate anche alcune delle questioni più importanti per la provincia di Ragusa, dalla Ragusa-Catania al completamento della Siracusa-Gela fino al futuro dell’aeroporto di Comiso, insieme alla necessità di restituire ai Comuni risorse strutturali adeguate attraverso il Fondo per le autonomie locali.
“Questi tre giorni ci consegnano soprattutto una responsabilità”, commenta Nello Dipasquale. “Abbiamo un partito presente nei territori, amministratori che ogni giorno affrontano problemi enormi, circoli che continuano a essere punti di riferimento nelle comunità e una nuova generazione che chiede alla politica opportunità concrete. Tutto questo deve trovare rappresentanza nelle istituzioni. Il nostro lavoro all’ARS deve partire dai territori e deve servire a costruire risposte sulla sanità, sulle infrastrutture, sull’agricoltura, sugli enti locali e sul lavoro. È da qui che dobbiamo costruire anche l’alternativa al governo della Regione”.
“Chiudiamo la Festa, ma non il confronto che abbiamo aperto”, conclude Angelo Curciullo. “Il valore di queste tre giornate non si misura soltanto nella partecipazione, ma soprattutto nella quantità e nella qualità dei temi che siamo riusciti a mettere insieme. Giovani, amministratori, circoli, rappresentanti istituzionali, mondo agricolo: abbiamo voluto ascoltare esperienze e punti di vista differenti perché una Federazione provinciale deve essere prima di tutto questo, un luogo capace di tenere insieme i territori e trasformarne le esigenze in proposta politica. Adesso il lavoro continua nei circoli e nelle nostre comunità. La Festa dell’Unità non deve essere una parentesi, ma un punto dal quale ripartire”.


