
Scartarla e iniziare subito a svapare, oppure meglio una vape da ricaricare e riempire? A prima vista la differenza quasi non si nota. Entrambe le soluzioni sono piccole, leggere e spesso si usano senza pulsanti, e in tutte e due una batteria scalda una resistenza che vaporizza il liquido.
La differenza emerge dopo qualche giorno. Nell’usa e getta tutto è già stabilito: liquido, livello di nicotina, batteria. Nel sistema pod la parte con la batteria resta in uso e si cambia soltanto la cartuccia. Produttori come Vaporesso hanno costruito su questo principio intere famiglie di dispositivi: i pod della linea XROS di Vaporesso sono compatibili con la maggior parte dei dispositivi della serie, anche con molti modelli meno recenti. Chi un giorno sostituisce la batteria può quindi, di norma, continuare a usare le cartucce di sempre.
Quale soluzione sia più adatta dipende meno dalla tecnica che dalle proprie abitudini: quanto spesso si svapa, se fuori casa c’è modo di ricaricare e quanta varietà di gusti si desidera.
I primi minuti con la sigaretta elettronica: scartare o preparare
Un usa e getta è pronto all’istante. Si apre la confezione, si toglie il cappuccio o il tappino dal bocchino e si aspira. Non c’è nulla da regolare né da imparare, ed è proprio questo il suo fascino per chi svapa solo ogni tanto o vuole semplicemente provare.
Un pod richiede qualche passaggio in più la prima volta. Si ricarica la batteria, si riempie la cartuccia o se ne inserisce una preriempita, e dopo il riempimento il cotone del vaporizzatore ha bisogno di qualche minuto per impregnarsi bene. Molti dispositivi hanno inoltre un piccolo regolatore dell’aria, con cui si decide se il tiro debba essere più stretto, come con una sigaretta, o più arioso.
Dopo una settimana diventa quasi sempre routine. I gesti restano gli stessi, e chi ha regolato il proprio dispositivo una volta raramente deve cambiare qualcosa.
Liquido già incluso o dalla propria boccetta
Con l’usa e getta tutto si decide al momento dell’acquisto. Gusto e livello di nicotina restano quelli finché il dispositivo non è esaurito. Chi vuole variare ne deve comprare un secondo, e non pochi finiscono per usarne diversi in contemporanea.
Nel sistema pod decide la boccetta. Per passare dalla menta alla vaniglia basta riempire con un altro liquido. Il cotone però trattiene per un po’ il gusto precedente, per questo al cambio di aroma conviene usare una cartuccia nuova. Anche il livello di nicotina si sceglie tramite il liquido e si può ridurre gradualmente nel tempo, senza cambiare dispositivo.
Le principali differenze in sintesi:
| Sigaretta elettronica usa e getta | Sistema pod | |
| Primo utilizzo | subito pronta | ricaricare, riempire, attendere qualche minuto |
| Cambio di gusto | nuovo dispositivo | altra boccetta, meglio con cartuccia nuova |
| Livello di nicotina | stabilito all’acquisto | a scelta tramite il liquido |
| Ricarica | di solito non necessaria | regolare, via cavo |
| Usura | l’intero dispositivo | la cartuccia, dopo alcuni riempimenti |
| In viaggio | nessun liquido in più | boccetta di liquido nel sacchetto trasparente |
Ricaricare, sostituire, smaltire: la gestione quotidiana
La batteria di un usa e getta è pensata per durare più o meno quanto il liquido. Verso la fine le prestazioni calano spesso in modo evidente e il vapore si fa più leggero. Quando il dispositivo è vuoto è da buttare nel suo complesso, anche se batteria o resistenza funzionerebbero ancora.
Con il sistema pod il cavo di ricarica fa parte della quotidianità. A seconda dell’uso, la batteria va collegata alla presa ogni giorno o ogni due o tre giorni, e la maggior parte dei dispositivi attuali si ricarica via USB-C. La parte soggetta a usura è la cartuccia con la resistenza: con un uso regolare dura in genere una o due settimane. Un sapore di bruciato o un vapore molto più debole indicano che è ora di cambiarla.
Quanto duri davvero una cartuccia dipende molto dal liquido. I gusti molto dolci lasciano residui sulla resistenza e ne accorciano la vita, mentre i liquidi poco dolcificati la preservano.
Meglio ricaricare su una superficie stabile e non infiammabile, e non lasciare il dispositivo in carica incustodito durante la notte.
Anche al momento di buttarli i due dispositivi si differenziano. In Italia un usa e getta esaurito è a tutti gli effetti un RAEE, cioè un rifiuto elettronico, e non va né nell’indifferenziata né nella raccolta della plastica. Tabaccherie e negozi di svapo ritirano gratuitamente il vecchio dispositivo all’acquisto di uno nuovo, e molte tabaccherie hanno appositi contenitori per la raccolta. Con il sistema pod il rifiuto è soprattutto la cartuccia, mentre la batteria resta in uso molto più a lungo.

Didascalia: I dispositivi pod oggi si ricaricano quasi sempre via USB-C, mentre con gli usa e getta di solito non serve ricaricare.
Fonte: Unsplash
In partenza da Comiso o Catania con la vape: le regole in aeroporto
Chi parte dall’aeroporto di Comiso o da Catania-Fontanarossa deve trattare allo stesso modo entrambi i tipi di dispositivo. Secondo le indicazioni dell’ENAC le sigarette elettroniche vanno solo nel bagaglio a mano, non in quello da stiva. Devono essere protette dall’attivazione accidentale, e a bordo non è consentito né svapare né ricaricarle.
Nella protezione dall’attivazione accidentale ci sono alcune differenze. Molti pod con tasto di accensione si possono bloccare o spegnere con una combinazione di tasti. I dispositivi che si attivano solo aspirando dal bocchino è meglio riporli in un astuccio, in modo che nulla prema sul bocchino.
La differenza più grande riguarda il liquido. Gli usa e getta hanno già la loro scorta, mentre chi viaggia con un pod mette in borsa anche una boccetta. Questa rientra tra i liquidi del bagaglio a mano: contenitori fino a 100 millilitri, tutti in un sacchetto trasparente richiudibile con capacità massima di un litro. I liquidi con nicotina, del resto, nell’UE si vendono solo in flaconi fino a dieci millilitri: il limite dei 100 millilitri riguarda quindi soprattutto i formati più grandi senza nicotina. Contenitori fino a due litri sono ammessi solo negli aeroporti i cui scanner di nuova generazione sono abilitati a questo scopo. A Catania queste apparecchiature sono già installate, ma ai controlli di sicurezza fino a poco tempo fa valeva ancora per lo più la regola dei 100 millilitri. La situazione aggiornata è pubblicata dall’ENAC sul proprio sito.

Didascalia: Le sigarette elettroniche non possono viaggiare nel bagaglio da stiva: vanno portate nel bagaglio a mano.
Fonte: Unsplash
Domande frequenti
Si può riempire un usa e getta?
No, non è progettato per questo. Chi apre l’involucro rischia perdite di liquido e può danneggiare la batteria. Chi si accorge di aver bisogno di nuove scorte con regolarità, di solito si trova meglio con un dispositivo ricaricabile.
Le cartucce di marche diverse sono compatibili tra loro?
Di norma no. Le cartucce sono studiate per un determinato dispositivo o per una famiglia di dispositivi, e anche piccole differenze negli attacchi o nei contatti impediscono che si fissino o funzionino. Prima di riacquistarle conviene quindi controllare il nome del modello, che di solito si trova sulla batteria o sulla confezione.
Perché a volte un pod perde liquido in valigia?
Di solito la cartuccia era troppo piena o è rimasta a lungo coricata su un lato. In viaggio si aggiungono gli sbalzi di temperatura e di pressione. Prima di partire meglio non riempire la cartuccia fino all’orlo e trasportare il dispositivo possibilmente in verticale.
Come si conserva un dispositivo che non si usa per un po’?
Un pod è meglio conservarlo con la batteria a metà carica e con la cartuccia svuotata o rimossa, così il liquido non si secca nel cotone. Anche un usa e getta già iniziato si conserva, anche se dopo molto tempo il gusto può perdere intensità. In entrambi i casi il posto giusto è un luogo fresco e asciutto, fuori dalla portata dei bambini.


