
PALERMO, 30 Settembre 2026 – Dopo le dichiarazioni a caldo che ci ha rilasciato circa un’ora fa l’on. Ignazio Abbate, non si fa attendere la controreplica più approfondita sul fronte politico regionale in merito alla polemica divampata attorno ai presunti finanziamenti mancati e agli emendamenti bocciati all’Assemblea Regionale Siciliana, denunciati dal collega Nello Dipasquale del Pd. Attraverso una nota dai toni sferzanti, Abbate interviene duramente per denunciare quella che definisce una vera e propria messinscena mediatica.
Nel mirino della replica finiscono i provvedimenti presentati dall’opposizione, definiti senza mezzi termini “emendamenti-civetta”: «Puntuali come la lotteria di capodanno e il festival di Sanremo, ecco che arrivano gli emendamenti di un deputato regionale della nostra provincia impossibili da finanziare ma buoni per fargli recitare sui social e sui giornali la parte della vittima del sistema».
Il parlamentare sottolinea come l’attacco politico ricevuto abbia omesso passaggi cruciali e di assoluta trasparenza procedurale: «Peccato che, tra un post e una lamentela social condite dalla solita caccia al sottoscritto, abbia volutamente omesso due dati fondamentali: il collega ha “dimenticato” di aggiungere che i suoi venti emendamenti sono stati bocciati tutti all’unanimità, cioè significa anche dagli stessi compagni di partito, con il parere contrario del Governo e del Ragioniere Generale. Come mai nessun altro collega di qualsiasi schieramento ha presentato questa tipologia di emendamenti?».
Entrando nel dettaglio tecnico del funzionamento parlamentare a Palazzo dei Normanni, il deputato regionale modicano spiega le ragioni contabili e istituzionali per cui simili richieste non avrebbero potuto superare il vaglio dell’aula: «Il collega onorevole ha “dimenticato” di spiegare come funziona il Parlamento della Regione Siciliana. Quello a cui abbiamo assistito è il classico, immortale esempio di emendamento-civetta. Si presentano provvedimenti ad hoc sparpagliati con precisione certosina sui vari territori della provincia sapendo benissimo che verranno bocciati, per il semplice motivo che vengono inseriti in testi non finanziabili».
Viene inoltre ribadita una regola basilare dell’iter legislativo regionale: «È una regola che chiunque sieda all’Ars dovrebbe conoscere: in questa fase non si approvano mai provvedimenti di carattere locale o che riguardano un singolo comune, perché si legifera con provvedimenti di carattere generale. Se passassero quelli del collega dovrebbero essere approvati tutti gli emendamenti di tutti i deputati, aprendo un caos contabile ingestibile».
Ignazio Abbate conclude con un affondo polemico e la decisione di chiudere il confronto verbale per concentrarsi sul lavoro amministrativo: «Purtroppo la storia politica insegna che, quando i fondi vengono messi a disposizione, le priorità diventano altre. Annuncio fin da ora che non continuerò questo teatrino dialettico con il collega perché in questi giorni sono particolarmente impegnato a portare risorse reali e tangibili in provincia di Ragusa e non ho tempo di dedicarmi alle serie TV a puntate».



7 commenti su “«Un circo mediatico per il circolo vizioso degli emendamenti civetta»: la replica durissima dell’on. Abbate agli attacchi sulle risorse bocciate all’Ars”
Non è credibile e, stavolta, l’ha combinata grossa, forse perché non siamo ancora sotto elezioni
Non disturbare l onorevole che è impegnato ! Lui è meglio di Mosè ! E voi gli andate contro!
Oramai il dado è tratto : la sua casa, onorevole, l’attende!
Non è possibile votare contro, in caso di finanziamenti che potrebbero favorire Modica, solo perchè si tratta di proposte del PD. Il nostro onorevole, sbaglia di grosso. Si possono metter in mezzo emendamenti civetta o emendamenti gufo, ma i Modicani, comprendono, e così come l’hanno portata agli allori, la porteranno giù, in men che si dica.
L’On. Ignazio Abbate è riuscito, in pochi anni, a dare dignità alla nostra provincia con ripetuti provvedimenti. I contributi un tempo erano ad esclusivo appannaggio di altre provincie. Fino a pochi anni fa avevamo solo briciole. Si può criticare il criterio (discutibile) con cui la Regione elargisce somme, ma per ora è una prassi consolidata.
Mi sembra strano che, in questa occasione, si sia manifestata una avversità- da parte dell’On. Avremo modo, con il tempo, di verificare quanto avvenuto e le motivazioni che hanno indotto a questa “scelta”.
Cordialmente
Ma che bella sviolinata, signor Modica! Addirittura sostiene di aver restituito dignità all’intera provincia di Ragusa… tutta?
A noi, francamente, risulta una realtà un po’ diversa. A Modica, in questi anni, il debito è cresciuto fino a triplicarsi e l’attuale sindaca, Maria Monisteri, si è trovata a dover dichiarare il dissesto finanziario del Comune.
E mi creda, signor Modica: proprio perché lei è modicano, immagino che conosca bene la situazione. La dignità di una città non si misura nelle dichiarazioni celebrative, ma nella qualità della vita quotidiana dei suoi cittadini: nelle strade dissestate, nel traffico caotico e disordinato e nelle tante criticità che Modica continua ad affrontare ogni giorno.
Potrei elencarne molte altre, ma preferisco fermarmi qui.
Per questo, mi permetta di dirlo con rispetto: più che restituire dignità alla città, scrivendo certe cose si rischia di smarrire proprio quella capacità di guardare con onestà alla realtà che una città meriterebbe.
Le proposte del PD sono come sempre da telenovela, per fortuna ci penserà il nostro onorevole a portare fondi per Modica e per tutta la provincia.