
Ci sono momenti nella vita in cui ogni ruolo istituzionale che si ricopre passa inevitabilmente in secondo piano. Si resta semplicemente figli.
È da figli, infatti, che sentiamo oggi il bisogno di ringraziare pubblicamente le persone che, nelle ultime settimane, sono state accanto a nostro padre e alla nostra famiglia presso la Cardiologia e l’UTIC dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa.
Siamo arrivati in ospedale il 5 agosto. Da quel giorno abbiamo trascorso molte ore, molti giorni e molte notti accanto a nostro padre. È stato un periodo difficile, che ci ha però consentito di conoscere da vicino il lavoro di chi ogni giorno opera in un reparto come questo.
Quando si rimane a lungo in ospedale si finisce per accorgersi di tante cose. Non soltanto del lavoro dei medici, degli infermieri e degli operatori ma del modo in cui un paziente viene trattato, della disponibilità verso i familiari, della pazienza con cui vengono date spiegazioni, della gentilezza che può esserci anche nei momenti più complicati.
Sono aspetti che, da fuori, forse non si colgono fino in fondo. Quando però si è lì, accanto a una persona cara, diventano importanti.
Nostro padre è stato seguito dalla Cardiologia del Giovanni Paolo II, diretta dal dottor Antonino Nicosia, al quale vogliamo rivolgere il nostro ringraziamento per l’attenzione dimostrata nel corso di queste settimane.
Un grazie sincero va anche al dottor Giuseppe Campisi, con il quale abbiamo avuto modo di confrontarci più volte e del quale abbiamo apprezzato la disponibilità nei confronti di nostro padre e della nostra famiglia.
Un ringraziamento particolare vogliamo rivolgerlo alla dottoressa Alessandra Sanfilippo. Alla sua preparazione professionale unisce una grande umanità, che abbiamo avuto modo di apprezzare giorno dopo giorno. La sua disponibilità, il modo sempre gentile di parlare con nostro padre e con noi e la sensibilità dimostrata in momenti molto delicati sono cose che non dimenticheremo.
Il nostro ringraziamento va naturalmente anche a tutti gli altri medici della Cardiologia, infermieri e operatori sanitari dell’UTIC che hanno seguito nostro padre durante il ricovero.
Per una famiglia conta molto sapere che il proprio caro viene trattato con rispetto, attenzione e delicatezza. Conta anche trovare qualcuno disposto ad ascoltare, a spiegare, a rispondere a una domanda in più. Non sono dettagli. In certi momenti fanno davvero la differenza.
Della sanità si parla spesso soprattutto quando qualcosa non funziona. È comprensibile ed è giusto denunciare problemi e difficoltà. Ma pensiamo sia altrettanto giusto raccontare anche le esperienze positive, soprattutto quando le si è vissute personalmente.
Ed è per questo che vogliamo dire pubblicamente grazie alla Cardiologia e all’UTIC del Giovanni Paolo II di Ragusa.
Danilo e Leandro Giurdanella


