Biologi, farmacisti, chimici, fisici, veterinari, odontoiatri: i ritardi delle Università bloccano l’erogazione delle borse di studio”

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Palermo, 19 agosto 2026 – “Dopo aver superato ogni ostacolo burocratico e legislativo, consentendo alla Sicilia di essere la prima regione in Italia a garantire dignità e sostegno economico agli specializzandi di area sanitaria non medica, assistiamo oggi a un ingiustificato ritardo da parte delle Università di Palermo, Catania e Messina. I tre atenei siciliani non hanno ancora trasmesso al Dipartimento regionale dell’Istruzione i dati fondamentali sul numero di iscritti per l’Anno Accademico 2025/2026 che volge alla conclusione. Un’inerzia che sta rallentando l’emanazione dei decreti di impegno e la conseguente erogazione delle borse di studio.” A dichiararlo è l’Onorevole Ignazio Abbate, primo firmatario e relatore dell’Articolo 46 della norma approvata lo scorso mese di dicembre con la manovra finanziaria, che ha stanziato ben 5 milioni di euro all’anno per il triennio 2026-2028 (3 milioni dedicati alle scuole ad accesso misto per biologi e chimici e 2 milioni per la formazione specialistica di veterinari, odontoiatri, fisici e farmacisti). Già a fine giugno, il Dipartimento dell’Istruzione e della Formazione Professionale – guidato dal Dirigente Generale Dott. Vincenzo Cusimano – ha inoltrato ai Magnifici Rettori dei tre atenei la richiesta di far pervenire nel più breve tempo possibile le dichiarazioni sul numero complessivo degli specializzandi iscritti. Un adempimento indispensabile affinché la Regione possa procedere al riparto delle risorse, all’impegno formale delle somme e al successivo pagamento. “È inaccettabile – continua l’On. Abbate – che a fronte di risorse già stanziate e pronte per essere erogate, siano proprio le Università a fare da imbuto burocratico, lasciando centinaia di giovani specializzandi (biologi, chimici, farmacisti, fisici, veterinari e odontoiatri) nell’incertezza e nell’impossibilitàdi poter ricevere somme importanti per i propri bilanci familiari. Abbiamo sanato un’ingiustizia storica che durava da troppi anni, difendendo la norma anche di fronte ai rilievi del Governo Nazionale e ottenendo il via libera definitivo. Ora che le Istituzioni regionali hanno fatto pienamente il loro dovere, le Università dimostrino la stessa attenzione e rispetto verso i propri specializzandi Mi duole essere l’unico a segnalare questa incongruenza ma a questa norma, una delle più importanti di questa legislatura, ci tengo veramente tanto. Denunciamo sempre la fuga dei nostri giovani dalla Sicilia e poi non riusciamo a sostenere chi decide di rimanere. Rivolgo quindi un appello fermo e accorato ai Rettori di Palermo, Catania e Messina: trasmettano immediatamente agli uffici regionali i dati e la documentazione richiesta, in ogni caso auspichiamo tutti che di questo invito se ne facciano carico sia l’Assessore Turano che il Presidente Schifani e che diventi priorità di questo governo la concretizzazione delle tante norme approvate dal Parlamento siciliano che dà voce alle richieste dei cittadini siciliani”.

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