
Egregio Direttore,
chiedo l’ospitalità del Suo Giornale per fare chiarezza su una vicenda che ha interessato la nostra Città e che altri organi di stampa hanno diffuso come un vero e proprio scoop, diffondendo informazioni distorte e non veritiere, che meritano opportuni chiarimenti. Non avrei mai immaginato che un banale diverbio tra due persone, nato da precedenti dissapori e durato pochi istanti, potesse meritare tanto spazio pubblico fino a essere trasformato, prima in un caso politico, e poi nel pretesto per rivolgere accuse a me, alla Giunta e all’intera Amministrazione comunale. Avevo scelto di non replicare, perché ritenevo che Modica avesse questioni più importanti delle antipatie personali tra un assessore e una giornalista, e perché speravo che la vicenda si esaurisse da sé, ma il nuovo articolo pubblicato da Il Domani Ibleo il 19 settembre, questa volta sotto la firma impersonale della “Redazione”, dimostra invece che quel silenzio è stato scambiato per acquiescenza, per cui ritengo necessario ricostruire i fatti e ristabilire la verità di alcuni punti fermi, anche per il rispetto della mia personale onorabilità, così volgarmente calpestata dalle menzogne. Domenica, allo stadio, ho incrociato la giornalista Mariacarmela Torchi, ma considerati i rapporti non propriamente cordiali degli ultimi tempi, ho preferito non salutarla e proseguire per la mia strada. È stata lei, passandomi accanto, a rivolgermi sottovoce alcune parole che non ho compreso. Mi sono girato e le ho chiesto, con tono certamente polemico ma non aggressivo: “Vuoi dirmi qualche altra cosa oltre quello che ti hanno suggerito di scrivere contro di me?” La reazione è stata immediata e tutt’altro che sommessa: dopo avere gridato che nessuno le suggerisce cosa scrivere, mi ha mandato, con espressione inequivocabile, a quel paese, e io ho risposto nello stesso modo. Fine della vicenda. Si può discutere sull’opportunità della mia battuta; la si può ritenere provocatoria o sgradevole, ma non la si può trasformare, così come è stato fatto, in ciò che non è mai stata: nessuna aggressione, nessuna intimidazione, nessuna scenata contro la libertà di stampa e nessun tentativo di impedire a chicchessia di scrivere. La Torchi ha invece parlato di un mio “stato di visibile alterazione”, ha sostenuto che le avrei “urlato in faccia” e ha affermato che sarei abituato ad “agire sotto dettatura di qualcuno”, ed è stato proprio allora che da un diverbio personale si è passati a giudizi sulla persona, sulla mia autonomia e perfino sulla mia capacità di amministrare, chiamando in causa anche il centro storico e attribuendomi responsabilità che nulla avevano a che vedere con l’episodio. Di fronte a tanta banalità, ciò che trovo singolare è questa smania di trasformare ogni dissapore personale in un fatto pubblico, attribuendogli significati politici, istituzionali e persino democratici che semplicemente non possiede: se due persone litigano, hanno litigato; non è necessario convocare l’opinione pubblica, la politica, la deontologia professionale e il futuro del centro storico per raccontarlo, per questo credevo che la questione finisse lì, ma mi ero illuso, perché di lì a poco ecco arrivare, puntuale come sempre, anche l’intervento di questo giornale e del suo Direttore, Gianni Contino, nella ormai consolidata veste di “tribuno della sua giornalista di punta”, che ha qualificato i miei comportamenti come “gravi” e addirittura lesivi della deontologia professionale della collega, salvo poi, dopo avere pronunciato il verdetto, ricordarsi, bontà sua, che avrei avuto anche un diritto di replica. Davvero singolare come sistema applicato da un giornale che pretende di raccontare i fatti per ricostruire la Verità: prima si sceglie a chi credere, poi si giudica e infine si concede la parola all’altro. Peccato che nessuno, prima di accusarmi pubblicamente, ha ritenuto necessario chiedermi cosa fosse realmente accaduto! Ma “Il Domani Ibleo” non solo ha immediatamente fatto propria la versione della sua giornalista, ma oggi torna alla carica coinvolgendo non soltanto il sottoscritto, ma anche la Giunta e l’intera Amministrazione con affermazioni, queste si, particolarmente gravi. Il nuovo articolo annuncia di avere portato alla luce non meglio precisate “irregolarità” relative ai lavori per la messa in sicurezza della tribuna ospiti dello stadio Pietro Scollo, e il grande scoop sarebbe un fantomatico “divieto di trinità” in forza del quale il responsabile unico del progetto non potrebbe ricoprire, al tempo stesso, anche il ruolo di progettista e di direttore dei lavori. Peccato che questo divieto non esista, e anche il più parziale dei commentatori lo avrebbe potuto appurare facendo un banale approfondimento! L’articolo 4, comma 3, dell’Allegato I.2 al D.Lgs n. 36 del 2023 (quello che lo stesso giornale cita come “codice degli appalti”), consente al RUP, nei limiti delle proprie competenze professionali, di svolgere anche le funzioni di progettista e di direttore dei lavori. Il Servizio di supporto giuridico del Ministero delle infrastrutture, con il parere n. 3533 del 23 giugno 2025, ha affrontato esattamente tale questione e ha chiarito che non sussiste alcuna incompatibilità: RUP, progettista e direttore dei lavori possono essere la stessa persona, salvo le specifiche eccezioni previste per interventi complessi, di particolare rilevanza, integrati o sopra la soglia europea (tutte circostanze che in questo caso non ricorrevano). L’ignoranza non è necessariamente una colpa; può capitare a chiunque di interpretare male una norma o di non conoscere un chiarimento ministeriale. Diventa però un problema quando tracima nella presunzione: la presunzione di avere scoperto chissà quale illecito; la presunzione di accusare amministratori e funzionari di chiudere “un occhio, anzi due”; la presunzione di insinuare che si proceda “nella speranza di farla franca”; la presunzione, infine, di impartire lezioni di capacità, trasparenza e correttezza sulla base di una regola che la legge non prevede. Il giornale rivendica con enfasi il valore delle proprie “fonti”, ma una fonte non sostituisce la verifica, e se il giornalismo di controllo è essenziale in una democrazia, proprio per questo richiede rigore, contraddittorio e verifica dei fatti enarrati! La firma “Redazione” non rende collettivamente vera una notizia falsa né attenua la responsabilità di pubblicarla, rende semmai più singolare che un’intera redazione non abbia verificato una questione risolvibile in pochi minuti attraverso la consultazione del Codice e del parere ufficiale del Ministero. Quanto al paragone con la Vergine Maria e all’affermazione secondo cui questa Amministrazione sarebbe riuscita perfino a fare peggio della precedente, siamo ormai lontani dall’informazione e pienamente dentro la polemica politica: naturalmente è legittimo criticare l’Amministrazione, anche con durezza, ma è intellettualmente scorretto presentare come risultato di un’inchiesta una tesi giuridica infondata e utilizzarla per insinuare condotte opache o illecite. Per queste ragioni ho chiesto a Il Domani Ibleo di rettificare con la medesima evidenza l’affermazione relativa al cosiddetto “divieto di trinità” e di distinguere, anche per il futuro, la critica politica dall’attribuzione di irregolarità amministrative: la prima è libera e doverosa; la seconda richiede fatti, norme correttamente interpretate e verifiche serie, e questa volta sono mancati tutti e tre.



12 commenti su “Lettera aperta al Direttore: “Chiarezza sul diverbio allo stadio e la verità sui lavori al “Pietro Scollo”””
Ormai non sapete quale specchi arrampicarvi sindaca consiglieri ecc ecc e più di 10 che a modica vige il mutu cu sapi u iocu e soprattutto il silenzio amministrativo totale , le scorciatoie amministrative ecc ecc praticamente il proseguo del gnaziu tris!
Regolamento di conti nel centrodestra modicano.
Avete affossato Modica in un quarto di secolo: Torchi, Abbate, Abbate e infine Monisteri.
Modicani svegliatevi, protestate, chiedete le dimissioni di questa amministrazione, ricordatevi che oltre al nulla amministrativo evidente, ciucciano i soldini a debito per indennità Sindaco, Assessori e Consiglieri.
Per una corretta informazione , vista la diatriba in merito all’incarico Rup e Direttore dei lavori,si richiama l’articolo. 4 del dlgs 36/2023 allegato 1.2 e lo si riporta così che ciascuno dei lettori potrà leggere e interpretare liberamente :
Art. 4 (Requisiti di professionalità del RUP per appalti, concessioni di lavori e per servizi attinenti all’ingegneria e all’architettura)
1. Il RUP deve essere un tecnico abilitato all’esercizio della professione, o, quando l’abilitazione non sia prevista dalle norme vigenti, un tecnico anche di qualifica non dirigenziale che deve essere in possesso di titolo di studio e di esperienza e formazione professionale specifiche. La formazione professionale è soggetta a costante aggiornamento ai sensi dell’ articolo 15, comma 7, del codice. Il RUP deve aver maturato un’adeguata esperienza nello svolgimento di attività analoghe a quelle da realizzare in termini di natura, complessità e/o importo dell’intervento:
a) di almeno un anno per i contratti di importo inferiore a 1.000.000 di euro;
b) di almeno tre anni per i contratti di importo pari o superiore a 1.000.000 di euro e inferiore alla soglia di cui all’ articolo 14 del codice;
c) di almeno cinque anni per i contratti di importo pari o superiore alla soglia di cui all’ articolo 14 del codice.
2. In mancanza di abilitazione all’esercizio della professione, il RUP è un tecnico in possesso di esperienza nel settore dei contratti di cui al comma 1, di almeno cinque anni, attestata anche dall’anzianità di servizio maturata.
3. Il RUP può svolgere, per uno o più interventi e nei limiti delle proprie competenze professionali, anche le funzioni di progettista o di direttore dei lavori. Le funzioni di RUP, progettista e direttore dei lavori non possono coincidere nel caso di lavori complessi o di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo, oltre che tecnologico, nonché nel caso di progetti integrali ovvero di interventi di importo pari o superiore alla soglia di cui all’ articolo 14 del codice.
4. Nelle procedure di affidamento di lavori particolarmente complessi, il RUP possiede, oltre a un’esperienza professionale di almeno cinque anni nell’ambito delle attività di programmazione, progettazione, affidamento o esecuzione di appalti e concessioni di lavori, una laurea magistrale o specialistica nelle materie oggetto dell’intervento da affidare nonché adeguata competenza quale Project Manager, acquisita anche mediante la frequenza, con profitto, di corsi di formazione in materia di Project Management.
Opinione personale su chiarimenti assessoriali di fine estate.
La Sua lettera aperta, caro Assessore, ci invita a nozze, anzi, invita me a nozze, poiché io, umile cittadino e lettore di questo giornale, non ho nulla da difendere, non ho appartenenze, non ho ambizioni né nomi da spendere, altrimenti metterei nome, cognome e indirizzo come fanno alcuni commentatori.
Io semplicemente “sono” (per dirla con Erich Fromm), e sono un commentatore che vuole esprimere la propria opinione, ringraziando la redazione che ci dà la possibilità di farlo.
Vede, Assessore, le Sue spiegazioni non migliorano di una virgola la Sua posizione. Questa disputa, che potrei definire quasi adolescenziale, con la giornalista (già sorella di un precedente Sindaco di Modica, se il cognome non mi inganna) lascia trapelare delle pietose beghe personali, come Lei stesso evidenzia. Ma proprio l’aver accettato la provocazione della Torchi è già, mi consenta, un enorme difetto della Sua capacità di comunicazione. Aver poi insistito nel cercare di aver ragione è stato un grave errore, che mette in mezzo l’intera amministrazione. Il punto non è se in quella circostanza Lei avesse ragione o torto: il punto è che non può accettare così semplicisticamente una disputa quasi ridicola come quella che ci ha descritto.
La Sua Sindaca, di fatto, viene coinvolta in questa vicenda, poiché la responsabilità politica di tutte queste cattive comunicazioni ricade su di lei: è lei che L’ha scelta, comprende, Assessore?
Avrebbe potuto sostituirLa, come ha fatto con il Suo precedente collega, ad esempio Drago, che faceva “il galletto” in aula attaccando, e non difendendosi, dalle opposizioni.
Badi, Assessore, che io non difendo minimamente la giornalista; anzi, mi domando come faccia un serio Direttore di un giornale come il dott. Gianni Contino a non chiedere spiegazioni alla sua giornalista… forse per via del cognome che porta?
Il Domani Ibleo, a Modica, purtroppo, e proprio e solo per Modica, dovrebbe a mio parere cambiare nome: “il Domani” a Modica, considerato che Modica non avrà più un futuro, andrebbe abolito. Ma questa è una mia triste opinione.
Entrando nel merito, Assessore: il fatto che Lei spieghi puntualmente come la normativa sui lavori pubblici (L. 36/2023) preveda che il “responsabile del progetto” (ex responsabile del procedimento, nella denominazione del precedente codice dei contratti) possa coincidere con il progettista delle opere e il direttore dei lavori, non significa nulla di per sé. Aggiungerei che, oltre a queste figure apicali, c’è anche l’integrazione del responsabile della sicurezza, sia in fase di progettazione che di esecuzione, e infine il collaudo finale, che in questo caso prevederà sicuramente solo un semplice certificato di regolare esecuzione, affidato alla stessa figura trattandosi di un importo inferiore al milione di euri (cioè il Direttore dei Lavori).
È tutto senz’altro previsto dalla norma, come dicevo, ma qui il punto è l’opportunità politica di farlo. Non so se riuscirò a farglielo comprendere: l’amministrazione deve certamente pretendere il rispetto le norme e le leggi tutte, ma ha anche un obbligo di trasparenza e di indirizzo politico.
Ma secondo Lei, accentrare tutte queste figure in una sola persona, per quanto consentito dalla legge, è stato opportuno?
Non pensa che sarebbe stato molto meglio affidare a un tecnico diverso il delicato ruolo di Responsabile del Progetto, rispetto a chi ha curato la progettazione e il resto?
Questa è la differenza che a Modica si stenta a comprendere, e che la “non opposizione” non evidenzia minimamente.
Lei aveva già mostrato questa scarsa capacità nell’uscita di ante-estate, con il dirigente del servizio tecnico sui tempi di realizzazione; ora litiga con la giornalista.
Spero possa trarre un briciolo di comprensione da quanto Le ho sommessamente scritto.
Grazie a Lei e grazie alla Redazione di RTM News che consente questi chiarimenti.
Mentre un enorme Biasimo alla nostra elegante Sindaca che non è intervenuta neppure questa volta.
Certi giornalisti per avere un po di visibilità aspettano a minima mossa .
Caro assessore, una volta ho letto che quando incontri persone negative ,la migliore cosa è allontanarle dalla propria vita ,evitarle ,
Perché troveranno sempre il modo di coinvolgerti nelle loro negatività.
..è evidente che ci si trova davanti ad un teatrino disarmante direi quasi infantile tra due personaggi che mettono in piazza la loro querelle in cerca di consenso. In questi casi basterebbe una semplice querela per diffamazione, perché è evidente che uno dei due mente, ma tra bambini è troppo pretendere ciò. Ridicoli
Ecco arrivati i soliti pdioti, ops il solito pdiota che cambia nome. I rompi zabbatei.
Voi avete affossato l’Italia intera con il vostro Er mortadella.
Rovina di questo paese
La verità è che Armenia e Torchi si amano alla follia e non sanno come farlo sapere
Aspettiamo Saru, Vincenzo, Peppe, italiano scocciato, cammela, Ciccio, Maccu, adesso abbiamo pure Jason😂😂😂😂😂
Dimentico qualcuno?
@Carmelo s ci sei tu che porti la bandiera e siamo al completo 🤣🤣🤣
Si vero. Adesso si firma pure Jason😂
Meglio non contraddirlo altrimenti siamo fascisti.
Probabilmente i due si stavano già sui maroni dai tempi del liceo scientifico.