
Il crollo delle quotazioni del petrolio non si traduce in alcun beneficio per gli automobilisti italiani. È la denuncia di Francesco Tanasi, giurista e Segretario Nazionale Codacons, dopo la pubblicazione dei dati diffusi oggi dal Mimit.
Le quotazioni del Brent sono infatti scese del 7,8%, passando dai 90 dollari al barile del 31 luglio agli attuali 83 dollari. Nonostante ciò, i prezzi di benzina e gasolio sulla rete di distribuzione hanno continuato a registrare aumenti, con il risultato che i consumatori continuano a pagare rifornimenti sempre più costosi proprio nel periodo di maggiore mobilità estiva.
“È incomprensibile che a fronte di un calo così marcato del petrolio i cittadini non vedano alcun beneficio alla pompa. – afferma Tanasi – Quando le quotazioni internazionali aumentano, gli effetti sui prezzi sono immediati. Quando invece diminuiscono, i ribassi sembrano fermarsi lungo la filiera. È una situazione che alimenta sfiducia e che richiede la massima trasparenza.”
Il taglio delle accise sul gasolio disposto dal Governo, pari a 17 centesimi al litro, continua nel frattempo a perdere efficacia. Oggi lo sconto reale si è ridotto a 8,8 centesimi al litro sulla rete ordinaria e a 8,1 centesimi in autostrada, con un mancato risparmio per gli automobilisti che il Codacons quantifica in circa 4,1 euro per un pieno sulla rete ordinaria.
“I consumatori hanno il diritto di sapere perché il crollo del petrolio non si rifletta sui prezzi praticati ai distributori. – dichiara Tanasi – È necessario verificare con tempestività l’intera catena di formazione dei prezzi, affinché ogni riduzione dei costi delle materie prime venga trasferita rapidamente ai cittadini. Solo così si può ristabilire un rapporto di fiducia tra mercato e consumatori.” – conclude Tanasi


