
MODICA, 02 Agosto 2026 – Modica si prepara ad una fase di rinnovamento politico che, salvo colpi di scena, accompagnerà l’amministrazione comunale fino alla scadenza naturale del mandato prevista per il 2028. Al centro della scena ci sono i tre nuovi assessori entrati a far parte della giunta: Corrado Roccasalvo, Mommo Carpentieri e Leandro Giurdanella.
La nomina di Roccasalvo e Giurdanella, entrambi già consiglieri comunali ma totalmente inesperienti sul fronte politico-amministrativo, ripropone con forza il tema dell’incompatibilità politica e della coerenza amministrativa. Se l’amministrazione intenderà seguire la linea già tracciata nella prima fase della consiliatura, i due neo assessori dovrebbero seguire l’esempio di quanto fatto in precedenza da altri colleghi (come Giorgio Belluardo, Delia Vindigni, Samuele Cannizzaro, Saro Viola, Tino Antoci ed Antonio Drago), che optarono per un unico ruolo pur a fronte di una normativa che formalmente consente il cumulo. Attenzione: quando ti dimetti da consigliere per andare a fare l’amministratore, si corre il rischio di rimanere, poi, con un pugno di mosche in mano, così come è capitato già a quattro dei sei precedentemente nominati perchè nonostante i modicani li abbiano eletti, oggi sono, paradossalmente, “fuori dai giochi”.
Qualora Roccasalvo e Giurdanella dovessero essere “costretti” a dimettersi dal seggio consiliare per concentrarsi esclusivamente sull’attività di giunta, si aprirebbero le porte per i primi dei non eletti nelle rispettive liste.
Per il seggio di Roccasalvo dovrebbe subentrare Roberta Trombadore, candidata nelle file di Forza Italia, mentre al posto di Giurdanella dovrebbe subentrare l’attrice Simona Celi, eletta nella lista civica “Prendiamoci cura di Modica”.
Nonostante la linea della successione appaia chiara sulla carta, la transizione non è del tutto scontata. Sul nome di Simona Celi, infatti, potrebbero pesare dinamiche interne alla maggioranza: la vicinanza dell’attrice all’onorevole Ignazio Abbate viene indicata da più parti come un fattore potenzialmente capace di innescare veti o rallentamenti sul passaggio di consegne in consiglio. La politica cittadina resta, dunque, in attesa di capire se prevarrà la linea della coerenza amministrativa o se le logiche di partito ridisegneranno gli equilibri d’aula.



18 commenti su “Modica, rimpasto in giunta. Il nodo delle dimissioni in Consiglio apre nuovi scenari”
Ormai moralmente non è una giunta e un consiglio che i cittadini abbiamo eletto, per come spiega questo articolo, certo la legge lo permette. Ma Sindaca faccia quello che l 80 per cento dei cittadini modicani spera, non si attacchi alla poltrona, ci perde pure Lei, in questa situazione creata. Si dimetta e si faccia rieleggere con un consiglio comunale nuovo e maggioranza certa e si mette fine a tutti sti giochetti, che forse neanche conosce.
Costretta a far dimettere gli assessori recalcitranti a cambiare casacca ,per me è un grande motivo per dimettersi e lasciare a bocca asciutta chi troppo vuole e nulla stringe.
Chi oggi gode delle disgrazie altrui in giunta, sappi che al momento opportuno avranno lo stesso trattamento, siete entrati in un cortile dove non valete niente , umili pedine da sacrificare ,in caso di un colpo più grosso ,
Poi qualcuno si chiede perché alle urne si recano meno del 50 % ??
Perché dovrei votare alle prossime comunali ???
Voto un sindaco che appartiene ad uno schieramento politico , e mi ritrovo dopo 2 anni il sindaco che a portato baracca e burattini nel cortile di un’altro schieramento politico.
La serietà, questo sconosciuto tra i nuovi attori politici .
Tutti figli del LISTINO BLOCCATO, amato da tutto l’arco costituzionale.
Segretari di partiti che si ergono ad IMPERATORI , che decidono, vita e morte politica ,dei sudditi iscritti al partito .
Naturalmente le generose donazioni al partito fanno la differenza.
Buona vita a Modica !!
Leggo inesattezze, Simona Celi si era candidata al seguito di Maria Monisteri. Le manovre per rallentare il suo ingresso in consiglio comunale sono pietose.
Aggiungerei che doveva diventare assessore alla cultura.
Comunque, meglio per la Monisteri dimettersi, non è possibile essere Sindaci per tutte le stagioni.
Minestre rancide e riscaldate.
@ Peppe l’unico che doveva diventare assessore alla cultura sei tu Peppe.
La Monisteri è stata votata dal cittadini, quindi risparmiati le tue pietose lamentele.
AmoModica prima tesse le lodi dell’amministrazione e adesso ne parla negativamente! Lei soffre di bipolarismo! Si faccia aiutare da qualcuno molto bravo, guardi che rischia il TSO
La Monisteri verrà sfiduciata 😂 Macco
Io mi chiedo a quali categorie morali appartiene il criticare la politica e chi la fa, ricorrendo all’anonimato, specie quando tale anonimato sembra più orientato all’insulto che a proporre dibattito o idee
Condivido la posizione del sig. Carmelo Modica riguardo all’uso dell’anonimato per insultare e denigrare chi propone scelte politiche. Vorrei però sottolineare che una cosa è la persona, altra cosa sono le idee. È moralmente inaccettabile attaccare la persona pubblica in quanto tale; la critica, invece, per quanto acuta o pertinente, è tutt’altra cosa, anzi, è il sale della politica, perché aiuta a comprendere meglio le idee stesse.
Concordo pienamente che sia scorretto criticare un assessore per il suo aspetto, le sue stravaganze o fatti personali irrilevanti per la collettività. Ma criticarne le idee e le proposte è, a mio avviso, un esercizio di democrazia: contribuisce a chiarire i fatti, ed è proprio dei fatti che il “popolo” ha bisogno per non essere, come si dice, “bue”.
C’è anche una ragione precisa dietro l’uso di nickname fantasiosi: evitare che le proprie idee, quando non condivise da chi detiene il potere, possano essere contrastate con mezzi diretti. Non dimentichiamo che vi fu un’epoca in cui le opinioni sgradite venivano “corrette” a bastonate e olio di ricino: non esistevano i media, e i dissensi si risolvevano nelle piazze. Chi invece firma con nome e cognome (ammesso e non concesso che corrispondano al vero) lo fa spesso per ragioni opposte: mettersi in mostra per ingraziarsi qualche potente di turno, o farsi notare in vista di competizioni elettorali.
Valutando le diverse possibilità, sig. Modica, ritengo che la situazione attuale sia la migliore possibile: frutto di un sistema democratico certamente imperfetto e migliorabile, ma ad oggi pienamente opportuno.
Ognuno è libero di firmarsi con nome e cognome o con un nickname; ciò che resta inaccettabile è l’insulto e la denigrazione. In questi casi, spetta alla magistratura intervenire e, se necessario, condannare.
Quando non si riesce ad essere argomentativi per taluni l’insulto è conclusivo di un giudizio ,di cose o persone.. Tuttavia ia cosa peggiore è la cattiva amministrazione della cosa pubblica, perché offende veramente la Città e i cittadini.
Mustafa
Come ho detto altre volte ,,io mi schiero sempre per chi fa ,anche se poco , anche se non perfetto.
Ecco perché sono sempre per chi amministra, perché fa.
Chi critica non fa niente e vuole sminuire quelli che fanno qualcosa .
Però, non sono disposto ad accettare tutto ,
Le mosse della sindaca non mi sono piaciute , non sono state leali nei confronti di Drago e Antoci , li ha sacrificati sull’altare del partito , li ha offerti in sacrificio agli Dei del momento.
Tutto ciò non ha la mia stima ,
Quindi esprimo la mia contrarietà,
Mustafa solo gli imbecilli non cambiano idea.
Naturalmente sarò sempre a destra ad applaudire chi fa bene .
Bravo Amo Modica, non guardi solo le mosse, ma anche i fatti… e di fatti come lei può ben vedere, non ce ne sono.
L’anonimato in rete non esiste.
Modica e lo specchio dell’Italia, con persone non votate dal popolo che stanno lì ad amministrare.
Il voto non conta assolutamente nulla.
Non sono i cittadini a decidere. E quelli eletti devono ubbidire a Bruxelles e a Washington, altrimenti spread alle stelle e tutti a casa.
Solo i somari non l’hanno ancora capito.
Ma essere somari oggigiorno è un pregio, più sei somaro e più diventi qualcuno.
Piero, ci sono commentatori che non accettando opinioni diverse li vedi pronti ad invitarti per chiarire in un bar, una evidente minaccia, per questo è naturale non mettere nomi.
Questa gente la trovi schierata dalla parte di chi pensa sia giusto uccidere alle spalle presunti delinquenti, arrogandosi il diritto di farsi giustizia sommaria senza denunce e senza processo.
Si figuri che serenità si potrebbe avere a rendere pubblica la propria identità in una società come la nostra.
La magistratura ha invece tutto il diritto di perseguire chi è solito insultare, naturalmente. È un principio cardine del diritto, ma chi non vuole esprimere le proprie idee o non condivide le idee altrui, può benissimo astenersi, secondo me.
X Marco, chiunque si ritiene minacciato vada a denunciare, seguendo da tempo questo blog ho visto che sono i suoi amici a deridere e insultare, quando poi gli rispondono con la stessa moneta gli urta. Anzi, ti urta.
Marco c’è la legge.
Sul fatto del gioielliere, ha fatto benissimo a ucciderli. Tu evidentemente anche se puntano una pistola alla testa a moglie e figlia da perfetto codardo lasci fare.
Hai cambiato nome, ma sei il solito.
Purtroppo a sinistra state dalla parte dei delinquenti.
Per quanto riguarda l’anonimato si rassegni, perché in rete come ha scritto qualcuno l’anonimato non esiste. Purtroppo l’ignoranza sta con voi.
Non solo deridere e insultare se non la pensi come loro, ma ti danno pure del fascista.
Atteggiamento tipico di quelli di sinistra.
E si ritengono insultati loro. Che pena
Come ho già scritto. Queste sono le reazioni. Ognuno può rendersi conto.
E poi accusano sempre me di tutto quello che non va in questi commenti, lo potete vedere chi è che minaccia.
A chistu tiatru!
Comunque Ettore C iv è veramente un duro, lo adoro, non replica nessuno dopo le sue parole.
A chistu tiatru!