
MODICA, 02 Agosto 2026 – Una cornice partecipata e carica di emozione ha fatto da sfondo, la scorsa sera, nella Chiesa della Madonna della Catena di Modica, all’incontro promosso per ricordare il 40° anniversario della scomparsa del poeta Salvatore Puma. Una serata che non si è limitata a un semplice esercizio di memoria, ma si è trasformata in un vero e proprio atto di restituzione culturale e collettiva.
Ad aprire i momenti rievocativi è stato il figlio Giuseppe Puma, poeta residente a Milano, che ha tracciato con delicatezza alcuni momenti significativi della vita del padre. Nel suo saluto istituzionale, la sindaca di Modica, Maria Monisteri, ha voluto evidenziare i tratti distintivi di una figura profondamente radicata nel tessuto cittadino, ricordando quanto Salvatore Puma fosse stimato, apprezzato e amato nel quartiere Vignazza per le sue non comuni doti umane e sociali. Un legame di vicinanza e autenticità confermato anche dall’intervento di Francesco Galazzo, rappresentante del Quartiere, che ne ha delineato le caratteristiche attraverso ricordi ed esperienze personali.
Il cuore dell’approfondimento critico è stato offerto dalla presentazione del volume “Paesaggi dell’anima nella poesia di Salvatore Puma” (Alba Libri Editore). Nel corso dell’intervento dedicato all’opera, sono stati condivisi con il pubblico gli aspetti chiave di un lavoro pensato per accostarsi alla produzione poetica di Puma. Un percorso che si snoda in un dialogo fitto in cui Modica – con la sua pietra, i suoi silenzi, i suoi declivi e la sua luce mediterranea – non si riduce a un semplice sfondo folcloristico o geografico, ma diventa paesaggio naturale che si transustanzia in un vero e proprio “paesaggio dell’anima”.
“L’introspezione, la memoria e l’attaccamento alla terra modicana – dice lo scrittore Domenico Pisana, intervenuto all’evento /-costituiscono il filtro critico ed emotivo attraverso cui il poeta indaga gli affetti, il senso dell’esistenza, la nostalgia e il mistero del tempo. Il tutto sorretto da una scrittura essenziale, capace di toccare le corde più intime con pudore e una profonda veridicità sentimentale”.
A dare voce e corpo alla poetica di Puma è stato l’attore Daniele Cannata, le cui letture coinvolgenti e appassionate hanno permesso ai presenti di riaprire e accendere i ricordi. Un momento culminante che ha restituito al pubblico la misura, la grazia e la profondità dell’anima di un autore che ha saputo, con rara maestria, far cantare la pietra e il silenzio.


