
SCICLI, 21 Luglio 2026 – In un istituto della provincia di Ragusa sono state richieste tre proroghe di contratto fino al 31 agosto per operatori agrari. Ne sono state autorizzate solo due. In uno dei casi, tuttavia, la lavoratrice interessata, pur avendo accettato la proroga, è rimasta assente, rendendo necessario procedere tempestivamente alla sua sostituzione.
Da quel momento, però, la scuola non ha più potuto procedere alla nomina del supplente: il sistema informatico, infatti, non consente di effettuare la sostituzione.
In data 15 luglio – dopo ben quindici giorni di blocco – l’istituzione scolastica ha trasmesso la richiesta formale di autorizzazione all’Ambito Territoriale di Ragusa. A oggi, nonostante il tempo trascorso, non è ancora pervenuto alcun riscontro e il posto continua a rimanere scoperto.
“Si tratta di una situazione che desta forte preoccupazione – spiega il Coordinatore Provinciale della GILDA, Carmelo Garofalo – soprattutto perché riguarda la figura di un operatore agrario. Le attività dell’azienda annessa all’istituto non possono essere sospese o rinviate: le colture richiedono interventi quotidiani, il rispetto dei tempi agronomici è essenziale ed il mancato svolgimento delle attività rischia di compromettere il lavoro programmato e i risultati dell’intera stagione produttiva. Tutto ciò comporta inevitabili e pesanti ripercussioni anche sulle attività didattiche e laboratoriali degli studenti2.
È difficile comprendere come, in un contesto in cui si parla costantemente di semplificazione amministrativa, digitalizzazione ed efficienza della Pubblica Amministrazione, una scuola autonoma non possa sostituire tempestivamente un lavoratore assente pur in presenza di un’esigenza concreta e documentata.
“Quando una procedura amministrativa impedisce perfino la nomina di un supplente, il problema non riguarda soltanto la burocrazia: riguarda l’efficienza del servizio pubblico e la credibilità delle istituzioni. Come organizzazione sindacale chiediamo che la scuola venga autorizzata con la massima urgenza e che siano profondamente riviste quelle procedure che, invece di agevolare il lavoro quotidiano delle istituzioni scolastiche, finiscono per rallentarlo e ostacolarne il regolare funzionamento. Le scuole devono essere messe nelle condizioni di garantire la continuità del servizio e di tutelare il patrimonio pubblico loro affidato”.


