Pozzallo e l’emergenza sbarchi, il sindaco Ammatuna accusa: “Lasciati soli dalla Regione”

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POZZALLO, 10 Luglio 2026 – Il Mediterraneo non si ferma e Pozzallo, ancora una volta, risponde presente. Nel corso della scorsa notte, a circa 60 miglia dalla costa iblea, la motovedetta della Capitaneria di Porto ha intercettato e soccorso 46 migranti, originari di Bangladesh ed Egitto. Le operazioni di primo soccorso si sono concluse con il trasferimento delle persone presso l’Hotspot portuale per le procedure di rito.

Un episodio di routine operativa che si trasforma però, nelle parole del sindaco Roberto Ammatuna, in un duro atto d’accusa verso le istituzioni regionali e nazionali, ree – a suo dire – di aver abbandonato il territorio a se stesso nella gestione di un fenomeno complesso.

Il primo cittadino ha voluto richiamare il valore universale dell’accoglienza, evocando la storica visita di Papa Francesco a Lampedusa, un momento di grande impatto morale che, secondo Ammatuna, oggi stride profondamente con la realtà politica attuale. Il sindaco ha puntato il dito contro gli effetti del “decreto Piantedosi”, citando il recente fermo amministrativo e la sanzione di 10.000 euro inflitta alla nave ONG Trotamar, “colpevole – sottolinea il sindaco – di aver salvato 25 vite umane”.

Al centro delle critiche di Ammatuna vi è anche la gestione normativa delle competenze. La nuova regolamentazione europea in materia di asilo prevede che i Comuni sede di sbarco debbano farsi carico, con proprio personale, dell’assistenza e della tutela dei minori non accompagnati durante la delicata fase dello screening.

“Una norma di grande civiltà, ma che scarica un peso enorme sugli enti locali”, tuona Ammatuna, ricordando che, ancora questa mattina, il Comune di Pozzallo ha dovuto mobilitare i propri assistenti sociali a proprie spese per presidiare l’Hotspot, supplendo a carenze strutturali che non dovrebbero gravare sulle casse comunali.

La polemica si sposta poi sul piano regionale. Il sindaco denuncia una distribuzione dei finanziamenti ai comuni di frontiera definita “senza criterio”. Nonostante Pozzallo rappresenti il secondo avamposto della Sicilia dopo Lampedusa, l’amministrazione lamenta una gestione delle risorse opaca e sbilanciata.

Particolarmente diretto l’attacco al governatore Renato Schifani: “Fino a ieri è stato a pochi chilometri da Pozzallo, ma non ha mai sentito il bisogno di visitare i due Hotspot del territorio che svolgono un’importante funzione umanitaria”.

L’intervento di Ammatuna si chiude con toni severi: “Purtroppo, ancora una volta, su un tema così delicato e importante, non si può non prendere atto che si è di fronte ai soliti sepolcri imbiancati e al trionfo dell’ipocrisia”. Una ferita aperta, quella del rapporto tra enti locali e governo regionale, che la cronaca degli sbarchi rende ogni giorno più profonda.

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