Pozzallo. Dopo Pennavaria, anche Mussolini fra i figli “illustri” della cittadina marittima

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POZZALLO, 07 Luglio 2026 –

Non solo Pennavaria. A quanto pare, al marchese e gerarca fascista Corrado Tedeschi piaceva molto conferire cittadinanze onorarie a personaggi politici a lui vicini. E se in questi giorni si fa un gran parlare in città del riconoscimento conferito nel 1926 a Filippo Pennavaria, ecco spuntare, sempre dai registri storici dell’albo pretorio conservati presso la biblioteca comunale, un altro e senza dubbio più illustre conferimento, emerso dal tomo dell’anno 1924.

La delibera 82 del 17 maggio 1924, difatti, non lascia spazio a molti dubbi: cittadinanza onoraria nientepopodimeno che a Benito Mussolini. Da oltre un secolo, dunque, la città di Pozzallo si “fregia” di avere fra i suoi figli più illustri il Duce, il cui cadavere finì poi esposto a piazzale Loreto, a Milano.

Non pensiate, però, che il capo del fascismo sia stato insignito per meriti propri o perché abbia portato quattrini per edificare un palazzo. Tutt’altro: dall’albo pretorio esce una motivazione che definire ridicola, ai giorni nostri, appare quasi scontata. Il Duce, infatti, fu omaggiato del titolo “in occasione del suo passaggio dalla stazione ferroviaria di Pozzallo”, come si legge nel libro comunale. Un saluto veloce a coloro che lo aspettavano in banchina e via, verso nuove destinazioni.

Queste le date: Mussolini approdò in Sicilia, a Palermo, il 6 maggio 1924 per una visita ufficiale di quindici giorni, anche se rientrò a Roma già il 12 maggio. Il successivo 17 maggio, il marchese Corrado Tedeschi formalizzò il riconoscimento. Con molta probabilità, il giorno esatto in cui Mussolini transitò da Pozzallo fu il 9 maggio. Il Duce sarebbe poi tornato una seconda volta nella città marittima il 14 agosto del 1937, per inaugurare la Colonia Marina allo Scaro.

Un “gradino” più giù, tra le carte d’archivio, si scorge un altro personaggio politico dell’epoca, anche lui investito da cotanta onorificenza voluta dal marchese Tedeschi. All’onorevole Ruggero Romano, con delibera 172 del 24 dicembre 1926, fu concessa la cittadinanza “per il rapido espletamento delle molteplici pratiche di vitale interesse per questo comune”.

Mussolini, Pennavaria e Romano: una triade che, ancora oggi, figura nei libri di storia pozzallese. Quelle decorazioni legittimarono il potere del Duce attraverso il culto dello squadrismo. Il fascismo saldò il fango della terra redenta al manganello della rivoluzione nera, imponendo una spaccatura violenta e definitiva. Chi non si piegò all’icona del Duce squadrista venne cancellato dalla storia patria. Appare quindi singolare che, ad oggi, ci siano ancora studiosi e giornalisti iblei che tendono a spostare l’attenzione su edifici e palazzi costruiti a Pozzallo, quasi a voler giustificare lo squadrismo di quei tempi.

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