
01 Luglio 2026 – La Cgil lancia l’allarme spopolamento in Sicilia. 96mila giovani in meno dal 2019 al 2026. Ragusa registra il calo più contenuto.
Quasi 100mila giovani hanno lasciato la Sicilia in 7 anni. Tra il 2019 e il 2026 l’isola ha perso 96.328 residenti tra i 18 e i 35 anni, pari al 9,6% dell’intera popolazione giovanile. È quanto emerge dal Report Cgil Sicilia elaborato sui dati Istat.
La popolazione under 35 è passata da 1.036.709 a 939.880 unità. Secondo la Cgil, l’“emorragia” è guidata dalla mancanza di opportunità e dal “lavoro povero”: contratti precari, discontinui e con salari inadeguati rispetto al costo della vita. Per chi se ne va, le mete sono soprattutto fuori dall’isola: circa il 70% sceglie il Centro-Nord Italia, mentre il 30% punta direttamente all’estero.
Il fenomeno interessa tutto il territorio regionale, ma con intensità diverse. La perdita percentuale più alta si registra a Enna con -14,32% pari a 4.694 giovani in meno. Seguono Caltanissetta -12,29% con 6.571 unità, Messina -11,84% con 13.685 giovani e Agrigento -11,80% con 10.063 giovani.
Palermo, pur con un calo percentuale del -10,61%, resta la provincia che contribuisce di più al dato regionale: 26.416 under 35 andati via, oltre un quarto di tutte le partenze siciliane.
Nel dettaglio delle altre province: Trapani -10,23% con 8.210 giovani, Catania -9,54% con 21.179 persone, Siracusa -9,55% con 7.160 unità. La provincia di Ragusa registra il calo più contenuto: -6,97%, pari a 4.145 unità. L’analisi Cgil evidenzia anche un altro dato: cresce lievemente il numero di giovani stranieri presenti in Sicilia. Un flusso che però non è sufficiente a compensare la perdita demografica complessiva e non riesce a invertire la tendenza allo spopolamento. Un quadro che rilancia il nodo del futuro dell’isola: lo lo senza lavoro stabile e prospettive, la Sicilia continua a perdere la parte più giovane della sua popolazione.


