Bene Comune e… Condiviso! L’apoteosi di Scenari 2026 illumina Modica

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MODICA, 28 Giugno 2026 – La cultura non è solo un patrimonio da custodire, ma un’esperienza da vivere insieme. Con questo spirito si è aperta la stagione degli incontri di Scenari 2026, il festival dei libri, degli autori e delle idee che a Modica ha inaugurato il suo quinto cammino sotto la sapiente direzione artistica di Piera Ficili. Un debutto straordinario che ha trasformato la città in un palcoscenico di condivisione, accogliendo migliaia di persone in un fine settimana denso di emozioni, parole e riflessioni.

Miglior battesimo per l’edizione 2026 non poteva esserci. Il festival è partito con uno dei nomi più nobili della letteratura mondiale: Emmanuel Carrère. Lo scrittore francese è rimasto letteralmente travolto dalla bellezza monumentale di Modica e della scalinata di San Giorgio, tanto da regalare alla città due definizioni che rimarranno scolpite nella storia della manifestazione:

“Mai fatta una presentazione in un posto così bello.”
“È un’apoteosi.”

Accompagnato dallo scrittore trapanese Girolamo Grammatico e supportato dalla traduzione di Sonia Folin (alternata a un eccellente italiano sfoggiato dall’autore), Carrère ha presentato il suo ultimo lavoro, Kolkhoz (Adelphi). Davanti a una platea attenta e partecipe di oltre 2.000 persone, l’autore ha ripercorso la storia della sua famiglia tra la Georgia e la Francia, aprendo finestre di riflessione profonda sull’umanità di oggi e di domani.

La direttrice artistica Piera Ficili ha espresso tutto il suo entusiasmo: “Incontrare Carrère, ascoltarlo mentre parlava del suo libro, viverne l’entusiasmo che ha mostrato per la nostra città e farlo assieme alle centinaia di persone che sono venute ad incontrarlo, è stato davvero bello e gratificante”.

Solo ventiquattr’ore dopo, venerdì 26 giugno, Modica ha abbracciato il talento cristallino di Valeria Bruni Tedeschi. Donna di intelligenza sopraffina e immenso fascino, l’attrice e regista italo-francese si è raccontata a cuore aperto nel corso di un’intensa conversazione con Marianna Triberio.

Nonostante la forte pioggia del pomeriggio, centinaia di spettatori hanno comunque sfidato il meteo pur di occupare la scalinata di San Pietro. Spaziando dal cinema d’autore alla sua storia personale, fino ai temi caldi dell’attualità, la Bruni Tedeschi ha saputo creare una spontanea empatia con il pubblico, svelando lati inediti e intimi della sua vita artistica e privata.

Se si parla di impatto emotivo, il sabato sera ha registrato un’altra vera e propria apoteosi. La scalinata di San Pietro si è riempita in ogni ordine di posto per accogliere Sigfrido Ranucci e il suo Diario di un Trapezista. Salutato sul palco da Enzo Scarso, il conduttore di Report è stato accolto da applausi a scena aperta, testimonianza del profondo affetto della gente per il suo giornalismo d’inchiesta d’avanguardia.

Per oltre due ore, il pubblico ha potuto fruire gratuitamente di un racconto potente: uno spaccato buio del Paese fatto di storie oscure, complesse e verità scomode per le quali il giornalista ha sempre messo la faccia in prima persona. Ranucci ha anche dedicato parole di grande stima a Modica, città in cui è tornato dopo due anni, prima di concedersi al rito del firmacopie per il suo recentissimo volume Il ritorno della casta (Bompiani).

Il ricchissimo fine settimana si è concluso all’insegna delle contaminazioni con il primo appuntamento di ScenaRiad, ospitato nell’atrio di Palazzo San Domenico.

Nato dalla collaborazione tra l’associazione Riad e la direzione di Piera Ficili, il post-festival ha offerto una “notte di groove e di visioni mediterranee” grazie al djset dei Granita di Fichi. Un momento di aggregazione simbiotica che ha unito giovani e meno giovani sotto le sonorità ispirate ai due vulcani più iconici d’Europa, l’Etna e il Vesuvio, siglando l’unione perfetta tra Modica e il suo festival.

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