Una processione solitaria: se anche l’identità di Modica perde il suo cuore. Pubblichiamo

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MODICA, 30 Giugno 2026 – Ci sono sere in cui la bellezza barocca della nostra città, anziché farsi cornice di festa e devozione, diventa lo specchio di una sconfortante solitudine. È quello che è accaduto ieri sera, 29 giugno, durante la processione di San Pietro, Co-Patrono di Modica insieme a San Giorgio. Da cittadina che ama visceralmente questa terra, sono tornata a casa con un profondo senso di amarezza e smarrimento.
Per chi è cresciuto tra queste strade, la festa patronale è sempre stata sinonimo di comunità, di passi condivisi, di un’identità che si rinnova. Ieri, invece, lo scenario era a dir poco desolante: dietro il simulacro del Santo c’era pochissima gente. Un vuoto di fedeli e cittadini che faceva eco tra i vicoli, un silenzio che pesava più di qualsiasi rumore.
Ma l’aspetto forse più doloroso è stato lo spettacolo offerto dalle istituzioni. Le autorità civili e militari presenti sembravano lì per mera rappresentanza: figure distanti, geometricamente schierate per adempiere a un protocollo d’ufficio piuttosto che per partecipare attivamente al sentimento della città. Una presenza formale, fredda, priva di quel calore e di quella vicinanza che un momento del genere richiederebbe.
Ieri sera non è andata in scena solo la processione di San Pietro; è andata in scena la fotografia di una comunità che rischia di perdere la propria identità, distratta da altro o, forse, semplicemente rassegnata.
Modica merita di più. Merita autorità che partecipino con il cuore e cittadini che tornino a riempire le strade, per non lasciare che i nostri Santi e la nostra storia camminino da soli. E se vogliamo analizzare anche l’aspetto folkloristico si può rilevare la grande delusione delle bancarelle. Anche la Fiera di San Pietro è lontana anni luce da quella che fino a qualche decennio fa era una delle attrazioni del Giugno modicano.

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10 commenti su “Una processione solitaria: se anche l’identità di Modica perde il suo cuore. Pubblichiamo”

  1. Le autorità vanno appresso alla processione , la sindaca è presente ad ogni processione , i modicani no , non ne sentono il bisogno, i parrocchiani quattro gatti non fanno la differenza,
    Questo volta sua eccellenza non avrà niente da dire ai portatori , anche loro quattro gatti stanchi
    San Pietro il più grande fra gli apostoli ,il più forte ,il più devoto ,il più vero cristiano , non abita nel cuore dei modicani ,
    La chiesa continua ad autocelebrarsi anche se le chiese sono vuote ,
    Il popolo per adesso ha da mangiare ,ha un tetto ,ha un mezzo di locomozione, è apposto ,non serve un santo ,non serve un Dio , eppure ogni famiglia ha peni ranni, detto a muricana , ma non si cerca Dio o San Pietro , anzi si bestemmiano , non ci sono ,non si cercano ,ma si bestemmiano
    Le bancarelle stanno facendo la fine dei mercati rionali , solo marocchini con le stesse cose, ma di cosa dovrebbero vivere gli ambulanti se la gente non compra piu niente ,
    Tutti al LDL a fare la fila alla cassa automatica.
    Perché quello è progresso , neanche una cassiera che ti chiede vuole borsa ?

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  2. Amo Modica, questo è il frutto vostra destra, Modica e l’Italia tutta è in recessione proprio perché la vostra destra ha cancellato il progresso.
    Modica è a destra, la Sicilia è a destra, l’Italia tutta è a destra e questi sono i risultati.
    Ah, mi raccumannu, vota a Vannacci e viri chi manci 🤣, sempri se manci…

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  3. @ ciccio fatti curare da uno bravo.
    Ogni occasione è buona per ripetere la stessa minestra, campagna elettorale alla tua stupida sinistra.
    Senza folklore le feste muoiono.
    San Giorgio va avanti grazie al folklore che non ha nulla di religioso come di preghiera.
    Sempre i soliti.
    Hai dei grossi problemi.
    Puoi fare tutta la propaganda che vuoi, sarete suonati sempre.
    A Ispica cappotto.
    Adesso governate Agrigento, ma non farete nulla di buono, la affosserete totalmente.
    Vannacci è uno come tanti, messo a governare eseguirà gli ordini dei pazzi da manicomio burocrati di Bruxelles.
    Rassegnati, oppure vai via.
    Ci sono tante altre città adatte a te

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  4. leprenellaluna

    Transitando in auto lungo un tratto del corso Umberto I, qualche giorno fa, mi è capitato di volgere in alto lo sguardo e ho notato drappi sacri rossi che ornavano i balconi delle più rappresentative abitazioni barocche nei pressi del duomo di San Pietro. Pochi drappi, in verità, in pochi balconi. Il simbolo petrino che li decora, due grandi chiavi incrociate sotto la tiara papale, richiamava alla mente l’idea del potere, certamente diverso dal potere della fede che ha ispirato la scelta del primato sugli altri apostoli. Perché a parte il termine, si sa, potere spirituale e potere temporale non hanno niente in comune; di più, sono inversamente proporzionali. Bando alla premessa, mi pare che la partecipazione popolare alla festa di San Pietro sia sempre stata contenuta, nel numero e nel fervore. Quelle degli altri due co-patroni di Modica: San Giorgio e Santa Maria delle Grazie, sono da sempre più partecipate. Fervorosa e a tratti folcloristica, la prima; numerosa e silente, la seconda. A far la differenza è l’intensità del coinvolgimento, la forza del sentire la partecipazione con gioia, interiore prima che esteriore. E, in tutta sincerità, nulla togliendo alla profondità del sentimento di tutti i fedeli senza distinzione alcuna, non è spontaneamente immaginabile, in particolar modo a Modica, un tenore spiccatamente festoso tra i devoti di San Pietro, “moderati” rispetto ai sostenitori del Santo cavaliere e a chi nutre devozione mariana. Fortunatamente per chi crede, la fede non si misura dall’apparenza e dai numeri che oggi più di ieri decretano il successo di ogni attività individuale e collettiva. Il numero delle presenze, dei like, dei follower, delle vendite, le percentuali in tutti i campi, a cominciare da quello radio-televisivo. Per non dire, nella triste attualità, dei numeri dei potenti, espressi in testate nucleari, droni, missili, navi, carri armati, aerei, territori conquistati, soldati e via massacrando. Rientrando nell’argomento, va da sé che i rappresentanti delle istituzioni partecipano al corteo religioso nell’atteggiamento più consono al ruolo, non è una novità e non potrebbe essere altrimenti. Una nota aggiuntiva: qualche rappresentante politico indirizza strategicamente lo sguardo alternando atteggiamento e attenzione verso il simulacro e verso le ali di folla ai lati del corteo, dispensando in questa fase dell’alternanza saluti sorridenti a campione. È comprensibile che anche i più o meno numerosi partecipanti vivono il momento pubblico (di preghiera?) itinerante con difficile raccoglimento. Dispiace, poi, che “l’andare in scena” presente due volte nell’articolo fotografi senza filtri o trucchi la sostanza impropria di uno “spettacolo” che nulla ha a che vedere con la fede. Infine, lo stile e l’eleganza del salotto buono della Città hanno gradualmente imposto la collocazione periferica delle bancarelle, che lungo l’arteria principale lasciavano rifiuti e disordine, sottraendo, forse, potenziali consumatori alle locali attività commerciali e, di sicuro, vitalità al centro storico, non a caso oggetto di un fiacco dibattito attuale. I colori, gli odori, i suoni e la vivacità dell’evento si sono via via ridimensionati, così come i programmi del “Giugno modicano” che, a parte una lodevole iniziativa privata di carattere culturale, è da qualche anno il grande assente. Se per ragioni congiunturali o antropologiche non saprei. Penso che si perda parte di sé quando non si crede abbastanza in quel che si è. Vale per l’individuo come per una comunità.

  5. No saro! Qui non e questione della Boldrini! Qui manca il reverendo Fidone , i portatori non che l associazione di san Giorgio e per ultimo gnaziu! Perciò san pietru benefici non ne porta sia a livello politico che a livello monetario ! E poi non dite che non e vero che la festa di giuoggiu non e solo che business e basta ! E stata questa la prova evidentemente della zappa in mezzo hai piedi! Niente sponsor niente finanziamento della regione ecc ecc !

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  6. Leggo i commenti e su tutti spicca quello de “Lepre nella luna”.
    Con le sue riflessioni si potrà essere d’accordo o meno, ma non si può dire che non siano interessanti, offrono, comunque, validi spunti di riflessione.
    Il resto è fanghiglia.
    Del sedicente “Amo Modica, capita che legga qualcosa, ma considerati i pregressi, li ritengo ormai utili per tenermi informato del livello di abberrazione intellettuale nella quale è piombata la cittadinanza sempre se questo la rappresenti.
    Strano ma vero, serve conoscere anche questo aspetto, del caleidoscopio intellettuale cittadino
    Per quanto riguarda il nome poi, dubito del suo presunto “amore” per la città.
    Le città, concentrazione di funzioni politiche, economiche, amministrative e culturali. per definizione abbraccia tutti questi aspetti variegati, ma egli essendo possessore di verità ne mortifica una parte, non rendendole giustizia
    L’amore è altra cosa

  7. A mio modesto parere ,il percorso della processione ,variato,rispetto gli altri anni ha un po’ disorientati i più ,fedeli e non fedeli.un percorso lungo, con il caldo anche di sera ,e rispetto gli anni precedenti che la processione si sviluppava ,all’uscita ,per tutto il corso Umberto fino a s francesco la cava,vedeva la partecipazione delle persone presenti al corso e durante le loro passeggiate ,come consuetudine,si intrecciava con la processione e al passaggio del simulacro si era disposti al lati della strada. Con il nuovo percorso i fedeli e non sono rimasti al corso e non hanno seguito il simulacro che ha visto un percorso che li allontanasse dal principale piacere ,della passeggiata al corso.Gia l’uscita si protrae poi si percorre la via lontane dal corso, viene meno l’interesse per la processione. Si valuti al contrario la presenza con i santoni che si snoda il percorso al corso, quanta partecipazione….ovviamente vi è diversità tra la processione di s Giorgio che vede protagonisti lo spirito un po’ accelerato rispetto alla festa del s Pietro,uno spirito più contenuto, e stato sempre così…..

  8. ..la verità è che ormai le persone/fedeli hanno capito che si è perso il vero senso della festa ovvero quello religioso. Si sono resi conto che oramai si è tutto trasformato in una baracconata laica ( s. Giorgio) fatta di sponsorizzazioni politiche ed economiche, di dimostrazione di forza di associazioni, di sudditanza dei parroci e di spettacolari costosissimi fuochi d’artificio. A niente è valsa la presa di posizione del vescovo e andrà sempre peggio. Ps sono un laico convinto..

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  9. @Obiettivo
    La verità è che Modica sembra essere tornata indietro di decenni, e la cosa più preoccupante è che molti non solo non se ne accorgono, ma ne sono persino soddisfatti.
    Mentre il mondo corre verso l’intelligenza artificiale, l’innovazione tecnologica e le grandi sfide ambientali, qui sembra di assistere a un ritorno agli anni Cinquanta. Anche sul piano delle tradizioni religiose, invece di promuovere una fede più matura e una spiritualità capace di unire la comunità, si continua ad alimentare inutili contrapposizioni tra patroni. Addirittura ci vantiamo di avere tre patroni: ma davvero questo dovrebbe essere motivo di orgoglio?
    Assistiamo a polemiche tra portatori e autorità ecclesiastiche, a folle che si accodano ai santi nella speranza che possano risolvere magicamente i problemi quotidiani, mentre la politica rinuncia sempre più alla propria autonomia.
    Sindaci con la fascia tricolore che seguono processioni non sono di per sé uno scandalo, ma quando l’impressione è che il consenso elettorale passi attraverso l’ostentazione della devozione, allora il confine tra rispetto delle tradizioni e ricerca del voto diventa molto sottile.
    E poi arriva la ciliegina sulla torta: giganteschi pupazzi di cartapesta elevati a simbolo dell’identità cittadina, con la stessa Sindaca che non disdegna di proporsi come portatrice. Legittimo, certo, ma è lecito domandarsi se questa sia davvero l’immagine di modernità che vogliamo dare della nostra città.
    Questo sarebbe il “nuovo” che avanza? Nel pieno dell’era dell’intelligenza artificiale, dell’innovazione, della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente, Modica sembra preferire rifugiarsi nella nostalgia del passato, rinunciando a interrogarsi seriamente sul proprio futuro.

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