
09 Luglio 2026 – Io non so se si debba cancellare la cittadinanza onoraria allo squadrista Pennavaria, non è questo che mi allarma della nota del professor Barone ma il suo modo di ragionare. Dice che la revoca è inutile e dannosa ma non dice perché. Dice che la storia non si destoricizza, non se cancella… (non si può) ripulire il passato con la morale della contemporaneità. Ma è esattamente quello che fa il ministro Tajani quando parla del diritto internazionale “che funziona fino a un certo punto”. Non è questo ripulire il passato con la morale contemporanea? La sua morale contemporanea, certo. La nota dice che si apre così un dibattito profondo sulla ragioni dell’antifascismo e l’approccio scientifico. Quale approccio scientifico? E pura ideologia! Il professor Barone (che conosco e rispetto) dice che la sua posizione nasce da decenni di richieste d’archivio e pubblicazioni. Ancora una volta, la fallacia della neutralità (è un ossimoro) poiché ogni osservatore filtra l’informazione attraverso la sua lente culturale e morale. Il professore dice che sono battaglie puramente simboliche e ha ragione. Il nazionalsocialismo e il fascismo sono pieni di simbologia e questo non dovrebbe esaltarsi. Un tipo violento come Pennavaria non dovrebbe essere ricordato come cittadino illustre, no? Perché è questo che vogliono le persone di ANPPIA, mettere la storia al suo posto, non annullarla. E ora arriva la parte più divertente. Sine ira ac studio (senza parzialità ideologica) È una citazione di Tacito, in Gli Annali, ma si sa già che molti storici oggi vedono Tacito con marcate inclinazioni repubblicane, come il professor Barone sicuramente già sa. Tuttavia suggerisce alla Sinistra di occuparsi della sfida completa del presente. In cosa siamo rimasti professore? Sine ira ac studio o consigliare alla Sinistra? E ora arriva quello che mi allarma. La nota dice che la cittadinanza onoraria è solo un atto amministrativo. Bene, Adolf Eichmann a Gerusalemme diceva lo stesso. Che quattromila ebrei su un treno per Auschwitz o quattrocento neri verso Dachau o 77 omosessuali diretti a Treblinka erano solo atti amministrativi e che lui rispettava solo regole (Hannah Arendt, La banalità del male) Non paragono ciò che dice il professor Barone con ciò che faceva Eichmann, Dio non lo permetta! Dico che il modo di ragionare di Barone esige la Sospensione del giudizio morale perché per paragonare l’esaltazione di un degenerato come Pennavaria con un semplice atto amministrativo si esige la Sospensione del giudizio morale. È un’argomentazione indifendibile. Nel museo delle SS a Berlino c’è una precisa relazione sulle attività della polizia segreta nazista. Tutto perfettamente documentato, ma a nessuno verrà in mente di difendere queste cose come atti amministrativi. E infine, mi chiedo, se è solo un atto amministrativo, perché suscita tante passioni? Sicuramente il lettore lo ha già notato.
Caro professore Barone, la storia non è una cosa morta, è lì per discuterla, per interrogarla. Ricordate la frase di Santayana “Coloro che non conoscono la loro storia sono condannati a ripeterla”.
Ogni documento di cultura è un documento di barbarie.
Ruben Ricca
Regista e autore



1 commento su “Pennavaria in Pozzallo (In risposta alla nota del professore Barone). Riceviamo”
La storia non è una realtà morta, né un reperto da confinare negli archivi del passato.
È un patrimonio vivo, da studiare, interrogare e discutere con rigore e onestà intellettuale, certamente.
I fatti che la compongono, tuttavia, rimangono immutabili: SONO ormai cristallizzati nel tempo e non possono essere ALTERATI nel loro significato, né rivestiti di COLORI DIVERSI da quelli che appartengono loro.
Per questo, ogni tentativo di deformarli, riscriverli o minimizzarli, come oggi fanno troppi facinorosi per convenienza ideologica, non cambia la storia: ne rivela soltanto la volontà di manipolarla.