
POZZALLO, 07 Luglio 2026 – Pennavaria, atto secondo. Dopo la nostra intervista di sabato scorso (https://www.radiortm.it/2026/07/04/pozzallo-il-gerarca-fascista-filippo-pennavaria-e-ancora-cittadino-onorario-della-citta-marittima-colombo-annpia-revocare-subito-lonorificenza-ammatuna-provvedero/), il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, passa dalle parole ai fatti. La Civica Assise si appresta, infatti, a ridiscutere i propri simboli civili e lo fa attraverso un percorso di massima trasparenza istituzionale, fortemente voluto dal sindaco della città marittima. Il primo cittadino ha trasmesso ufficialmente al Presidente del Consiglio Comunale, Quintilia Celestri, tutti gli atti relativi alla proposta di revoca della cittadinanza onoraria conferita, nel lontano 1926, al gerarca fascista Filippo Pennavaria. La scelta politica e istituzionale del sindaco non guarda in faccia a nessuno: deve essere la Civica Assise, l’organo sovrano e rappresentativo dell’intera comunità, a esprimersi e a deliberare sulla cancellazione di questa onorificenza.
L’iniziativa parte direttamente da Ammatuna, che ha voluto ribadire con forza la propria totale e convinta adesione alla revoca. Filippo Pennavaria, figura di primo piano del regime nella provincia iblea, viene descritto dal sindaco come uno dei personaggi più controversi e violenti del fascismo siciliano, la cui memoria contrasta apertamente con l’identità civile della città. Tuttavia, la volontà del primo cittadino non si è tradotta in un atto prepotente e solitario, bensì nel rigoroso rispetto delle regole e delle procedure statutarie. È stato lo stesso Ammatuna a pretendere che il dibattito si spostasse nell’aula consiliare, richiamando l’articolo 75 dello Statuto Comunale che assegna proprio al Consiglio la competenza esclusiva in materia di cittadinanza onoraria.
Con questo passaggio formale, la Civica Assise viene investita di una responsabilità morale e civile oltre che politica. L’obiettivo, come sottolineato dallo stesso sindaco, non è una sterile censura del passato, ma un atto di coerenza storica. Pozzallo intende riaffermare con forza i valori democratici e antifascisti che ne costituiscono le fondamenta. “Non si tratta di cancellare la storia – ha dichiarato Roberto Ammatuna – ma di compiere una scelta coerente con i valori sui quali si fonda la nostra comunità. Oggi Pozzallo ha il pieno diritto di interrogarsi e di scegliere quali simboli debbano rappresentarla”.


