
SCICLI, 04 Luglio 2026 – La fine del piano di riequilibrio finanziario del Comune di Scicli, sancita dal provvedimento ufficiale della Corte dei Conti, segna una svolta storica per la comunità locale. Dopo oltre un decennio di severa austerity, l’ente si libera ufficialmente dai pesanti vincoli di spesa che hanno a lungo ingessato l’azione amministrativa, limitato i servizi essenziali e rallentato lo sviluppo del territorio. Tuttavia, l’uscita dal tunnel finanziario ha immediatamente riacceso il dibattito politico sulla paternità di questo storico traguardo.
A intervenire duramente sulla narrazione degli eventi è il circolo locale di Sinistra Italiana Scicli, che rivendica un’operazione di trasparenza contro quella che definisce una ricostruzione parziale dei fatti. Sotto accusa c’è la tendenza ad attribuire il successo esclusivamente all’attuale amministrazione in carica guidata dal sindaco Mario Marino. Secondo la forza politica di opposizione, il risanamento delle casse comunali non è il frutto di un miracolo dell’ultimo minuto, bensì l’esito di un percorso lungo, faticoso e collettivo iniziato ben dodici anni fa.
La storia recente del bilancio comunale viene così riassunta in tre tappe fondamentali, configurandosi come una vera e propria staffetta istituzionale: l’inizio del percorso (2014) con l’avvio delle procedure, con il doloroso ma necessario onere di aprire formalmente il piano di riequilibrio, si deve all’amministrazione allora guidata dal sindaco Franco Susino. Dopo una complessa e delicata gestione commissariale, il piano ha trovato un decisivo impulso politico e tecnico sotto la successiva amministrazione di Enzo Giannone. La giunta Marino ha infine percorso l’ultimo miglio di questo lungo tragitto, portando a compimento le procedure formali e traghettando definitivamente l’ente fuori dal vincolo finanziario.
“Amministrare Scicli in questi anni di austerity è stato drammaticamente difficile per chiunque abbia governato”, commentano i rappresentanti di Sinistra Italiana. “Se oggi Scicli può finalmente tornare a respirare e a programmare il proprio futuro con maggiore libertà di spesa, lo si deve al lavoro e ai sacrifici profusi da diverse stagioni politiche. Riconoscere a ciascuno la propria parte di merito non è solo un atto di correttezza istituzionale, ma un dovere di trasparenza nei confronti dei cittadini.”
Con la chiusura definitiva della stagione del risanamento si apre adesso una pagina del tutto nuova e inedita per il futuro di Scicli. La sfida geopolitica e amministrativa si sposta inevitabilmente sulla capacità di gestione delle ritrovate risorse economiche. L’auspicio sollevato dalle forze politiche è che la nuova disponibilità finanziaria venga orientata verso il bene comune, con investimenti mirati sui servizi sociali, sulla tutela dell’ambiente e sullo sviluppo sostenibile, mantenendo lo stesso rigore morale che ha permesso di salvare i conti del Comune.


