“Io Vivo”: a Modica ecco il significato del murale di Andrea Wild

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Modica, 13 giugno 2026 – Un muro anonimo che si trasforma in un manifesto di dolore, riflessione e speranza. Accade a Modica, dove la parete dello spogliatoio della struttura geodetica è diventata la tela di un’opera che sta facendo discutere, emozionare e riflettere un’intera comunità. Il titolo è tanto breve quanto dirompente: “Io vivo”.
L’autore di questo straordinario pezzo di street art è l’artista modicano Andrea Wild, che ha deciso di affrontare a viso aperto una delle tematiche più intime, complesse e delicate della nostra società: l”aborto e il dramma dei bambini mai nati.
L”opera è caratterizzata da un realismo e da una forza espressiva impressionanti. Il murale mostra una texture che ricorda una parete di pietra spaccata, o forse una pelle segnata dal tempo, da cui emerge – monumentale e drammatico – lo sguardo di una madre.
L’elemento centrale, catturato anche durante la fase di realizzazione da parte dell’artista, è un profondo occhio castano rigato dalle lacrime. Una lacrima densa, quasi palpabile, che scivola sul muro, simbolo di un dolore universale e silenzioso.
L’arte urbana ha questa grande virtù: non aspetta che le persone vadano al museo, ma le investe nella quotidianità. E nel caso di “Io vivo”, l’impatto è stato immediato.
Nel giro di pochissimi giorni, grazie al tam-tam mediatico sui social network, le immagini del murale sono diventate virali. E proprio sul posto, di notte, abbiamo trovato l’artista intento a dare gli ultimi ritocchi alla sua opera. ” Due occhi meravigliosi che esistono veramente ” è l’unico commento che riusciamo a strappare ad Andrea Wild, già autore di diverse opere di street art con le quali colora le notti modicane.
L’installazione promette di rimanere a lungo un punto di riferimento per la cittadinanza, dimostrando ancora una volta come l’arte pubblica possa riqualificare non solo un muro spoglio, ma anche il dibattito sociale di una comunità.

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4 commenti su ““Io Vivo”: a Modica ecco il significato del murale di Andrea Wild”

  1. L’aborto e una ferita che non scompare mai. Una madre, perché tale è, ne soffrirà sempre, si porterà dietro il dolore di un lutto, penserà a suo figlio ogni giorno, il dramma di una scelta apparentemente veloce, momentanea, indolore, lo porterà dietro per sempre.
    E per quanto ci sia chi rivendica questo atto come diritto, che tale non è e non sarà mai, nessuno può negare che in quel momento non si spezza una vita, ma due.
    Una società civile, evoluta, farebbe qualsiasi cosa pur di aiutare una madre a portare a compimento la nascita, economicamente, moralmente, psicologicamente. Ed invece, si ostacola qualsiasi azione nei consultori, si dà addosso ai medici obiettori di coscienza, si fomenta odio contro chi difende la vita, ed in alcuni paesi si inizia anche ad ammazzare un bambino se sano o meno, in pieno stile nazista.
    Oggi, è proprio la giornata a favore della vita.
    E questo artista, merita tutta l’attenzione necessaria, perché con un’opera semplice ma intensa e pregna di significato, che rappresenta milioni di donne abbandonate nel loro dolore, può far riflettere l’uomo, e innescare dei meccanismi che ci riportino alla famiglia, alla vita, ai valori sui quali si fonda realmente una società appunto evoluta e civile.
    Un grande ringraziamento a questo artista, un vero uomo, che spacca il silenzio e mostra la realtà del dolore di madri che vengono ignorate, zittite e rimangono sole e senza aiuto.

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  2. Luca
    Pensi che abolendo la Legge 194 si debellera questa pratica?
    Invece sarà l’opposto.
    Ritorneranno le mammane con pratiche pericolose per le donne e rifioriranno ambulatori dove verrà praticato clandestinamente a prezzi da strozzinaggio
    Dalle tue parole non si può notare un principio ideologico e ottuso e piu la predica è fanatica, più il suo destino sarà tragico perché il fanatismo, porta alla violenza che è sempre autodistruttiva

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  3. Luca, le riporto quanto segue, le chiedo di andare oltre i luoghi comuni ripetuti in televisione, concentrandosi inoltre su quanto ho scritto: una comunità evoluta fa quadro i trono ad una madre che volesse abortire, la aiita in tutti i modi possibili, per salvare una vita e per salvare anche lei stessa dal dolore.

    “L’OPA (Osservatorio Permanente sull’Aborto) ha presentato al Senato il suo Terzo Rapporto sui costi dell’aborto indotto e i suoi effetti sulla salute delle donne: “Tra clandestinità e indifferenza”.

    Sono stati presentati i dati aggiornati sul numero degli aborti in Italia, che, tra il 1978 e il 2022, è di 5.987.323, di cui 64.703 nell’ultimo anno rilevato (2022). Il numero è solo apparentemente in declino perché non tiene conto dell’incremento dei criptoaborti causati dalle pillole postcoitali: oltre 760.000 scatole vendute hanno causato almeno altri 76.000 aborti, secondo una stima molto prudenziale.

    Nel 2022 sono state abortite il 13% delle gravidanze, secondo i calcoli basati su dati ufficiali (erano state il 12,5% nell’anno precedente). Quindi, Il tasso di abortività totale, anch’esso in crescita, nel 2022, è di 206 donne su 1000.

    Dopo 44 anni di applicazione della legge, quindi, ancora oggi l’aborto volontario è un problema sociale rilevante. Anche perché è evidente che, contrariamente a quanto dichiarato nell’articolo 1 della legge 194, è stato e viene usato come ordinario mezzo di controllo delle nascite e non come extrema ratio in casi drammatici.

    Per quanto riguarda gli aborti clandestini, non solo non sono stati eliminati dalla legalizzazione del 1978, ma sono incrementati dall’uso di sostanze off label che provocano l’aborto. Tale pratica è sempre più in voga, soprattutto tra le giovanissime e purtroppo è in qualche modo incentivata dalla propaganda tesa alla promozione planetaria dell’aborto fai-da-te fuori dall’ambiente ospedaliero protetto.

    Considerati questi numeri, il costo cumulato dell’aborto legale in Italia aggiornato fino alla fine del 2022 è di 7 miliardi e 290 milioni di euro e nel 2022 la legge 194 ha comportato un costo complessivo di poco più di 56 milioni di euro,
    in lieve crescita (+1,3%) rispetto all’anno precedente. Se si aggiunge, però, anche il prezzo al dettaglio delle pillole post-coitali si può stimare un costo aggiuntivo per l’anno 2022 pari a quasi 15,7 milioni di euro.

    La quota dei costi per le complicazioni da aborto farmacologico, infatti, cresce nei tre anni passando da 5,5 a 6,4 milioni di Euro, raggiungendo una quota dell’11,4% sul totale.

    Infine, l’OPA ha anche analizzato l’andamento della mortalità femminile in Italia negli anni intorno all’approvazione della legge: dal 1974 al 1983 i dati ufficiali sulla mortalità femminile non segnalano alcuna discontinuità che possa essere considerata collegata all’approvazione della legge 194.

    Non esiste alcuna evidenza statistica che prima del 1978 l’aborto clandestino costituisse un problema di salute pubblica rilevante, risolto negli anni successivi con la legalizzazione. L’assenza di qualsiasi impatto della legalizzazione dell’aborto sulla mortalità femminile è un risultato non diverso da quello osservato anche in altri Paesi. Peraltro i dati mostrano che l’aborto clandestino ha continuato ad essere praticato in Italia anche dopo l’approvazione della legge.

    Non solo, quindi, la legalizzazione dell’aborto volontario ha introdotto un’ingiustizia, perché ha messo nelle mani degli adulti il diritto di vita o di morte su bambini non ancora nati, non ha costituito neppure un valido strumento di contrasto del fenomeno dell’aborto clandestino, né ha diminuito la mortalità materna.”

    Infine, le faccio un importante distinguo.

    Quando si parla di aborti clandestini prima della 194, bisogna specificare dei fatti.

    Negli anni ’70 si stimano (numeri appunto stimati, se erano clandestini chi li contava…?), circa 300 -500 mila l’anno (CNR e studi del periodo).

    E prima del 1968 e della rivoluzione sessuale, della libertinaggine e del femminismo, negli anni 50-60?

    Stimati, 100.000 l’anno, dal ministero della sanità.

    Ecco, cade il mito degli aborti clandestini…

    Col 68, il sesso era libertà personale, si abbassa l’età degli atti sessuali, aumentano le gravidanze indesiderate e di conseguenza gli aborti clandestini.

    Prima il sesso e la procreazione erano uniti come concetti, con il 68 si sono separati.

    Per il mito di cui parla, presumo i 2 3 milioni di aborti clandestini non supportati da alcuna evidenza, dobbiamo ringraziare il femminismo ed i partiti che cavalcavano questa follia.

  4. ” il diritto è alla vita” !!! L’aborto non può essere risolutivo di facili costumi e di incoscienza!Solo nel caso di stupro e di violenza che una donna può subire.Per il resto c’è sempre la consapevolezza di una conseguenza che non giustifica un drastico rimedio.Il dipinto è opera d’arte imponente ! il suo messaggio comunica solo a chi ha maturità e dignità per capire e decifrare ogni tratto..

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