
VITTORIA, 13 Giugno 2026 – Si accende il dibattito politico ed economico a Vittoria. Il gruppo consiliare della Democrazia Cristiana ha lanciato una vera e propria “operazione verità” sulla situazione finanziaria del Comune, chiedendo con fermezza l’istituzione di una Commissione d’inchiesta sui debiti dell’Ente e, in particolare, sulle somme accantonate nel Fondo Contenziosi. Quest’ultimo è lo strumento obbligatorio di bilancio che tutela i Comuni da eventuali risarcimenti legali ma che, di fatto, blocca risorse preziose limitando la capacità di spesa per i servizi cittadini.
Al centro della dura contestazione della DC ci sono le delibere di Giunta n. 17 e n. 71 del 2025. Secondo l’opposizione, per tali provvedimenti sarebbero stati utilizzati criteri non conformi alla normativa vigente per calcolare le somme da accantonare.
“Nel Fondo contenziosi – spiega il capogruppo Marco Greco – risultano attualmente indicate appena 21 cause, per un importo complessivo di circa 3,1 milioni di euro. Tuttavia, dai lavori del Consiglio Comunale è emerso che i procedimenti pendenti sarebbero molti di più, circa 500”.
La tensione tra le parti è aumentata drasticamente durante l’ultima seduta consiliare. La presidente del Consiglio Comunale, Concetta Fiore, insieme a Greco, ha denunciato di aver richiesto formalmente al Segretario Generale l’elenco completo delle cause e dei decreti ingiuntivi fino alla data di approvazione del rendiconto, senza mai ricevere una documentazione esaustiva. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la trasmissione, da parte del Segretario, di un elenco parziale delle sentenze del 2025 – quantificato in oltre 8 milioni di euro – arrivato appena due ore prima dell’inizio della seduta.
Una tempistica che, secondo i centristi, ha aperto una profonda discrepanza nei dati e innescato una querelle interna tra il Segretario Generale e l’Avvocatura comunale, confermando il forte sospetto che il Fondo contenziosi sia ampiamente sottostimato.
A pesare sul bilancio ci sarebbe anche la pesante tegola della sentenza Siciliacque, che da sola comporta un’esposizione di ulteriori 9 milioni di euro. “Il dato complessivo che stiamo faticosamente ricostruendo – avverte la presidente Fiore – porterebbe a un’esposizione potenziale vicina ai 30 milioni di euro. Una cifra enorme che impone trasparenza immediata e verifiche indipendenti”.
Per fare luce sulla reale situazione debitoria, la Democrazia Cristiana chiede l’intervento e la nomina di tecnici esterni al Comune che possano analizzare i dati finanziari in modo oggettivo. L’accusa politica della DC punta il dito direttamente contro il primo cittadino: il timore espresso è che l’attuale gestione punti a mostrare una finta disponibilità di cassa, comprimendo la reale capacità di spesa dell’Ente, per utilizzare le risorse a fini puramente elettorali anziché per garantire i servizi essenziali alla comunità.
“Non stiamo facendo polemica politica – conclude Greco – ma stiamo solo adempiendo a un dovere istituzionale verso la città”. Un monito rilanciato anche da Fiore, che avverte sul rischio di uno squilibrio strutturale o di un potenziale dissesto: “La verità va detta subito ai cittadini per non pregiudicare irreversibilmente il futuro delle prossime generazioni”.


