
Ragusa, 10 giugno 2026 – “Le dichiarazioni del sindaco Peppe Cassì sull’area dell’ex Ancione e sull’apertura di nuovi supermercati in città lasciano sinceramente sconcertati. Davvero il sindaco è convinto che un’amministrazione comunale non abbia alcun ruolo nell’indirizzare lo sviluppo urbano e nel governare le trasformazioni della città?”. Lo dichiara la segreteria cittadina del Partito Democratico di Ragusa commentando il recente intervento social del primo cittadino.
“Se davvero fosse così – continuano dalla segreteria dem – viene spontaneo chiedersi a cosa servano il Piano regolatore generale, i piani particolareggiati, i regolamenti urbanistici, la programmazione commerciale e tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione degli enti locali per pianificare il territorio e tutelare l’interesse collettivo. Evidentemente punto sul vivo dai contenuti di una pagina satirica, Cassì ha cercato una linea difensiva, ma la vera satira, purtroppo, è leggere un primo cittadino che sembra rivendicare la propria impotenza davanti alle trasformazioni della città che amministra” .
“Ancora una volta – aggiunge il segretario cittadino del PD, Riccardo Schininà – ci troviamo davanti a un’amministrazione che non governa i processi ma li subisce. È una critica che rivolgiamo al sindaco da anni e che ora trova ulteriore conferma nelle sue stesse parole. Quando il primo cittadino sostiene di non poter fare nulla rispetto alle trasformazioni che interessano il territorio, sta certificando una concezione della politica che non condividiamo e che consideriamo profondamente sbagliata”.
“Le trasformazioni urbanistiche – prosegue Schininà – non avvengono per caso. Sono il risultato di scelte, indirizzi, pianificazioni e decisioni che maturano nel tempo. Per questo continuiamo a ritenere necessario interrogarsi su alcuni processi che negli anni hanno interessato la città e che, comprensibilmente, sono stati visti con perplessità da molti cittadini”.
Per il Partito Democratico, tuttavia, la vicenda dell’ex Ancione pone oggi anche una questione ancora più importante, che riguarda la salute pubblica.
“Prima ancora di discutere cosa sorgerà al posto dello stabilimento – afferma il capogruppo del PD al Consiglio comunale, Peppe Calabrese – occorre avere la certezza che tutto ciò che riguarda la demolizione e la gestione dell’area avvenga nel pieno rispetto delle norme ambientali e sanitarie. Lo dico anche sulla base della mia esperienza sindacale all’interno di quella realtà produttiva. Prima della chiusura dell’azienda, avvenuta nel 2013, numerosi lavoratori hanno ottenuto i benefici previsti dalla legge 257 del 1992 in materia di esposizione all’amianto, proprio perché la presenza di questo materiale all’interno dello stabilimento era stata accertata”.
“Per anni – aggiunge Calabrese – il tema della bonifica è stato oggetto di discussione e di preoccupazione tra i lavoratori. Oggi riteniamo doveroso chiedere che venga fatta piena chiarezza sullo stato dell’area, sulle eventuali attività di bonifica effettuate nel corso degli anni e sulle misure adottate per garantire la sicurezza durante le operazioni in corso. Parliamo di una zona circondata da abitazioni, attività commerciali e luoghi quotidianamente frequentati da migliaia di persone”.
“Per questo motivo – conclude Calabrese – chiederemo agli enti competenti, a partire dallo Spresal e da tutti gli organismi preposti ai controlli, compresa la Prefettura, di effettuare ogni verifica necessaria. Non vogliamo alimentare allarmismi, ma pretendiamo garanzie. La salute dei cittadini viene prima di qualsiasi operazione immobiliare e prima di qualsiasi discussione sulla futura destinazione dell’area”.


