
RAGUSA, 10 Giugno 2026 – Un elaborato raggiro, orchestrato sfruttando la vulnerabilità di una donna anziana, è stato sventato nei giorni scorsi a Ragusa grazie alla prontezza della vittima e all’intervento immediato dei militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza. L’operazione si è conclusa con l’arresto in flagranza di un uomo di 33 anni e la denuncia a piede libero di un complice.
La trappola è scattata attraverso una telefonata. Uno dei malviventi ha contattato l’anziana qualificandosi come appartenente alle Fiamme Gialle. Con tono autorevole, l’uomo ha paventato alla signora l’esistenza di un’indagine in corso su una rapina avvenuta ai danni di un compro oro locale. Per rendere la storia credibile e fare pressione sulla vittima, il finto finanziere ha aggiunto un dettaglio inquietante: l’auto usata dai rapinatori sarebbe stata noleggiata usando una carta d’identità clonata, intestata proprio all’anziana. Con il pretesto di dover verificare se i gioielli custoditi in casa dalla donna fossero legati al colpo, il truffatore l’ha convinta che a breve un “collega” sarebbe passato a ritirarli per sottoporli a un controllo.
Nonostante l’ansia del momento, la signora ha mantenuto la lucidità necessaria per effettuare una verifica, chiamando il numero di pubblica utilità “117”. La segnalazione ha fatto scattare immediatamente il dispositivo operativo del Gruppo di Ragusa. I finanzieri si sono appostati nei pressi dell’abitazione, riuscendo a bloccare il malintenzionato proprio nel momento esatto in cui la donna stava consegnando il denaro contante e i preziosi.
L’uomo bloccato sul fatto, un trentatreenne residente a Belpasso, è stato arrestato e inizialmente condotto in carcere. Successivamente, il G.I.P. del Tribunale di Ragusa ha convalidato la misura restrittiva, riqualificando il reato in tentata truffa e disponendo per lui gli arresti domiciliari. Le indagini lampo hanno inoltre permesso di individuare e denunciare a piede libero un complice originario di Catania, accusato di truffa in concorso con l’aggravante della minorata difesa.
Questo episodio accende nuovamente i riflettori sui tentativi di truffa ai danni delle fasce più vulnerabili della popolazione. La Guardia di Finanza, nel ribadire l’importanza di segnalare tempestivamente ogni situazione anomala ai numeri di emergenza, ricorda ai cittadini un dettaglio fondamentale: nessun appartenente alle forze dell’ordine si presenterà mai a casa per richiedere la consegna di denaro, gioielli o altri beni personali per finalità investigative.
È importante ricordare che, in ossequio al principio della presunzione di innocenza, la responsabilità penale degli indagati sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.


