Il PD lancia due grandi iniziative per la città e sfida la maggioranza: «Modica ha bisogno di un progetto, non di una conta delle tessere»

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Modica, 7 giugno 2026 – Il Partito Democratico di Modica ha presentato questa mattina, nel corso di una conferenza stampa svoltasi all’Hotel Torre del Sud, le prossime scadenze politiche e programmatiche del circolo, offrendo una approfondita lettura della delicata fase politica ed economico-finanziaria che attraversa la città. All’incontro con i giornalisti hanno preso parte il segretario cittadino Francesco Stornello, i componenti della segreteria e il consigliere comunale Giovanni Spadaro.
I vertici del circolo hanno annunciato due importanti appuntamenti aperti alla cittadinanza. Il primo segna l’evoluzione della campagna di ascolto territoriale «Il PD ascolta Modica», che negli ultimi mesi ha visto il partito confrontarsi con i cittadini nei quartieri e nelle contrade, da Modica Alta a Modica Bassa, dalla Sorda alla Vignazza fino a Marina. L’iniziativa si configura come il primo passo di un percorso di progettazione partecipata: l’ascolto sul territorio non si conclude, ma diventa un metodo di lavoro permanente per la città, con la città.
L’evento principale, dal titolo «Pensare una nuova Modica: dal centro storico alla Città», si terrà giovedì 19 giugno 2026, alle ore 18.30, presso l’Auditorium Pietro Floridia in piazza Matteotti. Si tratterà di un vero e proprio cantiere di idee aperto a competenze, associazioni, ordini professionali e alla città reale. Non sarà un classico convegno di partito: lo spazio principale sarà riservato agli interventi di urbanisti, sociologi del territorio e amministratori che hanno costruito visioni a lungo termine in altre realtà, seguiti da un dibattito aperto con il pubblico. Le conclusioni saranno affidate all’On. Nello Dipasquale, Deputato PD all’ARS, e all’On. Anthony Barbagallo, Segretario regionale del Partito Democratico.
«Ecco la differenza», ha commentato il segretario Francesco Stornello. «C’è chi, dal livello regionale, si limita a mandare a Modica diktat per rimescolare le poltrone; noi, invece, mettiamo il livello regionale al servizio di una riflessione concreta sul futuro di Modica».
La seconda iniziativa è orientata al ricambio generazionale e alla cittadinanza attiva attraverso il lancio di una Summer School di formazione politica. L’appuntamento, organizzato insieme con i Giovani Democratici di Modica, sarà interamente gratuito e aperto alla partecipazione, in particolare dei più giovani. Si terrà sabato 4 luglio 2026 e occuperà l’intera giornata, con sessioni di mattina e pomeriggio per approfondire i grandi temi dell’amministrazione locale.
Passando all’analisi politica, Stornello ha dichiarato: «Mentre una parte della politica modicana guarda rigidamente dentro sé stessa, noi abbiamo scelto di guardare fuori, verso i cittadini. Lo scorso 31 maggio avevamo denunciato una città allo sbando: pochissimi giorni dopo, quella diagnosi è stata confermata dalla stessa maggioranza con l’apertura della cosiddetta verifica politica. Non c’è nulla di cui rallegrarsi quando una comunità perde tempo prezioso. Quella in corso non è una verifica: è una mera conta del peso. La verifica vera la fanno i cittadini sui risultati tangibili. E su tre anni di amministrazione il verdetto è purtroppo già scritto: tre anni in larga parte persi, mentre restano totalmente irrisolti il dissesto finanziario, lo svuotamento del centro storico, l’insicurezza e la continua fuga dei giovani».
Il PD ha ribadito la scelta netta di non prendere parte al “toto-nomi” sul rimpasto di giunta, specificando che non c’è alcun interesse verso lo scambio di poltrone, poiché l’unico obiettivo resta l’interesse di Modica.
Sul fronte economico-finanziario, il PD richiama l’attenzione sul Bilancio Stabilmente Riequilibrato 2023-2027, approvato dalla Giunta a metà maggio e sbandierato come un traguardo definitivo. Il partito evidenzia come l’atto sia in realtà ancora privo del parere obbligatorio e vincolante del Collegio dei Revisori dei Conti. Secondo quanto trapela, l’organo di controllo avrebbe richiesto pesanti modifiche e integrazioni al testo, rendendo necessaria una nuova ratifica prima del controllo definitivo.
«Si è venduto alla città un risultato che, nei fatti, ancora non esiste», denuncia Stornello. «Il PD non firmerà mai cambiali in bianco sulla pelle dei cittadini, ma non farà nemmeno ostruzionismo sterile. Studieremo approfonditamente ogni singola pagina, proporremo modifiche puntuali e chiederemo risorse strutturali, ponendo fine alla continua e illusoria speranza nel prossimo finanziamento esterno. Sul bilancio si gioca il futuro dei nostri figli: un tema che merita serietà e condivisione, non fretta e propaganda».
In merito alla gestione del territorio, il PD valuta positivamente l’avvio dell’iter per il nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), deliberato dal Consiglio comunale il 27 maggio per superare i limiti del vecchio piano del 2017, che aveva lasciato prive di pianificazione ampie aree strategiche, da Marina di Modica fino alle frazioni e alle campagne. Il partito rivendica un contributo concreto all’atto: l’emendamento presentato dal consigliere comunale del PD Giovanni Spadaro e da Ivana Castello ed approvato all’unanimità, che ha ancorato lo strumento urbanistico agli obiettivi della Legge Regionale n. 19/2020, legati a qualità della vita, valorizzazione del centro storico, riuso del patrimonio edilizio esistente, contenimento del consumo di suolo, sostenibilità ambientale e partecipazione.
«Bene l’avvio del PUG, ma si ponga fine alla politica degli annunci», ammonisce il segretario. «Come si può programmare il futuro dello sviluppo urbano se non è stato ancora definitivamente approvato il bilancio stabilmente riequilibrato? Senza uno strumento finanziario efficace, questo piano non ha le gambe per camminare: senza bilancio, ogni progetto è un’illusione. Serve una visione d’insieme: Modica non è una somma aritmetica di quartieri disconnessi, ma un sistema unico e integrato, che va dal centro storico alla Sorda, dalle campagne a Marina. Questo è esattamente lo spirito e l’approccio dell’appuntamento del 19 giugno».
Infine, riguardo al procedimento giudiziario che coinvolge l’ex sindaco Ignazio Abbate e altri indagati, attesi davanti al Gup il prossimo 3 luglio, il PD tiene a ribadire la piena presunzione di innocenza, specificando che spetta unicamente alla magistratura accertare le eventuali responsabilità penali. Il partito sottolinea però l’evidente rilevanza politica della vicenda, che prescinde dall’esito penale, toccando settori delicatissimi e ad alto impatto sociale come i ristori per una calamità naturale e il sostegno allo studio delle famiglie meno abbienti. Per questo motivo il PD rinnova con forza la richiesta affinché il Comune di Modica si costituisca formalmente parte civile qualora si arrivi al dibattimento, a tutela dell’onestà e della dignità dell’intera comunità modicana.
«Modica non ha bisogno di un assessore in più o in meno: ha drammatico bisogno di un progetto strategico», ha concluso Francesco Stornello. «E un progetto non lo decide a tavolino un commissario di partito: lo costruisce una comunità intera che decide di rimettersi in cammino. Il Partito Democratico c’è, è pronto e sfida tutti a un confronto aperto. Perché Modica merita di essere finalmente governata con rispetto, futuro e speranza».

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9 commenti su “Il PD lancia due grandi iniziative per la città e sfida la maggioranza: «Modica ha bisogno di un progetto, non di una conta delle tessere»”

  1. Signori del PD io mi metto ancora la mascherina e mi faccio timbrare il lascia passare verde perché io sono un cittadino modello❤️

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  2. Il P.D. così si esprime:
    «Pensare una nuova Modica: dal centro storico alla Città.
    Si tratterà di un vero e proprio cantiere di idee aperto a competenze, associazioni, ordini professionali e alla città reale. Non sarà un “classico convegno di partito”: lo spazio principale sarà riservato agli interventi di urbanisti, sociologi del territorio e amministratori che hanno costruito visioni a lungo termine in altre realtà, seguiti da un dibattito aperto con il pubblico.
    Le conclusioni saranno affidate all’On. Nello Dipasquale, Deputato PD all’ARS, e all’On. Anthony Barbagallo, Segretario regionale del Partito Democratico».
    Per fortuna (in senso ironico) non viene considerato il “classico convegno di partito”.
    Vengono menzionati i nomi dei politici che interverranno e non i nomi di “urbanisti, sociologi del territorio e amministratori che hanno costruito visioni a lungo termine in altre realtà”; che in buona sostanza dovrebbero essere i portatori di nuove idee, le cui idee dovrebbero combaciare con la realtà del territorio; i politici non dovrebbero fare altro che adoperarsi a trovare i fondi per realizzare le idee dei tecnici.
    Purtroppo anche i politici di sinistra si comportano come tutti gli altri politici. Cambiano le sigle dei Partiti ma il modus operandi è uguale.
    La desertificazione del Centro Storico era sotto gli occhi di tutti già prima del 2023, eppure non trovò spazio nel programma elettorale. Oggi abbondano idee e proposte, ma il tempo perso ad ignorare il problema presenta il conto: le soluzioni richiedono anni, non slogan dell’ultima ora.
    Molti politici dimenticano che la Politica è lungimiranza.
    L’ipocrisia dell’operato politico la si intravede in modo palese già dal presente articolo, la contraddizione di non interessarsi da una parte alle lotte intestine degli altri partiti, ma nello stesso fanno un lungo elenco di critica, compreso il procedimento giudiziario che coinvolge l’ex sindaco Ignazio Abbate e altri indagati, in cui il PD tiene a ribadire la piena presunzione di innocenza, specificando che spetta unicamente alla magistratura accertare le eventuali responsabilità penali ed il sostegno allo studio delle famiglie meno abbienti. Ma pensate che queste piccole e lunghe questioni legali possono incidere sull’immediato nei problemi economici dei modicani. Perchè non pensate alla dilazione dei pagamenti proposti dalla CRESET, in conseguenza delle direttive del Consiglio Comunale. Sulla multe del C.d.S., l’Agenzia delle Entrate, propone fino a 60 rate, il Consiglio Comunale fino a 20 rate.
    Parlando di economia spicciola, in parole povere: Velocità alta di circolazione = il denaro circola rapidamente, le persone spendono, le imprese investono, l’economia è dinamica.
    In altre parole, non conta solo quanti soldi entrano in città, ma anche quante volte quei soldi vengono spesi all’interno della città prima di uscirne.
    Questo è il motivo per cui molti economisti considerano la velocità di circolazione della moneta un indicatore importante della vitalità economica di un territorio. Quindi perchè il P.D., o altri partiti non si adoperano su questa semplice ed immediata soluzione, invece di pensare come costruire le piramidi.

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  3. Bravo, non la togliere, perché salvi te e gli altri soprattutto i fraggggili.
    Meno male… si ca tu si nomm, no to suoru!

  4. Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Sarebbe un programma di tutto pregio, però si sa che negli ultimi anni il PD vive in una fase di regressione, a tutela di chi non si interessa se le città sprofondano e di chi fa dell’assenteismo la propria quotidianità. D’altronde, come in ogni partita, si gioca per vincere e non per pura virtù e, come diceva un famoso motto, Non vendo sogni, ma solide realtà

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  5. Già Iddufu, la colpa è del Piddì, anche se al governo della città da 15 anni ci siete voi… vendete solidi disastri direi 🤣
    ve la siete mangiati Modica e ora cercate di prendere in giro i modicani attribuendo responsabilità a destra e manca.

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  6. Il PD che lancia iniziative? Cos’è, una barzelletta ?
    All’ opposizione sanno proporre, messi a governare non sono come gli altri, ma peggio degli altri.
    Vi rimangono solo le risorse boldriniane perché ancora non vi conoscono, quando vi conosceranno vi manderanno a quel paese anche loro.
    Hanno distrutto una nazione intera.
    A Venezia avete candidato dei bengalesi, Trasferitevi li, in Italia avete chiuso.

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  7. Per 11 mesi era stato privato dello stipendio perché non vaccinato contro il Covid.

    la Corte d’Appello di Bologna ha condannato l’Ausl Romagna a risarcire un lavoratore che, pur non operando a stretto contatto con i pazienti, era stato sospeso dal servizio in applicazione dell’obbligo vaccinale.

    Era davvero legittimo negare il diritto al lavoro a persone che non rappresentavano alcun rischio per la collettività? La Corte ha stabilito il contrario.

    Anche su questo la ricerca della verità non può fermarsi, un’emergenza non può cancellare diritti fondamentali come quello al lavoro.

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