
Ragusa, 05 giugno 2026 – Intervengono la coordinatrice provinciale di Italia Viva Ragusa, Marianna Buscema, e il coordinatore cittadino Filippo Angelica sulla situazione della Guardia Medica di Marina di Ragusa, dove nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20 risulta garantito esclusivamente il servizio di ambulanza senza la presenza del medico.
«Poco più di un mese fa avevamo chiesto chiarezza sulla richiesta di anticipazione di cassa da 50 milioni di euro avanzata dall’Asp di Ragusa. Avevamo specificato di non voler generare allarmismi ma di voler capire se risorse così importanti fossero realmente accompagnate da una strategia capace di migliorare i servizi sanitari per i cittadini. Oggi, purtroppo, ci troviamo davanti a una situazione che alimenta quei dubbi e che merita una riflessione seria».
«Quando insieme abbiamo sollevato interrogativi sulla gestione delle risorse dell’Asp, il problema non era soltanto l’anticipazione di cassa. Ci chiedevamo se quelle risorse venissero utilizzate per garantire più servizi, più efficienza e più diritto alla salute. Vedere una realtà importante come Marina di Ragusa senza un medico nella fascia diurna, proprio mentre la stagione estiva è già iniziata, rappresenta una risposta che certamente non rassicura i cittadini».
«Francamente è difficile comprendere come una delle principali località balneari della Sicilia possa ritrovarsi nelle condizioni di garantire dalle 8 del mattino alle 20 soltanto il servizio di ambulanza. Marina di Ragusa, già nei primi giorni di giugno, registra un’importante presenza di residenti, lavoratori, proprietari di seconde case e visitatori. Non stiamo parlando di un territorio che si anima improvvisamente il primo luglio».
«Ed è proprio questo il punto. Non basta immaginare che il problema venga risolto con l’attivazione di servizi limitati al periodo compreso tra il 1° luglio e il 15 settembre. Marina di Ragusa è popolata e vissuta già adesso e continua ad esserlo anche dopo la metà di settembre. La sanità deve adeguarsi alla realtà del territorio e ai bisogni delle persone, non a schemi temporali che non rispecchiano più ciò che accade realmente nelle nostre località costiere».
«Da anni sentiamo parlare di investimenti, riorganizzazioni e nuove assunzioni, ma i cittadini continuano a confrontarsi con liste d’attesa troppo lunghe e con servizi che spesso non riescono a soddisfare le esigenze del territorio. In molti casi le persone sono costrette a rivolgersi al privato o a cercare risposte fuori provincia. È legittimo domandarsi se le priorità siano davvero quelle giuste».
«La nostra non vuole essere una polemica fine a sé stessa. Chiediamo all’Asp di Ragusa di chiarire le ragioni di questa situazione e di adottare ogni iniziativa utile per garantire un’assistenza sanitaria adeguata in una delle aree più frequentate della provincia. Continueremo a seguire con attenzione questa vicenda perché riteniamo che la tutela della salute debba restare una priorità concreta e non soltanto un principio da richiamare nei documenti ufficiali».


