Odio antico, giustificazioni moderne…l’opinione di Rita Faletti

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La Fondazione CDEC pubblica ogni anno i dati sugli episodi di antisemitismo in Italia. 2023: 453 attacchi, 2024: 877, 2025: 963. L’anno in corso si preannuncia peggiore. Sono dati sconfortanti che fanno vergogna. A questi si aggiungono i rifiuti di prenotazioni in hotel e ristoranti da nord a sud, giustificati come effetto dell’“apprensione per il genocidio di Gaza”. Una spiegazione che non sta in piedi tanto è surreale. Ma tant’è. La lista delle vergogne è lunga. Va dall’israeliano con la kippah ferito a Milano da un incappucciato alla schiena, alla gola e al volto, al ragazzo di 12 anni preso a calci e pugni da due quindicenni a Venturina Terme, in provincia di Livorno, all’ebreo con kippah che a Trieste si è sentito dire per strada “Ebreo ti sgozziamo” da due che brandivano la bandiera palestinese, a un anziano ebreo che a Milano, a un raduno pro pal, si è visto strappare il copricapo al grido di “sporco ebreo”, all’uomo con la kippah malmenato a Roma nel quartiere Marconi, al tassista che, ancora a Milano, rifiuta una cliente disabile. Lo scorso 25 Aprile, sempre a Milano, inorgoglita dall’essere assurta a capitale morale del Paese, erano tempi migliori, oltra alla cacciata della Brigata ebraica da parte dell’Anpi, diretta da un partigiano abusivo, dal corteo che celebrava la festa della Liberazione dal nazifascismo ma non dall’ignoranza, si è alzato un coro: “Aprite i confini così possiamo uccidere ebrei e sionisti”. Tra gli slogan più impressionanti ed emblematici dell’immondizia antisemita il seguente: “10-100-1000 7 ottobre” a Brugherio. Dalle persone alle cose: l’assalto alla sinagoga di Bologna, gli esterni della sinagoga Beth Michael a Roma, imbrattati con le scritte “Palestina libera”, il vandalismo della targa dedicata a Stefano Gaj Taché, il bambino ebreo ucciso nell’attentato alla sinagoga di Roma del 9/10/1982, quarant’anni prima della guerra a Gaza. Il “mai più” è diventato “ancora”, provando che l’antisemitismo non si è mai spento, o meglio, qualcuno ha preferito tenerlo in vita. La sinistra extraparlamentare faticò a condannare l’attentato palestinese a Fiumicino del 1973. Tutto si lega. Che dire delle bandiere con le fette di cocomero? E delle università okkupate? Farci un giro, io l’ho fatto, e provare a capire cos’è la “sindrome di accerchiamento” nelle comunità ebraiche. A chi attribuire il merito di aver trasformato in icona dell’accoglienza l’imam che incita all’odio antiebraico? Di esempi ce ne sono, basta non fingere di non vederli. I sinceri democratici di Amnesty hanno strappato le foto dei rapiti del 7 ottobre in omaggio al conformismo antisemita. Del ruolo di Hamas dentro gli ospedali, nelle scuole, nei quartieri civili, si parla pochissimo. Come se raccontare la guerra per intero fosse diventato sconveniente. I fatti non fanno notizia, le notizie sono fandonie ripetute nelle piazze, sui social, dai finti pacifisti. Gad Lerner: “Non stupisce che l’odio antiebraico si rigeneri e trovi alimento dalla fascistizzazione in corso in Israele”. Forse, perché l’odio antiebraico, come ha detto Liliana Segre, è precedente, e genera l’incapacità di troppa sinistra di distinguere. La verità è che Gaza non ha creato l’antisemitismo. Gli ha restituito cittadinanza pubblica. Ha dato a troppi il lessico morale con cui rendere presentabile un odio antico. Il punto è che in Italia si è tornati a colpire gli ebrei perché ebrei. E ogni volta che questo viene giustificato, relativizzato o persino spiegato, un pezzo di civiltà democratica cede il passo alla barbarie. E attenzione che anche se la prova della radicalizzazione non c’è, l’appello lanciato dallo Stato islamico: “Non bombe, ma con quello che avete, sassi, coltelli, una padella, colpite ebrei e cristiani” è sempre vivo se persiste il rifiuto verso la nostra cultura. Dice un proverbio giapponese: “Quando ti unisci a un altro villaggio, segui le regole.”

 

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7 commenti su “Odio antico, giustificazioni moderne…l’opinione di Rita Faletti”

  1. Velocemente ne ho contati 7. Sono molti di più i perseguitati cristiani, numeri alla mano.

    Peter Beinert, ebreo americano, dichiara sul new York times che non crede più nello stato ebraico, questo già nel 2020. Dichiara che gli ebrei sono vulnerabili alle politiche causate dal sionismo.

    Ilan Pappè, ebreo, storico, antisionista, dichiara nel 2017 che il sionismo è un progetto coloniale, causa risentimento e di conseguenza antisemitismo.

    Poi c’è un interessantissima lettera di 42 autori antisionisti ebrei contro il jewis book council, 2026. In sostanza, se tutto ciò che è ebraico viene presentato come sionista (e questo lo fanno anche i giornalisti mischiandoe due voci a convenienza), la reazione antisionista si riversa contro gli ebrei.

    Su The Nation, compare la Jewish Voice of Peace, che accusa il sionismo di presentarsi a nome di tutti gli ebrei, creando confusione e causando, ennesima voce sul tema, ostilità contro gli ebrei.

    Questi sono alcuni, chi cerca trova…

    Quindi, chi accusa in modo ideologico opportunistico gli antisionisti di antisemitismo, in realtà sta causando egli stesso antisemitismo.

    Per chi vuole contestare, citofonare ai suddetti.

  2. Aspettiamo un suo articolo a commentare ciò che ha fatto Israele oggi.
    Ho l’impressione che la signora Faletti difenderà la violenza di Israele in acque internazionali.

  3. Tonino Spinello

    Con questo articolo cosa dovremmo comprendere? L’odio senza fine verso gli ebrei?
    Da come si comporta Israele negli ultimi anni direi che l’odio che moltissimi avevano rimosso e specie con gli ultimi accadimenti, invece lo hanno rinvigorito. Le scene flotilliane che vediamo in queste ore hanno fatto il giro di tutto il mondo e non credo che il mondo si affligge per gli ebrei perseguitati, ma per come sta umiliando persone senza un motivo valido visto che parliamo di paese democratico. Penso che sia Israele stesso ad alimentare l’antisemitismo per poi fare le vittime innocenti.
    Forse il titolo più appropriato sarebbe: Giustificazioni antiche, odio nuovo.

  4. Israele e Stati Uniti sono il male del mondo.
    Io stesso ho assistito alla cacciata di cittadini israeliani da ristoranti spagnoli, con parole che preferisco non scrivere.
    Tutto questo per cr…….li come Netanyahu con la sua banda di ass……!!
    E chi giustifica questo scempio è un cr……… Come Netanyahu.
    Gli attori da circo oggi hanno recitato, da domani continueranno ad appoggiare questi ass………i.
    L’odio verso Israele è ovunque in tutto il mondo.

  5. Gli attivisti sono stati umiliati e trattati con durezza eccessiva. Ben Gwir è un personaggio orribile, ma non rappresenta un intero Paese. Sul blocco navale è partito il grido sulla violazione del diritto internazionale senza che qualcuno abbia tentato di approfondire la questione. Di fatto, proprio le Nazioni Unite, obbligate all’ortodossia in materia di diritto internazionale, avevano stabilito con il Rapporto Palmer del 2011 che il blocco navale della Striscia di Gaza è legale e trova giustificazione nella necessità di Tel Aviv di tutelare la propria sicurezza ostacolando l’ingresso via mare di armi, materiali bellici e supporto logistico per Hamas. Se poi sussiste uno stato di “conflitto armato” – e quello tra Israele e Hamas lo è – perde rilievo il concetto di acque internazionali. Fermare, ispezionare o dirottare imbarcazioni intenzionate a forzare il blocco sono tutte azioni consentite: non si prefigura una violazione del diritto e tantomeno l’ipotesi di pirateria, un totale nonsenso trattandosi di interventi di una Marina militare. L’intenzione dichiarata dagli attivisti era forzare il blocco più che portare aiuti alimentari che essi stessi avevano ammesso essere irrisori. L’odio antisemita è radicato, precede i conflitti contemporanei e coincide con il desiderio di cancellare Israele dalle mappe. E’ irrazionale, legato a pregiudizi religiosi, sociali, culturali.

  6. Vedo invece una guerra da parte di Israele contro il resto del Mondo con l’appoggio di Trump. Non esiste nessun odio antisemita nel caso specifico, è inutile metterci il lasciapassare ideologico che nella fattispecie non esiste.
    Oggi assistiamo ad una prepotenza mai vista da parte di Israele, Ben Gwir è un personaggio orribile, RAPPRESENTA l’intero Paese, altrimenti Benjamin Netanyahu Primo ministro di Israele lo avrebbe rimosso.
    Le conseguenze alla lunga faranno il male assoluto di Israele.

  7. Quindi, le nazioni unite, sono utili o meno in base alle esigenze di Israele. Come sempre, doppi standard.
    Per odiare qualcuno, se questa è l’affermazione, si necessita di una causa scatenante, nulla nasce dal nulla. Affermare che ci sia odio, necessità esame di coscienza sulla causa.
    Quindi, o vi è un fattore di questo tipo, oppure è una utile copertura. In entrambi i casi, serve spiegazione dettagliata, non generica e non bollinata come irrazionale. Nulla è irrazionale.

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