
Ragusa, 15 maggio 2026 – «Piazza Solferino è diventata il simbolo dell’abbandono e della disattenzione dell’amministrazione comunale». A denunciarlo è Mario Chiavola, presidente dell’associazione Ragusa in Movimento, dopo l’ennesimo giovedì segnato dal degrado post-mercato nel cuore del centro storico.
Chiavola raccoglie la voce dei residenti, esasperati da una situazione che si ripete settimana dopo settimana, senza che il Comune metta in campo controlli o soluzioni efficaci. «Ogni giovedì – afferma – la piazza si trasforma in una discarica a cielo aperto. Rifiuti abbandonati ovunque, cartoni, sacchetti, plastica trascinata dal vento. È uno spettacolo indegno per una città che continua a parlare di decoro urbano e rilancio turistico, ma che non riesce a garantire neppure la pulizia di una delle sue piazze più centrali».
Il presidente dell’associazione sottolinea come il problema non sia episodico, ma strutturale: «I cassonetti vengono svuotati e messi da parte per il ritiro, ma una parte consistente dei rifiuti non viene conferita correttamente dagli operatori del mercato. È evidente che manca un sistema di controllo e che nessuno verifica il rispetto delle regole. I residenti hanno presentato segnalazioni, esposti, richieste formali. Nulla è cambiato».
Chiavola respinge anche ogni tentativo di spostare l’attenzione su presunti responsabili esterni: «Non c’entrano extracomunitari, non c’entrano “altri”. Qui c’è solo l’incapacità dell’amministrazione di gestire un servizio basilare. È troppo facile parlare di turismo e centro storico quando poi si lascia una piazza in queste condizioni». Da Ragusa in Movimento arriva una richiesta chiara: «Il Comune deve intervenire immediatamente. Servono controlli, sanzioni per chi non rispetta le regole, un’organizzazione efficiente del post-mercato e un piano di pulizia straordinaria. Piazza Solferino merita rispetto, non l’abbandono che i cittadini sono costretti a subire da anni». Chiavola conclude con un appello diretto all’amministrazione: «Basta passerelle e dichiarazioni di principio. È il momento di dimostrare con i fatti che il centro storico è davvero una priorità».


