
RAGUSA, 10 Maggio 2026 – Quarantotto ore di ordinaria follia. Non si può definire altrimenti il fine settimana appena trascorso al Pronto Soccorso dell’ospedale Giovanni Paolo II, teatro di due distinti episodi di violenza che hanno messo a dura prova la tenuta del sistema di sicurezza e la serenità degli operatori sanitari.
Il primo episodio, il più inquietante, si è verificato nel pomeriggio di sabato. Un paziente con evidenti problemi psichiatrici, in un momento di forte agitazione, ha impugnato una bombola d’ossigeno utilizzandola come ariete contro la porta del triage.
Il fragore del vetro frantumato ha scatenato il panico tra i presenti. Solo la prontezza delle guardie giurate in servizio, intervenute immediatamente per immobilizzare l’uomo, ha evitato che la situazione degenerasse in tragedia. Resta però lo shock per un attacco che ha minacciato l’integrità fisica di medici e infermieri in prima linea.
Nemmeno ventiquattro ore dopo, la tensione è tornata a salire. Domenica, un utente esasperato dai tempi d’attesa — cronico tallone d’Achille della sanità pubblica — ha scaricato la propria rabbia contro un infermiere, aggredendolo fisicamente. Solo l’intervento tempestivo dei colleghi ha permesso di prestare soccorso alla vittima e riportare una calma apparente nei corridoi del reparto.


