
PALERMO, 08 Maggio 2026 – Svolta giudiziaria nell’inchiesta che vede coinvolto l’ex presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro. Durante l’udienza preliminare davanti alla gup Ermelinda Marfia, la difesa di Cuffaro ha presentato istanza di patteggiamento a tre anni di reclusione per le accuse di corruzione e traffico di influenze illecite.
L’imputato non era presente in aula, ma il pubblico ministero Claudio Camilleri ha già espresso parere favorevole alla richiesta formulata dall’avvocato Marcello Montalbano. La decisione definitiva del giudice è attesa per il prossimo 15 maggio.
La strategia legale degli avvocati Marcello Montalbano e Giovanni Di Benedetto non si ferma alla sola determinazione della pena. La proposta di applicazione della pena “su richiesta delle parti” prevede, infatti, lavori sostitutivi (il residuo della pena verrebbe scontato presso la struttura “Casa del Sorriso”).
Dai 3 anni concordati andrebbe sottratto il periodo già trascorso da Cuffaro agli arresti domiciliari, portando la pena effettiva a circa 2 anni e mezzo, convertibili in lavori di pubblica utilità.
È stato proposto il versamento di 7.500 euro ciascuno all’ospedale Villa Sofia di Palermo e all’Asp di Siracusa come segno di ristoro.
Parallelamente, la Cassazione ha annullato con rinvio l’ordinanza dei domiciliari per Cuffaro: sarà ora il Tribunale del Riesame di Palermo a dover rivalutare l’adeguatezza della misura cautelare.
Il fulcro dell’indagine riguarda quello che gli inquirenti definiscono il “cerchio magico della sanità”. Due i filoni principali seguiti dalla Procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia:
Si ipotizza l’aggiustamento di un bando per la stabilizzazione di operatori sociosanitari. In questo filone sono coinvolti, tra gli altri, l’ex DG Roberto Colletti, il primario Antonio Iacono e lo storico collaboratore di Cuffaro, Vito Raso.
L’accusa di traffico di influenze illecite riguarda i servizi di lavanderia e ausiliariato. Sotto i riflettori i rapporti tra ex dipendenti della Dussmann Service srl (Mauro Marchese, Marco Dammone, Ferdinando Aiello), il legale rappresentante Roberto Spotti e l’imprenditore Sergio Mazzola (Euroservice srl).
Mentre Cuffaro punta al patteggiamento, l’imputato Ferdinando Aiello ha richiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. Anche su questa posizione il giudice Marfia si pronuncerà il 15 maggio.
I pm Andrea Zoppi e Gianluca De Leo hanno scelto di procedere su episodi definiti “blindati” dal Riesame, che ha confermato l’impostazione accusatoria iniziale. Altre ipotesi di reato e ulteriori profili sospetti rimangono, al momento, accantonati in attesa di ulteriori sviluppi investigativi.
La data del 15 maggio segnerà dunque uno spartiacque fondamentale per l’ex presidente e per l’intero sistema di potere che l’inchiesta mira a scardinare.


