
PALERMO, 09 Maggio 2026 – Un’iniezione di risorse senza precedenti per le zone produttive della provincia di Ragusa. È quanto emerge dalla pubblicazione dell’elenco delle opere ammissibili relative all’Azione 1.3.3 del POC 14/20, il piano destinato alla riqualificazione, al potenziamento e all’efficientamento delle aree artigianali siciliane. Il provvedimento, siglato dal Dirigente Generale del Dipartimento, Dario Cartabellotta, premia la progettualità del territorio ibleo con un ammontare complessivo di circa 9,3 milioni di euro.
I comuni della provincia di Ragusa hanno risposto con progetti di alto profilo tecnico, ottenendo finanziamenti che variano tra il milione e il milione e mezzo di euro per ciascun ente:
Comiso: 1.500.000 euro, Modica: 1.381.267 euro, Chiaramonte Gulfi: 1.500.000, Ragusa: 1.500.000, Vittoria: 1.288.000 euro, Scicli: 1.203.402,38 euro, Santa Croce Camerina: 926.109,24 euro.
“Questi risultati – continua l’On. Abbate – non arrivano per caso. Sono il frutto di un lavoro corale e di un percorso di ascolto che abbiamo portato avanti con determinazione. Questo provvedimento è stato infatti preceduto da numerosi incontri tecnici e politici con il territorio, con gli imprenditori e con la CNA, che ringrazio per il costante stimolo e la collaborazione. Abbiamo recepito le istanze di chi vive e lavora nelle aree artigianali per trasformarle in opportunità di sviluppo”. Il Presidente della I Commissione ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare ai vertici dell’Assessorato: “Esprimo la mia profonda gratitudine all’Assessore Edy Tamajo e al Dirigente Generale Dario Cartabellotta per la loro costante attenzione verso le esigenze dei territori. La loro sensibilità nel comprendere l’importanza strategica delle aree artigianali, unita a una gestione amministrativa efficiente, permette oggi di sbloccare risorse che cambieranno il volto di molte zone produttive, rendendole più moderne, sicure ed energeticamente efficienti. Continueremo a vigilare e a supportare le amministrazioni locali – conclude Abbate – affinché questi fondi si trasformino in cantieri nel più breve tempo possibile, dando ossigeno alle nostre imprese e creando nuove opportunità occupazionali per tutta la provincia”.



2 commenti su “Aree Artigianali, pioggia di fondi nel Ragusano: finanziati progetti per oltre 9 milioni di euro”
Ca cettu, l’onorevole è tutto fare e meno male che esiste perché altrimenti lo dovrebbero inventare! Anche quello che fanno gli altri diventa un “lavoro corale”. Parliamo di cose serie : a quando una presa di posizione nei riguardi del suo ex segretario di partito? Forse non ci sono altri partiti a disposizione? E faccia una lista civica tanto da Frigintini e Modica i voti li prenderebbe.
Bravo onorevole
La ringrazio a nome di tutti gli artigiani che riceveranno una boccata di ossigeno.
Oggi fare impresa non è un lavoro , ma un’atto eroico .
Lavorare senza orario dal mattino alla sera .
Responsabilità infinite.
Competenza mai ripagata abbastanza.
Ferie a spese sue.
Malattia passata in azienda.
La persona più vista, il direttore di banca che decide il destino dell’azienda, se ti trovi con 2 bilanci negativi , sei finito , il direttore non ti rinnova i fidi accordati e sei finanziaremente finito .
Non ti paghi la tua INPS per la pensione per pagare i contributi e le tasse per i dipendenti perché sei sostituto d’imposta,
Un dipendente se ne va , a cuore leggero perché sa che la Naspi lo assisterà fino a 24 mesi , 24 mesi a grattarsi la pancia , qua nessuno ha da ridire .
Tu intanto entro 15 giorni gli devi elargire il tfr , che non hai messo da parte perché i soldi non bastano mai, allora te li fai dare dalla banca e ci paghi gli interessi.
Intanto hai il posto vacante , e subirai ritardi nella consegna dei lavori , e gli incassi si allontanano .
Poi devi trovare un’altro ,lo devi formare a spese tue , magari non è capace , e non hai risolto niente, perché quelli capaci e seri lavorano tutti
Poi ci sono altri mille problemi.
Alla fine andrai in pensione con 700 euro perché ti sei pagato pochi contributi, perché i soldi non bastano mai .
Il tuo dipendente va in pensione e gli spetta la liquidazione, a te restano solo un’azienda vecchia piena di cose vecchie , e devi pagare per lo smaltimento.
Eroi sconosciuti i piccoli imprenditori dei nostri tempi , quasi tutti finiscono a 80 anni ancora in’azienda , perché raramente hanno un ricambio generazionale.
Grazie onorevole per l’aiuto a questi disgraziati.