
Ragusa, 02 maggio 2026 – Un territorio produttivo lasciato ai margini, imprese costrette a operare in condizioni di svantaggio strutturale, infrastrutture strategiche ferme o svuotate di funzione. È il quadro che la Cna territoriale di Ragusa porta all’attenzione pubblica, denunciando due emergenze che stanno compromettendo la competitività dell’area iblea: la paralisi dell’aeroporto di Comiso e il mancato finanziamento del tratto autostradale Modica–Scicli. Due simboli, diversi ma complementari, di una stessa fragilità: l’assenza di una visione infrastrutturale adeguata alle esigenze di uno dei territori più dinamici della Sicilia.
Il presidente territoriale della Cna di Ragusa, Giampaolo Roccuzzo, parla di una situazione non più tollerabile: «Non possiamo accettare che un territorio che produce, esporta, innova e crea lavoro venga sistematicamente penalizzato da scelte miopi e da un immobilismo che dura da anni. L’aeroporto di Comiso e il collegamento Modica–Scicli non sono opere marginali: sono infrastrutture decisive per la mobilità, per il turismo, per le imprese. E oggi sono ferme, svuotate di funzione o semplicemente ignorate».
Lo scalo di Comiso, nato come infrastruttura strategica per il Sud-Est siciliano, vive una fase di sottoutilizzo che sta isolando ulteriormente la provincia. La drastica riduzione dei voli, unita al mancato ritorno di Ryanair nonostante le risorse stanziate dalla Regione e i bandi pubblicati, ha compromesso l’accessibilità del territorio. Le imprese denunciano costi più alti, tempi più lunghi, minori opportunità. «Non basta approvare i bilanci della Sac se quasi tutti i volumi sono generati a Catania», afferma Roccuzzo. «La nostra provincia non può essere umiliata da un silenzio assordante che dura da troppo tempo».
A questa criticità si aggiunge lo stallo totale del tratto autostradale Modica–Scicli, un’opera essenziale per la logistica e la mobilità interna. Nonostante gli impegni pubblici, la Regione non ha ancora garantito il finanziamento necessario né fornito un cronoprogramma credibile. Il segretario territoriale della Cna di Ragusa, Carmelo Caccamo, sottolinea la gravità della situazione: «Siamo davanti a un’opera annunciata, attesa, promessa, ma mai avviata. Le imprese non possono programmare, non possono investire, non possono crescere se mancano le infrastrutture minime. Non riusciamo a vedere un intervento risolutivo della politica regionale e nazionale, e questo è inaccettabile».
La provincia di Ragusa, con il suo sistema produttivo che spazia dall’agroalimentare all’export, dal turismo all’artigianato, continua a dimostrare vitalità e capacità di competere. Ma questa energia viene frenata da una rete infrastrutturale insufficiente, che genera costi logistici elevati, ritardi nei trasporti e una minore competitività sui mercati nazionali e internazionali. Il danno economico complessivo, secondo Cna, è ormai evidente: milioni di euro persi ogni anno tra mancati investimenti, riduzione dei flussi turistici e difficoltà operative.
Il combinato disposto tra un aeroporto depotenziato e un’infrastruttura viaria mai realizzata produce un effetto di isolamento progressivo. Non si tratta di episodi isolati, ma di un sistema che non funziona, di una mancanza di programmazione che si trascina da anni e che oggi rischia di compromettere definitivamente lo sviluppo dell’area iblea.
Per questo la Cna territoriale di Ragusa chiede un cambio di passo immediato: rilanciare l’operatività dell’aeroporto di Comiso con un piano industriale serio e trasparente; favorire il ritorno di vettori strategici come Ryanair; sbloccare i finanziamenti per il tratto autostradale Modica–Scicli; definire un cronoprogramma certo e vincolante. «Le imprese chiedono infrastrutture, non promesse», conclude Caccamo. «Il futuro economico della provincia dipende dalla capacità delle istituzioni di uscire dall’immobilismo e assumersi finalmente le proprie responsabilità».





