Il libro di Pisana, “Poesia come vita”, presentato al Quasimodo…di Giuseppe Nativo

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Modica, 21 aprile 2026 – Poesia e musica, due forme d’arte che si ispirano mutuamente creando un connubio naturale. Due dimensioni che si intrecciano e da sempre strumenti di comunicazione umana, capaci di trasmettere emozioni, riflessioni e valori in modo genuino e immediato. Questa, in estrema sintesi, la dimensione culturale e artistica che ha fortemente caratterizzato la serata del XVII appuntamento del “Caffè letterario Quasimodo” di Modica, tenutasi lo scorso 18 aprile, a Palazzo della Cultura, e che – unita da un sottile fil rouge delicato, affettuoso e corale – ha visto l’intreccio di due momenti diversi: uno letterario e l’altro musicale, entrambi accompagnati da tanti ricordi che hanno commosso il numeroso pubblico presente in sala.
Il momento letterario di alto valore culturale è stato caratterizzato dalle variegate ed articolate riflessioni evocate dalla lettura di alcuni brani: “La poesia non si trova nelle parole, ma nello spazio tra di esse, dove l’anima respira”. La poesia “è una forza quasi magmatica, perché in essa c’è l’eruzione della scrittura che crea, provoca, divelle, placa, denuncia, conforta”. Sono queste alcune delle annotazioni, che fanno meditare non poco, e che lo scrittore e poeta modicano Domenico Pisana ha mirabilmente disquisito, come solco indelebile di testimonianza letteraria, nel suo libro, “Poesia come vita. Per un nuovo umanesimo nell’era digitale” (Operaincerta, Ragusa, 2025, pp. 120, XIII Capitoli), che è stato oggetto di presentazione alla presenza di un folto ed attento pubblico e di numerosi appartenenti al Caffè letterario Quasimodo di Modica.
L’appuntamento culturale è stato moderato dal modicano Giuseppe Macauda (poeta del Caffè Quasimodo), il quale ha posto l’accento sulle delicate questioni disquisite dall’autore nonché sulla notevole levatura del volume che si inserisce nel solco della grande tradizione letteraria rivolgendo, però, lo sguardo al futuro e interrogandosi sul ruolo della poesia in un mondo che viaggia nella veloce direzione del transumanesimo e della digitalizzazione.
Al volume di Pisana è stato assegnato, a marzo 2025, il Premio “Logos Cultura” nell’ambito della XVII edizione del Premio internazionale Città di Cattolica “Pegasus Literary Awards”, ovvero “l’Oscar della Letteratura italiana”, al quale ogni anno partecipano numerosi poeti, scrittori e saggisti di rilievo anche internazionale. Il volume porta la prefazione di Lamia El Sherif (Ordinario di Letterature comparate e Capo del Dipartimento d’Italianistica – Università di Badr al Cairo), la quale annota: «In un’epoca dominata dall’intelligenza artificiale, dall’iper-connessione e dalla frenesia, può sembrare strano – eppure necessario – prendersi un momento per ascoltare la voce della poesia».
Da queste annotazioni ha preso spunto la relatrice Daniela Fava (scrittrice ispicese, docente di materie letterarie nei licei iblei, coordinatrice del Caffè Quasimodo-Gruppo di Ispica), toccando alcuni punti cruciali del libro intriso di umanesimo: “Poesia come vita”.
L’autore affonda il suo sguardo critico nella situazione di frammentazione e frastagliamento in cui versa la poesia contemporanea interrogandosi sulle criticità della poesia nell’era digitale. Il testo si sviluppa come un esteso e articolato discorso critico e antropologico, affrontando i temi più urgenti della contemporaneità come la crisi delle relazioni autentiche, il naufragio delle istituzioni e della coesione sociale. In tale contesto l’autore vede nella poesia non solo un atto estetico o comunicativo, ma anche un’energia capace di risollevare l’umano.
Dunque, momenti di alta riflessione su poesia, lingua, linguaggio e parola che sono stati tratteggiati dalle letture di alcuni brani tratti dal libro e mirabilmente curati da Rosanna Giannone (componente del Quasimodo) e Alessandro Sparacino (attore e regista).
Prima di passare alla seconda parte della serata, in cui si è celebrato un omaggio musicale dedicato al compianto Maestro Sergio Carrubba, vi sono stati due interventi a sorpresa che hanno fatto commuovere non poco Domenico Pisana.
Il primo intervento a sorpresa è stato curato dal giornalista Gianni Contino, decano del giornalismo ibleo e direttore del quotidiano on line “Il Domani Ibleo”, il quale – dopo aver espresso un pensiero sull’attività giornalistica di Pisana, iniziata negli anni ‘80, la cui collaborazione al Domani Ibleo consentì l’iscrizione di Pisana all’Ordine dei giornalisti nel 1985 – ha consegnato un targa in vetro con la seguente scritta: “A Domenico Pisana, giornalista, poeta e scrittore, per aver dedicato la sua vita alla professione giornalistica, con passione, impegno, competenza ed umanità muovendo i primi passi tra le colonne de “Il Domani Ibleo” – il Direttore e i colleghi di ora e di allora”.
Il secondo intervento a sorpresa è stato quello del rag. Carmelo Carpentieri, il quale, ricordando con affetto l’esperienza sportiva giovanile di Pisana, ne ha voluto testimoniare i primi passi nella squadra di calcio degli anni ‘70 di cui Carpentieri era il presidente, dando uno spaccato dell’attività calcistica di Pisana visibilmente emozionato.
«Due sorprese, due interventi non programmati, che mi hanno parecchio commosso, e che hanno risvegliato i filmati della mia memoria», ha dichiarato Pisana dopo aver dato la sua testimonianza su come «la poesia è venuta a cercarmi», per usare le parole di Pablo Neruda presenti nelle prime pagine del libro.
Il secondo momento, musicale e corale testimonianza, dedicato al Maestro Sergio Carrubba (scomparso nel 2025), è stato impreziosito dalla partecipazione di Takako Yoshida (soprano), Pippo Baglieri (tenore) e il Maestro Giannino Amore (pianoforte). Si è trattato di un omaggio intenso e sentito, reso ancora più toccante dalla presenza della moglie, visibilmente emozionata quando il trio degli artisti ha interpretato alcuni brani composti proprio dal suo Sergio. Un momento di grande commozione in cui la musica è diventata memoria viva. Sergio Carrubba non è stato solo un preside, ma anche un uomo di musica: “La musica – diceva spesso – è il linguaggio più alto delle emozioni. Comporre è donare agli altri ciò che si ha dentro, senza mediazioni”. Un emozionante pensiero è stato rivolto ai presenti dalla sig.ra Francesca (vedova Carrubba) come solida ed affettuosa testimonianza regalata al pubblico attraverso la lettura di un emozionante messaggio del suo Sergio reinterpretato da Alessandro Sparacino.
È stata una serata partecipata ed emotivamente profonda per il tributo reso al mio caro amico pianista Sergio Carrubba che ha lasciato la scena di questo mondo», ha dichiarato Pisana a conclusione della serata. Una serata che ha celebrato non solo un autore, ma un modo di vivere la cultura: con passione, con rispetto, con anima.

Giuseppe Nativo

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