Addio al profumo del cioccolato? La missione scientifica per salvare l’aroma di Modica

l cacao è minacciato dal clima: il progetto "Scentinel" crea un'impronta digitale degli aromi del cioccolato di Modica per preservarli dall'estinzione
Tempo di lettura: 2 minuti

Immaginate di svegliarvi un mattino e scoprire che l’inebriante aroma del cioccolato è svanito per sempre. Non è l’incipit di un romanzo distopico, ma una minaccia concreta che ha spinto un team internazionale di scienziati a una missione senza precedenti: preservare i profumi del mondo prima che svaniscano, proprio come si farebbe con una specie in via d’estinzione.

Al centro di questa sfida globale c’è la Sicilia, e più precisamente Modica, dove il cioccolato non è solo un dolce, ma un fossile gastronomico vivente che mantiene intatta la sua ricetta dal Settecento.

Il segreto del Cioccolato di Modica IGP risiede nella lavorazione “a freddo”. La pasta di cacao non supera mai una temperatura critica, permettendo ai cristalli di zucchero di restare integri. Questo tocco delicato garantisce la tipica consistenza granulosa e, soprattutto, protegge il profilo aromatico e le proprietà biochimiche che la scienza sta cercando di mappare digitalmente. Tuttavia, questo patrimonio oggi trema di fronte alla crisi climatica. Come spiega Laura Benassi del CNR-INO di Firenze: «Oggi i cambiamenti climatici non minacciano solo ghiacciai e barriere coralline. Stanno anche riscrivendo, odore dopo odore, la mappa sensoriale del nostro patrimonio culturale».

Per capire cosa rischiamo di perdere bisogna viaggiare indietro di cinque secoli, quando gli Aztechi preparavano lo xocoātl (“acqua amara”), una bevanda sacra a base di fave di cacao macinate. Gli spagnoli portarono questa tradizione in Sicilia, dove il tempo si è fermato: la tecnica usata oggi a Modica è la stessa documentata nel 1746.Ma il cacao è una pianta capricciosa. Per prosperare richiede condizioni specifiche: Temperature: tra i  21°C  e i  32°C.Umidità: costante e specifica. Nelle aree chiave di coltivazione (Africa Occidentale e Sud-Est Asiatico), le ondate di calore stanno alterando i cicli di fioritura e la biochimica  delle fave, modificando i composti volatili che il nostro naso percepisce come “cioccolato”.

Per rispondere a questa emergenza è nato Scentinel, un progetto internazionale finanziato dalla Joint Programming Initiative (JPI). L’obiettivo è ambizioso: creare un archivio digitale degli odori a rischio, dagli incensi mediorientali al caffè etiope. Nel 2025, le ricercatrici Jana Striova (CNR) e Luana Queiroz (NTNU) hanno analizzato ogni fase della produzione modicana, “from bean to bar”. Utilizzando sensori hi-tech, hanno campionato i composti sprigionati durante tostatura e macinatura, trasformando l’aroma biologico in un’impronta digitale molecolare. Questi dati permetteranno di analizzare con tecniche computazionali il “ritratto olfattivo” originale e ricreare l’aroma in laboratorio qualora la materia prima dovesse mutare irreversibilmente a causa del clima.

Non si tratta solo di piacere gastronomico. Le neuroscienze ci insegnano che l’olfatto è la via più rapida per la nostra memoria emotiva, capace di attivare ricordi più profondi di un’immagine o di un suono. Perdere un odore storico significa recidere il legame identitario con un luogo e con la nostra stessa storia. Inoltre, la scienza punta a proteggere le molecole del benessere, come la feniletilamina (che favorisce il buon umore) e la teobromina (stimolante naturale), impedendo che vengano alterate dal surriscaldamento globale. I risultati completi di questa “Arca di Noè” sensoriale saranno presentati ufficialmente a Chocomodica, dal 30 ottobre al 1 novembre 2026. Un appuntamento cruciale per scoprire se saremo in grado di salvare il profumo del passato per le generazioni del futuro.

© Riproduzione riservata
597218

I commenti pubblicati dai lettori su www.radiortm.it riflettono esclusivamente le opinioni dei singoli autori e non rappresentano in alcun modo la posizione della redazione. La redazione di radiortm.it non si assume alcuna responsabilità per il contenuto dei commenti e fornirà, eventualmente, ogni dato in suo possesso all’autorità giudiziaria che ne farà ufficialmente richiesta.

3 commenti su “Addio al profumo del cioccolato? La missione scientifica per salvare l’aroma di Modica”

  1. Ah be, se lo dice la scienzah…..
    Mi sa che hanno fallito con la carne sintetica e ora ci vogliono provare con il “cioccolato in provetta”, altro che “dalla fava alla tavoletta”.
    Poi se c’è di mezzo il cambiamento climatico che spazza via gli odori, vuol dire che lo sterco non farà più odore e i residenti della fiumara non avranno di che lamentarsi.
    Fantastico!!!!!

  2. Ehhhh,ma come posso spiegare tutta questa scienza a mia nonna ? La molecola del benessere ,la molecola del buonumore……lei che terra terra apprezzava la tostatura della Torrefazione Ammatuna e sentire solo l’aroma che si diffondeva e impegnava l’ aria le bastava per ravvivarsi i sensi !!! Non sapeva dell’Arca di Noè sensoriale !

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Articoli correlati

RTM per il cittadino

Hai qualcosa da segnalare? Invia una segnalazione in maniera completamente anonima alla redazione di RTM

UTENTI IN LINEA
Torna in alto